OGNUNO SI CREDE
KAFKA
IN AMERICA
OK, IL PREZZO E' GIUSTO
paga, uagliò, sei tu
che l'hai voluto il biciclettone
PEDALA allora, eeee ee eee eeeuri
EEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEURI
IL MITO L'HA RACCONTATO MOLTE VOLTEEE Eh? DDDDDDDDDDDDDD DDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDenaro
EEEEEEEEEEEEEuri ££££ $$$$ eeee §§§ çççç çç@@@@@@@@ ç°°°°
hanno ripreso in mano i vecchi conti da pagare
i comizi fatti già due secoli fa,
che te ne importa?
non ti riguarda.
il mondo è troppo grosso per il tuo pensiero,
il tuo paese
la tua città pure.
questi sono i migliori sulla piazza
non sono ladri di pollo
nè balordi
nè giornalisti venduti,
sono i migliori,
guidano nazioni più potenti di Zeus
continenti grossi come Buddha,
non è la massa dei cretini,
guardali bene,
si arrabbiano come pochi
ridono di gusto come nessuno,
che speri ancora?
l'utopia?
è meglio che ti svegli
e ti prendi un caffè triplo.
l'armata avanza nel deserto
e non fa prigionieri,
il diavolo ha sfondato sul fronte interno
dell'anima dell'uomo.
se cerchi Dio
lo troverai molto lontano di qui,
ma non troppo.
l'uomo se vede l'altro uomo
può vedere Dio benissimo,
ma qui contano tutti i soldi
corrono tutti dietro ai soldi
e li chiedono pure a noi che non ne abbiamo proprio.
l'esercito blindato di tutti i demoni riuniti
avanza veloce nel deserto senza incontrare nessuna resistenza.
se accendi la radio e ascolti una bella canzone
lì lo puoi trovare ancora l'uomo,
ma chiudi il giornale
spegni la tv,
là ognuno cerca il suo padrone
ognuno si crede KAFKA in America
ma non sanno mica di che colore era il suo cappello nero
nè se la Statua della Libertà è a New York
o a Berlino.
e Atene?
che fa Londra? Parigi ha acceso la sua torre Eiffel...
a Roma intanto discutono seriamente
se gli angeli sono maschi o femmine..... ... ... ...
giuseppe d'ambrosio angelillo
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giovedì 7 agosto 2014
mercoledì 2 luglio 2014
EUROPA
EUROPA
L'Europa è un camion carico di galline pazze
guidato da un demonio nella notte buia.
Razza di padroni,
con intere famiglie di imperatori
appese alle pareti del suo cuore di ferro.
Burocrazie a cambio vantaggioso
in tutte le borse dei cervelli mondiali.
Una vacca in volo nel cielo stellato,
dimentica ormai di ogni presunta verginità,
ormai sentinella guardinga
di ogni possibile futura rivoluzione,
vecchia, giovane, bambina, carogna.
Cattedrale di libri
dai molti poeti ammazzati
costruita dai veri dolori dei veri filosofi,
i loro sogni, i loro sorrisi fatti in mezzo al mare.
Tutta l'azzurrità del cielo per carta
tutto il nero del firmamento per inchiostro,
qui si scrive in cielo solo per il cielo.
La gente bazzica solo la rabbia
e i punti esclamativi.
2 guerre mondiali perse senza una virgola di meno,
i confini mobili
secondo le follie dei politici folli,
i popoli sotto a sbucciare le cipolle della campagna,
a mangiare le patate tra le parentesi di pace,
tra una sbornia e l'altra.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
mercoledì 30 aprile 2014
GLI ANNI PAZZI
GLI ANNI PAZZI
Gli anni scandiscono le loro cantilene
e poi vanno.
Uno dopo l'altro,
chi capisce capisce
chi si ricorda si ricorda.
Poi diventano fantasmi.
Così come un pò noi con loro.
L'anno di Pavese.
L'anno di Novalis.
L'anno di Platone.
I quattro anni di Ernst Bloch.
I sei anni di Dostoevskij.
I dieci anni di Tubinga, la tedesca.
I dieci anni di Giaffa, l'ebrea.
I venti anni di Parigi, la fata.
Gli anni alla chetichella
tra Gogol e Bukowski.
I 15 anni di Alda Merini.
L'anno di Dario Fo,
l'anno dei sogni di Federico Fellini.
L'anno della Grecia
l'anno della Germania
l'anno dell'Inghilterra.
Ne parlo sempre molto poco.
Mi piace invece parlare della seconda guerra mondiale
che continua ancora nei sottofondi della storia.
Io che guardo
gli Americani,
gli Inglesi,
i Russi,
i Tedeschi,
gli Italiani.
La Storia se la gode.
Gli anni fanno i pazzi, come al solito.
Noi i fantasmi.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
da "I PAZZI" 11 poesie, Acquaviva, 2014
libri di GDA on Google play
http://goo.gl/1W3lic
lunedì 24 febbraio 2014
MORIRE PER L'EUROPA

MORIRE PER L'EUROPA
il libro è sottosopra,
appeso per i piedi.
meglio lui che io.
c'è guerra in un pezzo d'europa
e s'ammazzano.
per una piazza che tra un anno non dirà più niente.
si muore per caso o per eroismo.
ma si muore.
l'uomo certe volte cerca proprio la sua estrema rovina.
è un pazzo
ed è contento così.
poveri simili miei,
che fanno le vittime e i carnefici.
muoiono
e la vita dell'altro non la valgono 1 centesimo
e la propria vita la buttano al vento
per parole troppo grosse per essere vere.
che succede?
in grecia si muore per l'europa
in ucraina si muore per l'europa.
per opposti motivi.
chi per entrare chi per uscire.
io fosse per me cambierei il nome
a questo continente troppo antico,
"faccia felice"
è un nome che proprio non gli s'addice.
giuseppe d'ambrosio angelillo
p.s.
"europa" in greco antico significa "faccia felice".
domenica 19 agosto 2012
MARE IN BURRASCA
Nessuna nazione potrà mai dominare l'Europa, perchè qui nacque una volta la libertà. Proprio in Ellade mi pare.
Nessuno mai potrà stringere in un solo pugno tutte le strade dell'Europa, perchè qui nacque una volta l'idea. In Ellade mi sembra anche lei.
Nessun mare potrà mangiarsi tutte le navi, e le loro vele e i loro arditi voli. Azzurri, e verdi e bianchi. Proprio come il mare in tempesta qualche volta è.
Vieni pure, Barbaro,
qui potrai anche perdere
il tuo destino di reietto
e andare incontro a un fato migliore
del tuo perenne accarezzare il manto puzzolente e insanguinato dell'Impero totale.
Ma se vuoi cadere nella tua stessa trappola,
fa' pure,
ma lontano da qui.
Soprattutto lontano dall'Ellade
e da tutti gli altri suoi popoli fratelli.
Se vuoi fare il prevaricatore e il tiranno
va' altrove,
cerca altrove la tua terra di conquista,
altrimenti sarà di nuovo la tua rovina
per la terza volta in 100 anni.
Ricordati che nel torrione in alto a sinistra
in un mare sempre in burrasca
fà sempre la guardia
la prode Inghilterra,
e anche se molto lontano
l'America.
G. D'AMBROSIO ANGELILLO
Nessuno mai potrà stringere in un solo pugno tutte le strade dell'Europa, perchè qui nacque una volta l'idea. In Ellade mi sembra anche lei.
Nessun mare potrà mangiarsi tutte le navi, e le loro vele e i loro arditi voli. Azzurri, e verdi e bianchi. Proprio come il mare in tempesta qualche volta è.
Vieni pure, Barbaro,
qui potrai anche perdere
il tuo destino di reietto
e andare incontro a un fato migliore
del tuo perenne accarezzare il manto puzzolente e insanguinato dell'Impero totale.
Ma se vuoi cadere nella tua stessa trappola,
fa' pure,
ma lontano da qui.
Soprattutto lontano dall'Ellade
e da tutti gli altri suoi popoli fratelli.
Se vuoi fare il prevaricatore e il tiranno
va' altrove,
cerca altrove la tua terra di conquista,
altrimenti sarà di nuovo la tua rovina
per la terza volta in 100 anni.
Ricordati che nel torrione in alto a sinistra
in un mare sempre in burrasca
fà sempre la guardia
la prode Inghilterra,
e anche se molto lontano
l'America.
G. D'AMBROSIO ANGELILLO
giovedì 1 dicembre 2011
EUROPA di gd angelillo
Europa significa in greco "viso felice".
Era l'unica figlia di Agenore, antico re di Tiro nella terra di Caanan, con 5 figli maschi tra i quali il famoso Cadmo, l' "orientale".
Di Europa si innamorò addirittura Zeus che incaricò Ermes di portare il bestiame di Agenore fino alla riva del mare.
Lì Zeus si confuse nella mandria, trasformatosi in un toro bianco come la neve, forte e robusto come un gigante e due corna gemmate come fossero piene di fiori.
"Oh, che toro magnifico!", disse Europa appena lo vide. "E come è molto bello!"
Ma ne aveva allo stesso tempo paura perchè era una bestia molto potente. Ma il toro si distese ai suoi piedi come a renderle omaggio e dimostrarsi molto buono e mansueto.
"Tu sei una donna molto bella", le disse il toro. "E mi piacerebbe molto che mi montassi in groppa".
Europa ne fu lusingata e gli mise una ghirlanda in bocca e gli abbellì le corna con dei serti di fiori profumati.
Infine ne fu ammaliata e sedotta del tutto, e così gli saltò in groppa e si lasciò portare fino alla spiaggia.
Ma appena sulla riva il toro si slanciò verso il mare e si mise a nuotare velocemente.
"Che fai? Dove mi porti?", urlò Europa.
"Ti porto via. Mi piaci troppo. Sarai mia per sempre!", disse il toro.
La ragazza rabbrividì, e voltando il capo indietro guardò sconvolta la riva della sua terra che si allontanava sempre di più. In una mano si teneva a una corna della bestia, con l'altra stringeva ancora un cesto pieno di rose.
Arrivato su una spiaggia di Creta, Zeus si trasformò in un'aquila e violentò Europa vicino a una fontana, in un bosco di salici piangenti.
Europa ebbe tre figli da Zeus: Minosse, Radamante e Sarpedone...
Europeo,
guardati dalle menzogne dei potenti,
imbrigliano i semplici
e li portano alla rovina.
Giocano a poker con la fatica di tutti,
e bevono alcool alla faccia degli ultimi.
Europeo,
non farti rapire la voce
perchè una volta persa
non potrai dire più nulla...
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
http://www.libriacquaviva.org/
http://www.books.google.com/
Era l'unica figlia di Agenore, antico re di Tiro nella terra di Caanan, con 5 figli maschi tra i quali il famoso Cadmo, l' "orientale".
Di Europa si innamorò addirittura Zeus che incaricò Ermes di portare il bestiame di Agenore fino alla riva del mare.
Lì Zeus si confuse nella mandria, trasformatosi in un toro bianco come la neve, forte e robusto come un gigante e due corna gemmate come fossero piene di fiori.
"Oh, che toro magnifico!", disse Europa appena lo vide. "E come è molto bello!"
Ma ne aveva allo stesso tempo paura perchè era una bestia molto potente. Ma il toro si distese ai suoi piedi come a renderle omaggio e dimostrarsi molto buono e mansueto.
"Tu sei una donna molto bella", le disse il toro. "E mi piacerebbe molto che mi montassi in groppa".
Europa ne fu lusingata e gli mise una ghirlanda in bocca e gli abbellì le corna con dei serti di fiori profumati.
Infine ne fu ammaliata e sedotta del tutto, e così gli saltò in groppa e si lasciò portare fino alla spiaggia.
Ma appena sulla riva il toro si slanciò verso il mare e si mise a nuotare velocemente.
"Che fai? Dove mi porti?", urlò Europa.
"Ti porto via. Mi piaci troppo. Sarai mia per sempre!", disse il toro.
La ragazza rabbrividì, e voltando il capo indietro guardò sconvolta la riva della sua terra che si allontanava sempre di più. In una mano si teneva a una corna della bestia, con l'altra stringeva ancora un cesto pieno di rose.
Arrivato su una spiaggia di Creta, Zeus si trasformò in un'aquila e violentò Europa vicino a una fontana, in un bosco di salici piangenti.
Europa ebbe tre figli da Zeus: Minosse, Radamante e Sarpedone...
Europeo,
guardati dalle menzogne dei potenti,
imbrigliano i semplici
e li portano alla rovina.
Giocano a poker con la fatica di tutti,
e bevono alcool alla faccia degli ultimi.
Europeo,
non farti rapire la voce
perchè una volta persa
non potrai dire più nulla...
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
http://www.libriacquaviva.org/
http://www.books.google.com/
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