girano a tutto andare i mulini del mondo con i giovani holden che corrono all'incontrario per imparare a scrivere nel miglior congiuntivo della rovina, nella più raffinata sintassi della resurrezione. e a nessuno che gli venga mai in mente che non si può pisciare tanto a lungo controvento, nè navigare in codesta maniera nel gran mare degli inganni, nè volare all'indietro come una cornacchia che si è scordata la trebisonda a casa.
va all'attacco il ribelle con l'etica e l'utopia strette in tasca, sbuffando e stronfiando come il diavolo re di tutte le burrasche a nuvole tassativamente nere, o al massimo arancioni accese. Londra, New York, Milano. La folla è sempre assetata di sangue, di merda e di felicità fasulla. Gli uomini in frac, camicia inamidata e cravatta scorsoia sono molto esigenti: pretendono fama, soldi e torpedoni con il motore già a mille. Cosa vorresti fare tu? Lo scrittore? Ma vattela a pigliare nel culo, qui c'è solo un posto di lavapiatti, uno di benzinaio e un altro di fruttivendolo ambulante. Il mercato ci ha le sue ferree leggi che tu, ignorante e buzzurro come sei, non capirai mai...
C'è da credere in Dio, in special modo se quel dio è un gran pezzo di stronzo travestito da superuomo. Errori, certezze e una fame del demonio. La trinità non può sbagliare, nemmeno a volerlo. L'essere è innocente, il criminale ha un buon avvocato, la turba non è mai colpevole, anche se compie il più terribile misfatto...
La vita non cambia mai, l'è semper quela... I cartelli indicatori non li aggiorna più nessuno ormai. Tutte le strade portano a Roma. Se non ci credi vedi le legioni dei ladroni dove se ne stanno marciando in continuazione. Le carogne... Anca mò...
Il vento se ne va sempre per conto suo, la notte pure. Il senso non c'è e la scrittura nemmeno. Quel che dice una bocca c'è sempre un bel veleno che lo contraddice. Il cielo è senza segnali. La folla cerca sempre nuovi idoli, nuove giravolte, nuove vigliaccherie...
Il giovane Holden invece non cambia mai strada anche lui, va sempre all'incontrario... perchè i mulini a vento che girano sempre a vuoto gli sembrano giustamente dei mostri giganti da trafiggere almeno con quattro parole di assoluta sincerità...
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
on www.books.google.com
domenica 19 maggio 2013
IERI SERA HO VISTO UN FILM DI QUEL GENIO MATTO DI TARANTINO
la città del gioco
nutre di allegria il cuore dell'uomo,
mentre il telegiornale continua piangendo
a peggior pagando le nuvole in fuga
della Speranza.
i nervi gonfi di pubblicità fasulle
scoppiano di sfoghi sbagliati
in abbondanti faccende
di chiodi arrugginiti.
la cortesia è merce rara perfino nei film,
ma si offre in abbondanza in vece
la voce di megera del travestito.
il mostro ormai spaventa meno
dell'amore di una donna,
e a sciami gli incubi gonfiano i temporali
nell'attesa dell'apertura
del prossimo negozio
che venderà le stelle,
la mezzanotte felice
e una nuova gioventù ignara di tutto.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
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nutre di allegria il cuore dell'uomo,
mentre il telegiornale continua piangendo
a peggior pagando le nuvole in fuga
della Speranza.
i nervi gonfi di pubblicità fasulle
scoppiano di sfoghi sbagliati
in abbondanti faccende
di chiodi arrugginiti.
la cortesia è merce rara perfino nei film,
ma si offre in abbondanza in vece
la voce di megera del travestito.
il mostro ormai spaventa meno
dell'amore di una donna,
e a sciami gli incubi gonfiano i temporali
nell'attesa dell'apertura
del prossimo negozio
che venderà le stelle,
la mezzanotte felice
e una nuova gioventù ignara di tutto.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
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NEW YORK FICTION ISSUE
tira su la sua bellezza
e si guarda da sola il suo stesso cielo,
con l'oscurità o con la luce
l'è semper l'istess.
scappano le ombre, i satanassi
e i niente.
l'uomo è raffermo,
stagionato e un pò andato,
ride ormai
sempre della stessa pagliacciata,
film, mafia, o king-burgher che siano.
si mette a letto con 50 libri in faccia.
medita, il bonzo,
mentre il diavolo si fuma la nuvola
del temporale che mai arriva,
mentre lui non è andato
manco a lavorare
perchè l'incubo era nella sua cucina
che si mangiava tutto il barattolo
del suo miele.
troppe parole ci ha sugli occhi
l'uomo,
e i quattro scheletri del suo pensiero
son da cimitero
non della festa del paese
che continua contorta
lungo tutte le strade
delle belle donne alla luce del sole.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
ON www.books.google.com
e si guarda da sola il suo stesso cielo,
con l'oscurità o con la luce
l'è semper l'istess.
scappano le ombre, i satanassi
e i niente.
l'uomo è raffermo,
stagionato e un pò andato,
ride ormai
sempre della stessa pagliacciata,
film, mafia, o king-burgher che siano.
si mette a letto con 50 libri in faccia.
medita, il bonzo,
mentre il diavolo si fuma la nuvola
del temporale che mai arriva,
mentre lui non è andato
manco a lavorare
perchè l'incubo era nella sua cucina
che si mangiava tutto il barattolo
del suo miele.
troppe parole ci ha sugli occhi
l'uomo,
e i quattro scheletri del suo pensiero
son da cimitero
non della festa del paese
che continua contorta
lungo tutte le strade
delle belle donne alla luce del sole.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
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giovedì 16 maggio 2013
UN CAFFE'
lo vuoi un caffè, sonno?
così ti svegli pure tu
e mi racconti cosa dice questa icona,
questa immagine deforme del mio tempo
che se vuole stare solitario
come un occhio chiuso.
la terra è grande
e l'uomo sempre cammina,
come si fa a dormire
anche solo per un secondo?
ho un amico
che per una sua rarissima malattia
non dorme mai,
ogni giorno gli dura un secolo.
e la sua anima è così alacre
che tutto intorno gli sembra una cattedrale.
G. D'AMBROSIO ANGELILLO
così ti svegli pure tu
e mi racconti cosa dice questa icona,
questa immagine deforme del mio tempo
che se vuole stare solitario
come un occhio chiuso.
la terra è grande
e l'uomo sempre cammina,
come si fa a dormire
anche solo per un secondo?
ho un amico
che per una sua rarissima malattia
non dorme mai,
ogni giorno gli dura un secolo.
e la sua anima è così alacre
che tutto intorno gli sembra una cattedrale.
G. D'AMBROSIO ANGELILLO
mercoledì 15 maggio 2013
EMILY DICKINSON
vi ho portato fiori per tutta la vita
e ancora ora continuo a portarvene.
attorno a me se ne sono accorti
in davvero pochi.
ma adesso in molti salgono
le scale celesti
che portano
alla città senza tempo
della mia poesia
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
15 maggio 1886,
anniversario della nascita della grande Emily.
on www.books.google.com
e ancora ora continuo a portarvene.
attorno a me se ne sono accorti
in davvero pochi.
ma adesso in molti salgono
le scale celesti
che portano
alla città senza tempo
della mia poesia
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
15 maggio 1886,
anniversario della nascita della grande Emily.
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martedì 14 maggio 2013
NOI E DANTE
| DANTE by Soldato Rock |
per la bella Italia,
con le scarpe forate
e il motore truccato,
filosofia di primavera
che non serve più a nessuno,
raccomandazioni dal pianeta del nulla
che non servono più a nessuno.
Comunque i giornali
son lì che stampano di seguito,
i bidoni del vino gonfi d'istinto,
per fortuna che la luna e il sole
si orientano ancora per conto loro.
Noi poeti fasulli intanto,
pazzi di pensiero
e graffiati d'anima,
ci ricordiamo di Dante
e ce la passiamo ancora all'antica.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
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venerdì 10 maggio 2013
Giuseppe D'Ambrosio Angelillo LA VITA DI UN'ANIMA IN UN BORDELLO Acquaviva
Infinite
These solitary hills have always been dear to me.
Seated here, this sweet hedge, which blocks the distant horizon opening inner silences and interminable distances.
I plunge in thought to where my heart, frightened, pulls back.
Like the wind which I hear tossing the trembling plants which surround me, a voice from the inner depths of spirit shakes the certitudes of thought.
Eternity breaks through time, past and present intermingle in her image.
In the inner shadows I lose myself,
drowning in the sea-depths of timeless love.
Seated here, this sweet hedge, which blocks the distant horizon opening inner silences and interminable distances.
I plunge in thought to where my heart, frightened, pulls back.
Like the wind which I hear tossing the trembling plants which surround me, a voice from the inner depths of spirit shakes the certitudes of thought.
Eternity breaks through time, past and present intermingle in her image.
In the inner shadows I lose myself,
drowning in the sea-depths of timeless love.
GIACOMO LEOPARDI
pensieri di un venditore di poesie milanese
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