Giuseppe D'Ambrosio blu,
febbraio 1996
Roberto Bolano
by Soldato Rock
(inizio articolo...
Di notte è tutto buio, non si vede quasi niente, il ladro è sicuro di non essere scoperto, ma intanto si mette una maschera sul viso per essere più sicuro, ma, si dice, il diavolo ha fatto il buio ma non il buio assoluto.
Un uomo frequentava le prostitute, ma di notte per non farsi scoprire, ma il suo batticuore era ben visibile a tutte le donne di strada anche perché per vederlo non c'era mica così bisogno che i lampioni fossero a tutta forza.
"Ma perché tremi a venire da noi? I soldi li hai. Non c'è sbirri da questi parti. Tua moglie non c'è di sicuro, e allora perché sei così incerto?", gli chiese una volta una prostituta.
"Non è di mia moglie che ho paura che mi scopra ma di mia suocera, più astuta di cinquanta demonii, donna ricchissima e severa, se mi scopre che vengo da voi, mi caccia di casa e io sono un uomo rovinato. Di mio infatti ho solo l'anima e questa lussuria irrefrenabile che non so far zittire ma che tutto invece mi stravolge. Infatti a esser sinceri di mio non sono nemmeno le scarpe che porto ai piedi né il fazzoletto del naso che mi porto in tasca", disse l'uomo.
"E non aver pena allora, qui di suocere non ce n'è minga,nemmeno a pagare d'oro il re dei fantasmi", disse la prostituta.
Detto fatto, come si dice al mio paese di contadini.
La suocera era ricchissima proprio perché era una manentucola di prostitute e proprio allora si trovò a passare di lì per riscuotere le tariffe di quelle disgraziate e a veder appena uscire dall'alcova di una di quelle suo genero così lo apostrofò:
"Maledetto farabutto, così tieni cura di mia figlia? A passar notti con le baldracche? Non aver l'ardire di ritirarti a casa che se ti presenti ti tiro un colpo di fucile!"
Così il traditore fu scoperto e non ebbe il coraggio di tornare a casa che quella stregaccia davvero lo faceva secco con lo schioppo se lo vedeva di nuovo in casa, e in breve diventò un poveraccio, se ne scappò al nord e fece la vita randagia degli accattoni tra una corsa di cavalli e un bar di malfattori, nell'estrema periferia di una grande città.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
"Non farti venire fame al cospetto dell'uomo malvagio, ti darà da mangiare veleno di scorpioni, rifiuti di talpe e sangue avanzato ai pidocchi. Ma l'uomo buono ti darà sempre un pezzo di pane anche se è il più povero del paese", così è detto da qualche parte nei libri di sapienza dell'Occidente. Ma voi pensate che gli uomini vadano a chiedere ai cuori buoni ma poveri, o ai maligni ma ricconi? Non vi dico niente perché la risposta la sapete da soli. Gli uomini vanno dai malvagi a chiedere perfino se non hanno bisogno di niente, figuriamoci un pò l'alto grado della loro intelligenza.
Fatto sta che ad Acquaviva una volta c'era un monaco povero e un prete molto ricco, non faccio nomi perché non voglio andare in tribunale a spiegare la mia filosofia alla Spinoza, ma a scuola che mi sembra un posto più consono allo scopo.
Ecco: voi pensate che i paesani andavano dal monaco povero a chiedere qualcosa? Nient'affatto, andavano come era da aspettarsi al prete ricco. Il monaco povero dava loro sempre e solo pane, ma il prete ricco dava loro oro e argento... a usura. Così in capo a qualche tempo si ritrovavano sempre più rovinati di prima e così, ora sì miseri e morti di fame, andavano dal monaco povero a chiedere il pane, per loro e i loro figlioli. Il monaco povero naturalmente non chiedeva indietro mai nulla, ma sempre e soltanto una lode a Dio.
Capita così che dopo millenni e millenni di filosofia gli uomini non sappiano ancora riconoscere il bene dal male, e al pane gratis preferiscono sempre il veleno di scorpione a pagamento.
