i pensieri neri
se ne possono sparire mettendo dei fiori alla finestra,
accendendo la radio e ascoltare una bella canzone,
... sorridendo a chi ti ha appena cercato...
e ti stupisci tu stesso
di quel che foscamente andavi pensando pochissimo prima...
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
lunedì 24 giugno 2013
martedì 18 giugno 2013
FACCIO QUEL CHE POSSO, ANCHE MENO
Faccio quel che posso, anche meno. La vita si dipana tranquillamente tra i bar dei cinesi e le battaglie dei passeri per le loro briciole quotidiane. Faccio quel che posso, anche oltre. Nella bassa Stadera e i quartieri pieni di cani rissosi e gatti molto sapienti. Faccio lo scrittore underground, Dio non me ne voglia, con le riviste di quando ero ragazzo e i manuali borgatari di sopravvivenza. Musica solita rap, rop, rup. Volevo essere Pinocchio una volta, quando se ne parte in una barchetta striminzita per le lontane Americhe, e invece me ne andavo a caccia di rospi nelle campagne di Acquaviva e pensavo alle larghe praterie di Tex Willer. Poi cominciai a fare collezione di Kriminal, Satanik, Killing. Raccoglievo olive intanto, per aiutare mio padre contadino e carta buttata per dare una mano a un circolo di azione cattolica. Riempivo camion di sacchi di olive e quintali di cartone per comprarmi anch'io un flipper e una bicicletta. I giornali di una volta che mai nessuno pensava a conservare. Volevo pure diventare un campione del mondo di calcio, pregavo appositamente Dio per questo. Ma non successe niente. Allora mollai il calcio e mi misi a correre. Tipo maratoneta pazzo che dopo i primi 42 chilometri non si ferma mica, continua ad andare avanti finchè gli dura la benzina. Corro ancora. Nei miei romanzi ora.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
(prima puntata)
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
(prima puntata)
lunedì 17 giugno 2013
RICORDO DI UNA CASA DI LEGNO IN RUSSIA
la mia casa di legno
che in Russia mi ospitò
si reggeva sul solo stupore
che dava al mondo il guanto del poeta
che una volta l'aveva abitata.
il tempo era impazzito
ma il sole illuminava tutto
con l'elastica sua infinita fantasia.
molti dormivano fino a tardi
come in un vano tentativo di scordarsi,
ma la cameriera era davvero spietata:
ricordava prima o poi a tutti
con la sua voce rauca
di estrema provincia dimenticata
che il giorno era già cominciato
da un pezzo
e che il sonno non era più un alibi
per la coscienza di nessuno.
e allora si scendeva dabbasso
e le anime si impigliavano ancora
tra una tazza di caffè
da zuccherare forte
e un lupo vestito da pecora
che pretendeva di vendere
la sua lana di ferro
al tuo viso
pieno di valige perdute
in una vita senza più
nessuno indirizzo stabile.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
che in Russia mi ospitò
si reggeva sul solo stupore
che dava al mondo il guanto del poeta
che una volta l'aveva abitata.
il tempo era impazzito
ma il sole illuminava tutto
con l'elastica sua infinita fantasia.
molti dormivano fino a tardi
come in un vano tentativo di scordarsi,
ma la cameriera era davvero spietata:
ricordava prima o poi a tutti
con la sua voce rauca
di estrema provincia dimenticata
che il giorno era già cominciato
da un pezzo
e che il sonno non era più un alibi
per la coscienza di nessuno.
e allora si scendeva dabbasso
e le anime si impigliavano ancora
tra una tazza di caffè
da zuccherare forte
e un lupo vestito da pecora
che pretendeva di vendere
la sua lana di ferro
al tuo viso
pieno di valige perdute
in una vita senza più
nessuno indirizzo stabile.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
domenica 16 giugno 2013
UNA PICCOLA POESIA SENZA TITOLO
è il vino infinito dell'amore
che ci sostiene questa testa gelata.
una luce che ci appuntiamo in fronte
per andare come passeri
a cercare la nostra briciola quotidiana.
una piccola poesia senza titolo
in cui consiste
tutto il nostro mondo.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
che ci sostiene questa testa gelata.
una luce che ci appuntiamo in fronte
per andare come passeri
a cercare la nostra briciola quotidiana.
una piccola poesia senza titolo
in cui consiste
tutto il nostro mondo.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
LA GRANDE POTENZA DELL'AZZURRO DI QUESTO MONDO
I SENTIMENTI DEL CIELO
che il vento oscuramente
ci porta in camera
viaggiano da tele lontane
di quando ancora nostra madre
ci rimboccava le coperte
prima di dormire,
dal vino d'estate
dove nostro padre ci calava
le fette di pesche appena raccolte,
per darci da subito
lo sguardo della sentinella
per il campo delle cipolle.
il mare ci racconta pure le stesse cose
quando con i capelli salati
guardiamo
la grande potenza dell'azzurro
di questo incredibile mondo.
G. D'AMBROSIO ANGELILLO
che il vento oscuramente
ci porta in camera
viaggiano da tele lontane
di quando ancora nostra madre
ci rimboccava le coperte
prima di dormire,
dal vino d'estate
dove nostro padre ci calava
le fette di pesche appena raccolte,
per darci da subito
lo sguardo della sentinella
per il campo delle cipolle.
il mare ci racconta pure le stesse cose
quando con i capelli salati
guardiamo
la grande potenza dell'azzurro
di questo incredibile mondo.
G. D'AMBROSIO ANGELILLO
AMANTI NELLA NOTTE
i sogni che più volano alto
non li vede nessuno.
le parole li rovinano,
i treni senza radici
di vedetta al nulla della cipria verde
li sbaragliano senza fatica
con l'olio di cane
delle cucine cinesi.
per salvarsi ormai
c'è bisogno di una nave di Noè,
che sappia pure volare
per stretta necessità.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
non li vede nessuno.
le parole li rovinano,
i treni senza radici
di vedetta al nulla della cipria verde
li sbaragliano senza fatica
con l'olio di cane
delle cucine cinesi.
per salvarsi ormai
c'è bisogno di una nave di Noè,
che sappia pure volare
per stretta necessità.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
giovedì 13 giugno 2013
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