regala Libri Acquaviva

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giovedì 19 maggio 2011

PAZZI O NON PAZZI CHE SIATE poesia di gd angelillo

duu du tu tu proprio tu chi credi mai di essere o di non essere...
il pazzo ha preso la sua testa mozzata
e l'ha mostrata in tv, era finta ma la gente gli ha creduto,
il pazzo s' è gettata la zappa sui piedi
e si son fatti male gli altri,
al pazzo gli han montato un palco
di 700.000 euri in mezzo a un mondo di miseria
per far vedere quanto era grande il suo narciso,
il suo ridicolo fiore che sanguina sempre
perchè ama solo se stesso
e gli altri finiscano pure figli di chi vogliono loro,
il pazzo zittisce il padre che ha un braccio rotto
e dopotutto non capisce niente
perchè è solo un vecchio e poi è di ferrara pure lui,
il pazzo recita poesie ma solo di morti
perchè i poeti vivi gli fanno sempre un pò schifo,
al pazzo gli ho mandato 50 messaggi nella bottiglia
per dirgli che anch'io volevo cantare alla luna
con quei miei discorsi sul padre di dostoevskij
e sui fratelli karamazov che è una storia vera
e freud che non ci capiva una minchia,
il pazzo l'han cacciato via dal palco dei minchioni
perchè lui non è un minchione
anche se è un balordo pure lui,
ieri mi han dato la patente di pazzo pure a me
in mezzo alle scale, in sospeso tra essere e non essere,
perchè avevo regalato 8 libri alla sormani
accusandomi di fare tutto da me,
e in fondo credo proprio che loro non ne sono assolutamente capaci, e comunque così imparo a farmi i cazzi miei,
ragazzi, se avete bisogno di qualcuno è finita per voi,
pazzi o non pazzi che siate.
se invece fate da soli fate per 3,
e soprattutto correte il rischio
che caso mai ce la fate.
ANGELILLO
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sabato 14 maggio 2011

SECCHEZZA racconto contadino di G.D. ANGELILLO

C'era una volta ad Acquaviva una contadina che vendeva i frutti del proprio orto, là dietro alla chiesa di san Domenico. A quel tempo quasi tutti i contadini non avevano terre e erano costretti per vivere solo a vendere la loro forza lavoro, e quella bastava a malapena a sopravvivere, e anche se si faticava "da sole a sole", cioè da appena sorgeva il sole a quando calava.
Questa contadina quindi si guadagnava la vita vendendo zucche, pomodori, e qualche volta pure fichi. Al tempo si campava davvero con poco e a vendere la sua merce Maria Michela, così si chiamava, spaccava il centesimo e la misura, perchè anche lei, anche se era una venditrice, non è che se la passasse tanto bene.
Così una volta un contadino andò a comprare un mezzo chilo di fichi per i suoi figlioli e Maria Michela gli pesò mezzo chilo esatto e poichè il peso era un pò di più, la donna prese un fico e lo divise a metà, e così il peso era perfettamente esatto, rimettendo il mezzo fico a posto con la ferma intenzione di venderlo a qualche altro avventore.
A quel gesto il contadino esclamò:
"Che secchezza!", intendendo con questo indicare sia l'avarizia che la grettezza, ma forse  non era altro che miseria e severità dei tempi, e con ciò la benedisse per sempre.
Infatti la contadina Maria Michela da quel giorno fu soprannominata da tutto il paese Maria Michela Secchezza.
G.D. ANGELILLO
Contadini e squattrinati
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G. D'Ambrosio Angelillo LA SAGGEZZA TRAGICA saggio sul giovane Nietzsche ACQUAVIVA

Vita e Pensiero del giovane Friedrich Nietzsche
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martedì 10 maggio 2011

LA VITA SARA' SEMPRE LA SCUOLA PIU' BELLA, RICORDATEVI, RAGAZZI

Si avvicinano come sempre per ognuno
gli oscuri scrutinii
che ci diranno se siamo buoni
oppure patate da scaricare nel magazzino.
Si dice in città che quest'anno
saranno particolarmente severi
e come al solito parecchio violenti
con i più deboli.
Dicono che il governo deve risparmiare parecchio
sulla corrente elettrica
e le spese dell'ascensore sociale,
niente di nuovo sotto al sole
direbbe qualcuno,
se non fosse che di mezzo ci vanno
le folle di ragazzi
che con ansia e molto torpore
aspettano il responso annebbiato
per il loro futuro...
Ecco che allora a me viene da dire:
OCCHIO, RAGAZZI, ALLA BUIA FREGATURA!
La scuola è importante
e il liceo pure
ma la VITA è più importante ancora
e rimane di gran lunga sempre la NUMERO UNO.
In caso di attacco:
sfregare l'anima
con la pietra fuocaia della gioventù
e vedrete che l'arcano vi si svela come d'incanto:
la vita è futuro in sè
e sempre ha la meglio sui decrepiti
e i morti di ogni età...
I migliori spesso hanno le migliori bastonature pure,
e a volte solo per questo se la vogliono svignare via.
E quei vecchi morti che ancora rimangono là
se ne stanno sempre là
a chiedersi il perchè il percome e il perquando
sul motivo oscuro i ragazzi se ne vorrebbero scappare
soprattutto da loro,
poveracci non si accorgono mica
che i morti sono veramente brutti... e cattivi...
e micidiali...
Così qualsiasi cosa accada,
anche se lo so che ce l'avete messa tutta,
buttatevi pure alle spalle questi assurdi libri della malora,
e pensate che domani è l'estate,
domani è l'amore,
domani è per molti anni ancora
la vostra potente pazza allegra gioventù...
I vecchi morti lasciateli pure alle loro buie puzzolenti fosse
...
quando la scuola boccia qualcuno
vuol dire che è lei stessa la prima
a dover essere bocciata...
La vita, ragazzi,
sarà sempre più bella
di qualsiasi pezzo di carta di merda...
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G.D. ANGELILLO

lunedì 2 maggio 2011