Una volta due gran ladroni si introdussero nella casa fortezza del prete speculatore, aiutati in questo dalla sua amante sguattera, e per rubargli il suo tesoro lo uccisero senza pietà. I ladroni poi fecero una brutta fine anche loro, persero il tesoro per strada e finirono in galera per tutta la vita per altre nefandezze che avevano compiuto nella loro esistenza disgraziata, non per l'omicidio del prete che non fu mai scoperto.
Il monaco buono invece dà ancora da mangiare pane ai poveri che vanno a chiederglielo senza mai ricevere indietro qualcosa da nessuno, e lui mai cambia la condotta di bene della sua vita. Quel monaco buono non lo conosce nessuno e nessuno parla mai di lui, anche se fa tutto questo bene a tutto il paese. Quel monaco buono è sempre il più povero del paese e lo stesso ha sempre pane e vino per tutti. Quell'uomo povero è Gesù, che ormai vive e va avanti senza più discepoli in tutto il mondo, ma è possibile trovarlo dappertutto ed è sempre lì che aiuta tutti, basta chiedergli il pane che Dio dà proprio a tutti gli uomini di buona volontà e timorosi della giusta misura di tutte le cose, di quelle che ci sono in quanto ci sono e di quelle che non ci sono in quanto non ci sono, e non il denaro il cui procacciatore è sempre un demonio pieno di veleno di scorpioni, di rifiuti di talpe e di sangue avanzato ai pidocchi da dare in quantità a chi molto stupidamente va chiedergli oro e argento che lui sempre è capace di dare in gran quantità... sempre naturalmente a usura. Un'usura capace ormai di scannare interi popoli.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
C'erano una volta in riva al mare due innamorati che si baciavano e si abbracciavano, e si vedeva lontano un miglio che erano felici a stare insieme e a amarsi così intensamente che intorno a loro davvero attirarono una folla sterminata che non avendo nulla da fare si misero a guardarli e a meditarci su ognuno a modo suo.
"Sembrano due pesci felici che nuotano in un mare di gioia", disse uno.
"Sembrano due uccelletti felici che volano in un cielo intero tutto fatto di felicità", disse un altro.
"Sembrano due gatti felici che hanno appena scoperto un paradiso in sboccio fatto apposta apposta per loro", disse un altro ancora.
Tutte le pensarono e le dissero e non quello che era sotto i loro stessi occhi, che cioè erano semplicemente un ragazzo e una ragazza follemente innamorati l'uno dell'altra. Forse perché nell'intimo della loro anima erano profondamente convinti che gli uomini e le donne non sono assolutamente fatti per essere felici a questo mondo. E invece, come potevano benissimo vedere con i loro stessi occhi, si sbagliavano davvero di grosso.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
C'era una volta un piccolo pesce che abitava in un grande mare. E chissà perchè così disse un giorno il piccolo pesce al grande mare: "Fammi la grazia, fammi diventare un grande pesce, così grande che manco tu un giorno possa bastare a contenermi con tutta la mia maestosa grandezza".
Il mare si incuriosì e si meravigliò assai di questa stravagante proposta:
"Ma tu chi sei? Io manco sapevo che vivevi dentro di me?", così allora disse il mare.
"Ora lo sai. Io sono il piccolo pesce che per la sua brama vuole diventare grande grande, così grande che diventi piccolo perfino il mare.Esaudisci la mia preghiera e con me diventerai grande anche tu", disse il piccolo pesce.
"Non so chi sei, davvero è la prima volta che ti vedo", disse il mare e mentre parlava ecco che una grande balena si inghiottì in un boccone il piccolo pesce e sparì dalla vista di tutti, compreso naturalmente dello stesso mare.
"Che ne è stato del piccolo pesce? Te lo sei mangiato?", chiese allora il mare alla balena.
"Quale piccolo pesce? Io non ho visto niente, ho aperto solo la bocca e ho mangiato quello che c'era", disse la balena.
"Era un piccolo pesce che voleva diventare addirittura più grande di me che l'avevo dentro, ma è sparito e credo che proprio nessuno si ricordi ora di un pesce così piccolo e così stupido, nemmeno te che te lo sei mangiato", disse allora il mare.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO