nella nebbia e nel freddo
dei casi del destino.
il vetrinista guadagna al caldo
facendo belle mostre di poesie.
il poeta è al gelo
su un trampolino a pochi passi
dal flusso del fiume,
per lui i soliti 4 soldi
per campare almeno
fino alla settimana prossima.
e nessuna vetrina sarebbe manco possibile
a questo mondo
senza questi arruffamatasse sciagurati
che solo qualche matto
si arrischia ancora a chiamare poeti
nel chiuso sconclusionato
della sua intima sincerità.
g. d'ambrosio angelillo
a www.books.google.com
sabato 9 febbraio 2013
UNA CATTEDRALE
ogni libro una grande anima.
pian piano uno si costruisce in casa
una vera cattedrale
e il bello è
che manco se ne accorge.
g. d'ambrosio angelillo
a www.books.google.com
pian piano uno si costruisce in casa
una vera cattedrale
e il bello è
che manco se ne accorge.
g. d'ambrosio angelillo
a www.books.google.com
VIAGGI NOTTURNI
attraverso la notte
in un'automobile di libro chiuso,
com'è forse il mio destino di sognatore
in lotta con tutti i nichilismi delle ore.
nichilista forse anch'io
con il mio due punti e a capo
che mi porta sempre
sotto il pallore di una luna
che affranca qualsiasi memoria
sulla soglia di tutte le utopie
ancora a venire.
g. d'ambrosio angelillo
a www.books.google.com
in un'automobile di libro chiuso,
com'è forse il mio destino di sognatore
in lotta con tutti i nichilismi delle ore.
nichilista forse anch'io
con il mio due punti e a capo
che mi porta sempre
sotto il pallore di una luna
che affranca qualsiasi memoria
sulla soglia di tutte le utopie
ancora a venire.
g. d'ambrosio angelillo
a www.books.google.com
COME IO VEDO ME STESSO OGGI IN UN GIORNO MOLTO FREDDO MA PIENO DI SOLE
Ci vantiamo un pò tutti
come tanti Pavarotti
di saper cantare
il lungo madrigale del castello nostro
mezzo diroccato
e mezzo rubato,
in punta di piedi
carichiamo al galoppo
come cavalli pazzi,
certi di non essere ridicoli
ma pieni di ombre
pur sempre brillanti di pieno pomeriggio.
Io batto le vie della mia città
come fossi un ciliegio in fiore
piazzato su due piedi
per un miracolo della musa.
Ma nessuno si accorge mai di me
perché sono pure un contadino
in una metropoli persa nel fumo
dei suoi mazzuoli assatanati...
g. d'ambrosio angelillo
a www.books.google.com
come tanti Pavarotti
di saper cantare
il lungo madrigale del castello nostro
mezzo diroccato
e mezzo rubato,
in punta di piedi
carichiamo al galoppo
come cavalli pazzi,
certi di non essere ridicoli
ma pieni di ombre
pur sempre brillanti di pieno pomeriggio.
Io batto le vie della mia città
come fossi un ciliegio in fiore
piazzato su due piedi
per un miracolo della musa.
Ma nessuno si accorge mai di me
perché sono pure un contadino
in una metropoli persa nel fumo
dei suoi mazzuoli assatanati...
g. d'ambrosio angelillo
a www.books.google.com
C'ERA UNA VOLTA L'ITALIA
La moneta mente
e nel latte vanno le vesti dei cavalieri
che di bianco armati
fluttuano nelle nubi.
C'era una volta l'Italia
nell'anima di tutti i mari del mondo,
ora la comare dà da mangiare al gatto
e pensa all'uccellino.
Per le solite strade incantate
vanno i mattini delle meraviglie
e la femmina canta
e l'uomo se la ride.
g. d'ambrosio angelillo
a www.books.google.com
e nel latte vanno le vesti dei cavalieri
che di bianco armati
fluttuano nelle nubi.
C'era una volta l'Italia
nell'anima di tutti i mari del mondo,
ora la comare dà da mangiare al gatto
e pensa all'uccellino.
Per le solite strade incantate
vanno i mattini delle meraviglie
e la femmina canta
e l'uomo se la ride.
g. d'ambrosio angelillo
a www.books.google.com
GATTO E ZUCCA ALLA FINESTRA
Si dimentica tutto
e anche il gatto sbadiglia nel sole
al ricordo dell'ombra della rosa nella notte.
Alla finestra la zucca
stringe il ricordo della calda terra
che la fece vivere e crescere,
ora luccica nel giorno
e vibra piena di sé
come una luna arancione.
Io tossisco nel mio nulla
dietro la finestrella illuminata
e son contento lo stesso.
g. d'ambrosio angelillo
a www.books.google.com
e anche il gatto sbadiglia nel sole
al ricordo dell'ombra della rosa nella notte.
Alla finestra la zucca
stringe il ricordo della calda terra
che la fece vivere e crescere,
ora luccica nel giorno
e vibra piena di sé
come una luna arancione.
Io tossisco nel mio nulla
dietro la finestrella illuminata
e son contento lo stesso.
g. d'ambrosio angelillo
a www.books.google.com
venerdì 8 febbraio 2013
SOGNI
un sogno di tante persone,
dove in mezzo ci sei tu
che non capisci niente.
carte del destino
che ti prendono sempre per uno scemo.
ma come si fa a camminare
tra tutte queste visioni?
eppure si cammina
perché per fortuna si sa camminare.
il senso è rotto,
ma di dietro c'è un ragazzo
che ascolta musica rock.
"via da qui!", grida qualcuno.
"che gran testa di bue", gli dice un altro,
mette il quaderno nella borsa
e se ne va in cucina a mangiare
a piedi nudi.
muti che si fanno smorfie
senza dirsi mai nulla.
eppure tutti fratelli.
"tu mi fai spaventare
se sogni così troppo".
"ma vattene via
che ti faccio passare".
G. D'AMBROSIO ANGELILLO
a www.books.google.com
dove in mezzo ci sei tu
che non capisci niente.
carte del destino
che ti prendono sempre per uno scemo.
ma come si fa a camminare
tra tutte queste visioni?
eppure si cammina
perché per fortuna si sa camminare.
il senso è rotto,
ma di dietro c'è un ragazzo
che ascolta musica rock.
"via da qui!", grida qualcuno.
"che gran testa di bue", gli dice un altro,
mette il quaderno nella borsa
e se ne va in cucina a mangiare
a piedi nudi.
muti che si fanno smorfie
senza dirsi mai nulla.
eppure tutti fratelli.
"tu mi fai spaventare
se sogni così troppo".
"ma vattene via
che ti faccio passare".
G. D'AMBROSIO ANGELILLO
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