regala Libri Acquaviva

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lunedì 13 gennaio 2014

LONDRA

ogni città tiene alla sua luce
ma Londra tiene i suoi cannoni puntati al cielo
perchè non si fida mai di nessuno,
nemmeno dei tedeschi
che hanno scritto nella loro storia
almeno 100.000 etiche,
ma sempre e soltanto per le loro stesse domeniche.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

A CHE SERVE LA POESIA?

non serve a niente la fantasia?
a ben guardare quel che combina il raziocinio
io mi terrei ben stretto in tasca
l'angolo della strada che svolta di netto,
un dubbio non ha mai ucciso nessuno
so di certezze che fanno stragi
sempre pensando di fare il miglior bene possibile.
io per conto mio me ne starei ben calmo
in fondo alla città
ad ascoltare i cani del disco dei Pink Floyd
che abbaiano all'orizzonte
nervosamente sottointendendo di farsi i fatti suoi.
i soldi sono la certa verità oggi
oltre c'è lo scetticismo che ha perso ogni controllo.
a che serve la poesia?
non lo sanno nemmeno i poeti
che pure splendono come le migliori ombre
del pianeta.
siamo tutti in preda alla corrente dei nostri tempi,
la tecnica ha squarciato di fresco
un'altra campagna abbandonata
e nemmeno io mi sento tanto al sicuro
in tutta questa masnada di disperati.
inginocchiati davanti al sogno impossibile
di una grandiosa ricchezza improbabile,
spaccando senza senso scuole e chiese
e far posto al resto del cadavere
che aspetta inclemente non la sepoltura
ma l'osanna di tutti i pastori 
senza manco più una pecora.
io per conto mio sono ai margini della società
e non mi chiamano a fare un corso di umiltà
nemmeno se mi metto a piangere
in latino domenicale.
io per conto mio questa poesia la farei finire ai greci,
ma loro son messi perfino peggio di me.
ma a che serve infine la fantasia
se non pensare a un mondo migliore
e mettersi a ridere di gusto su se stessi?
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

domenica 12 gennaio 2014

I LOVE YOU

continua l'amore
in favore di se stessi.
ogni parola si scorda,
ma il senso della storia
è invocato dalla vita
che come al solito non ne sa mai niente.
perchè sei poeta?
e  chi lo sa?
e poi non è nemmeno detto che lo sei.
il falso esiste
come esiste il vero,
e allora anche il falso in un certo modo
è vero pure lui.
l'amore è nel tempo
quindi va accettato come un scherzo pure lui.
basta una minestra salata,
e impetuoso sale anche il senso dell'ingiustizia.
c'è bisogno anche di noi
ma chissà da parte di chi.
noi vivi comunque ridiamo
qualunque cosa accada.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

PER STRADA

    Per strada a fare musica per noi stessi,
per qualche sparuto avventore
fermatosi davanti a noi per caso,
per pura solitudine,
per nostalgia.
Ci giochiamo tutti qualche numero
sul poker del mazzo truccato
che nessuno riesce mai a scoprire.
Ma il dolore è il nostro
e quello non lo vuole mai nessuno,
vogliono le patatine
il radar acceso sull'ultima futilità.
Ma noi non siamo futili,
vogliamo anche noi vincere la partita
sulla necessità,
ma quella non si fa mai vincere,
ci attacca con tutti i re riuniti
e avanza a capo chino,
inesorabile,
contro la nostra assoluta nullità...
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

sabato 4 gennaio 2014

ON THE ROAD


i miei diarii
sono vite tipo
venditori di poesie
nelle brere di notte.
ne ho scritto uno, tra i tanti,
con personaggi molto interessanti e matti
compreso io.
con cinesi che preferiscono mangiarsi i cani
piuttosto che un minestrone milanese.
panzoni seguaci di demonii e cristi a un tempo.
i ricchi hanno violato da tempo i templi sacri degli artisti
per tutta Brera.
Brera l'hanno distrutta per far posto al nulla del gagà di turno
ricco sfondato pure lui.
gli indiani vendono rose rosse per amori che non esistono più da tempo.
i cartomanti predicono destini felici
che esistono solo nei loro mazzi di carte taroccate fino alla morte.
gli aritisti di milano son scappati tutti in estrema periferia,
tra gli spacciatori del nulla e i matti senza più manicomii.
fanno una vita grama
ma l'arte continuano a salvarla come sempre.
Brera invece è preda dei nuovi barbari da molti anni,
c'è pure un museo là intorno
con due terzi dei loro capolavori stipati a marcire nei sotterranei.
c'è molta fame là in giro di notte
ma i ristoranti dei ricchissimi son pieni a straripare di gentaglia ad abbuffarsi.
io con due libri di poesie venduti a notte a malapena e con gran fatica.
le puttane e i contrabbandieri di sigarette amavano la poesia
e ai poeti passavano le loro minestre tutte le volte che potevano.
on the road,
ma a un passo dal marciapiede,
eccola qui la mia maledetta poesia.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

I ROMANZI DELLA GIOVENTU'

i romanzi della gioventù
che ormai quasi nessuno più pubblica.
tutti innamorati del vecchiume,
romanzi ammuffiti
confezionati da vecchi,
corretti da decrepiti,
osannati dai morti.
i romanzi della gioventù
tutti lasciati nel fondo della cantina,
a marcire,
a disfarsi,
a essere dimenticati per sempre.
i tiranni son tutte delle vecchie carogne,
qualsiasi posto di comando occupino.
i romanzi della gioventù sono tutti definitivamente fuori moda
sono i vecchi che comandano,
i vecchi che pubblicano,
i vecchi che leggono.
per questo il vecchiume vende,
per questo i romanzi della gioventù
non li vogliono nessuno,
nemmeno regalati.
i vecchiacci sono sempre stati invidiosi verdi della gioventù,
lo sono
e lo saranno sempre.
per questo sul mercato dove comandano loro
i romanzi della gioventù non valgono nulla.
il vecchiume vende,
il vecchiume fa diventare ricchi,
il vecchiume fa pure diventare giovani anche i morti---
ah! ah! ah! ah! ah! ah!
romanzi che vincono anche il premio strega
il premio inferno
il premio cimitero di Praga...
ah! ah! ah! ah! ah! ah!
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

INIZIO ANNO (Giuseppe D'Ambrosio Angelillo)

Giuseppe D'Ambrosio Angelillo,
anno nuovo vita vecchia
vita nuova anno vecchio.
il futuro non si vede
e il presente non si capisce,
il passato non vale più nulla.
Speranza?
S'è trasferita a New York.
L'angoscia sta diventando un abito mentale di massa in Italia.
A Milano piove, fa freddo, forse nevica.
Gli artisti soffrono come al solito,
sennò che razza di arte potrebbero mai fare.
Tutti, italiani e stranieri, se ne vanno al centro a ammirare il Duomo,
ma lo capiscono?
Non c'è nulla di paragonabile in bellezza forse per tutto il mondo.
La gente gli fa le foto e se lo porta a casa.
Ma chi ha fatto quella incredibile meraviglia?
E chi se ne frega?
Ma, cari, non c'è bisogno di voi...
agli artisti gli dan da mangiare gli Dei, gli angeli, gli altri artisti nei paraggi...
Avanti, con i soldati dipinti, il rock infarcito di pubblicità ma pur sempre puro,
la stufa spenta, i secchi dei colori,
le enciclopedie delle filosofie mandate a memoria,
le filastrocche dei bambini, i bicchieri di the caldo,
il martello della poesia che batte, batte, batte senza posa
per ritornare felice...
il romanzo
il blus
il treno dei pesci
i seguaci di Nietzsche
i cinesi alle porte del Castello
il silenzio di Kafka
la banda di Acquaviva...
le ipocrisie, gli inganni, le botte...
Avanti,
non c'è proprio nessuno che farebbe le tue cose
al posto tuo...
Avanti... Avanti... Avanti...
Anche l'inizio dell'anno è un giorno come un altro...
un vero miracolo ancora una volta...
E' la mia vita... La mia...
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO