LA BOTTIGLIA DI LATTE
visito spesso il museo del mio narcisismo
e ci scopro sovente
una città vilmente bombardata,
senza più colonne in piedi nella sua libreria,
senza più trionfi conservati in cantina,
solo macerie
e mattoni spaccati dalla imperante tirannia,
il nemico invasore si accanisce
con le sue bombe a scoppio ritardato,
con i suoi serpenti,
i suoi attacchi improvvisi.
la grazia del mio sogno me la conservo
al mattino nel mio bicchiere di latte
che condivido con il mio sorriso.
son pazzo lo so
ma ormai ho imparato a fare l'equilibrista
su questo mare di rovine che ci circonda,
su questa folla di acerrimi ostrogoti
io verso il cucchiaino di zucchero
della mia più remota emozione,
son pazzo lo so,
ma c'è pure a questo mondo qualcuno
che ha pensiero di mandarmi
una bottiglia di latte
a ogni mattino,
pur nella più secolare desolazione,
pur nella più depravata devastazione.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
VELI STRAPPATI
si dice addio anche per andare al tabaccaio
a comprarsi le sigarette,
la pesantezza dell'impegno parla stranamente
e si capisce poco il sogno
se poi a casa siamo abituati
a rubarci la vita
e regalarla al nulla della nostra solitudine
che certe volte manco ama la musica.
io l'ho fatto una volta
e invece di andare a prendere le sigarette,
che manco fumavo,
sono andato a prendere il treno
che mi riportava alla mia assenza,
là nel profondo sud-
si cade così nella dolce pace del falso,
e nel fango ci piace passeggiare poi per i campi
della nostra stessa amarezza.
GDA
OROLOGI FERMI
al pianoforte delle mie idee
viene a suonare un angelo,
una donna dei misteri
che è triste in una veste di colori
ripensamenti di orologi fermi
che corrono in cima ai sogni
e fanno nodi dentro,
nei finissimi cavilli che ogni felicità
si porta attaccati ai capelli.
GDA
LA MIA ATTESA DIETRO LA PORTA
di certo avete fatto combutta
e così avete deciso
che io non vi vado proprio a genio,
puzzo di terra, di povertà
e di voci che vengono dal basso,
così avete sentenziato che io sono
dall'altra parte della porta
e che appartengo a quella speciale follia
di nome assurdo narcisismo.
e sia, dopotutto ho anch'io le mie fontane,
la mia via del pesco
e il mio pesce all'osteria,
che mi frega del vostro incartamento?
della vostra stessa attesa dall'altra parte?
il pane è buono sia di qua che di là,
la sorte credo pure.
in piazza i poeti non si conoscono mai
fra di loro
fanno finta di appartenere al partito opposto
di quello così in voga
o all'incontrario che è lo stesso.
io per me sto solo,
voi non mi volete e così siamo pari.
quando forse un angelo
mi porterà un carico d'oro,
un romanzo di successo
e un libro di filosofia proprio forte
allora son sicuro che direte pure voi:
"ma chi? il d'ambrosio?
l'avevo sempre detto io
che era un tipo proprio tosto!"
nel frattempo mi scansate,
mi copiate in massa
e poi andate dicendo che son io a copiare voi.
ma chi? voi?
così brutti e falsi
che vi scansano pure i vostri cani
quando gli avete buttato l'osso.
GDA
ANTONIA, DOLCECUORE
Dolcecuore come te,
che la giornata è dura
e come una guerra non finisce mai,
ma dolcecuore come te ce ne son poche
e così io mi faccio placido come te,
occhi neri e capelli biondi son rari al mondo,
dolcecuore come te
vocina piena di ironia
viso fine e affilato,
lunga lunga come tuo fratello tua sorella e te,
e io sono abituato a curarmi di te,
a darti frittelle, cioccolate e fagioli neri.
tu mi sorridi e saltelli piena di gioia,
molti non vogliono giocare con te
ma son chiusi nelle loro liti
e di dolcezze e di cuori ne sanno molto poco.
questa è l'Italia e questa è la rovina,
ma pure questa è la bellezza, la gioia e il miracolo.
io sono abituato a preoccuparmi
ma se si pensa è un gioco,
una tristezza passa e una gioia arriva,
dolcecuore come te ce ne son molto poche.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
IL POETA FATICA DI NOTTE
il poeta fatica di notte
abbracciato nel buio alla sua bella,
molti lo prendono per sfaticato
e mormorano di brutto alle sue spalle,
ma il poeta fatica di notte
quando non lo vede nessuno
ficcato stretto nel suo sogno
che gli altri gli vien voglia di prenderlo a cazzotti.
molti gli vanno addosso proprio per la sua libertà
e lo calunniano su tutti i giornali
per far meno amare le loro galere.
ma il poeta fatica di notte
come la civetta, il ladro e il panettiere,
impasta il suo amore con il cielo stellato
e poi s'addormenta solo quando ha goduto
ed è contento per tutte le cose del mondo,
e agli altri gli suona quella maledetta sveglia
per ritornare a fare rumori
e far sconquassi con tutto quel loro correre
dietro ai quattrini
che ci sta portando tutti quanti alla rovina.
e il poeta fatica, fatica, fatica
pure quando dorme fatica
e nessuno mai se ne accorge....
sono invidiosi, malelingue e infelici
e soprattutto non sanno manco per sogno
cosa sia questa stramaledetta vita
e la sua inqualificabile poesia...
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
ho servito nell'armata dei tristi
con un fantasma nel tascapane,
con dieci parole di diritto
e quattromila di follia,
ho marciato deciso verso l'utopia
e mi son ritrovato all'inferno
a fare a lotta con il demonio.
ora ho ancora più parole che in passato
ma i dubbi mi sono aumentati vertiginosamente
e non so più se mettermi a sparare ai dilemmi
o alle mie poesie fuori moda,
ma son qui che servo ancora
nella sterminata armata dei tristi,
una speranza nel tascapane
e un nulla per medaglia sul petto,
la campagna è lunga
e i generali tutti chiusi a chiave in un libro
che vogliono scappare tutti
ma non si ricordano più cosa sia la verità.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO