lunedì 14 marzo 2016
MICHELE
MICHELE
Se ne va per conto suo
per la sua via già da qualche anno...
Michele...
Un vulcano di sogni
che lui tiene in equilibrio
su una sola mano,
su un solo dito.
Come un pallone.
Lui ti guarda coi suoi mille occhi
e tu gli devi cucinare mille piatti,
almanaccargli mille risposte,
arrabattargli mille tentate intelligenze.
Lui ti guarda e ti sorride.
Punta il canestro ancora una volta
e lancia il pallone
in faccia alla vita,
centra ancora una volta la sua incredibile allegria,
quasi per logica conclusione della sua giovanissima fantasia.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
MICHELE
MICHELE
è quello il viso del mio futuro
quando lo penso e lo vedo e mi fa ridere,
vuole sempre che vada ad accendere il fuoco del focolare
per cuocere due uova arrostire due polli volanti,
condire le foglie d'alloro che un giorno raccoglierà
sui campi di basket di mezza Italia,
è quello il dito che gli indica il cuore
e la strada conosciuta che lo porta al lotto della fortuna,
è caro e cresce allegro
perché ha la Grecia nell'anima, e l'Olimpia
e Milano che mai si scorda di accendere tutti i lampioni
quando arriva lui a tirare il pallone
nei canestri di tutte le nostre meraviglie,
lì dietro il parco del cassone di tutte le periferie dimenticate.
GDA
è quello il viso del mio futuro
quando lo penso e lo vedo e mi fa ridere,
vuole sempre che vada ad accendere il fuoco del focolare
per cuocere due uova arrostire due polli volanti,
condire le foglie d'alloro che un giorno raccoglierà
sui campi di basket di mezza Italia,
è quello il dito che gli indica il cuore
e la strada conosciuta che lo porta al lotto della fortuna,
è caro e cresce allegro
perché ha la Grecia nell'anima, e l'Olimpia
e Milano che mai si scorda di accendere tutti i lampioni
quando arriva lui a tirare il pallone
nei canestri di tutte le nostre meraviglie,
lì dietro il parco del cassone di tutte le periferie dimenticate.
GDA
IL SOGNATORE
il sognatore.
ciò significa che è sempre su ciò che si conviene al nobile carattere del sognatore. tutto ciò che è sempre inerente alla purezza stravagante del sogno. la realtà conta sempre relativamente in un sognatore. per la semplice ragione che il sogno ci istruisce sempre su ciò che c'è da fare relativamente al sogno, concretamente voglio dire.
puoi pure essere un operaio di fabbrica, puoi pure essere il governatore di una grossa regione della nazione, puoi pure essere venduto dai tuoi stessi fratelli, puoi pure essere amato alla follia da quegli stessi fratelli. ma nulla può cambiare per il nobile carattere del sognatore, la sua umiltà, la sua compassione.
non può mai cambiare il senso del suo sogno più grande: la vita felice in un mondo di uomini fratelli.
gli altri non c'entrano per niente. sul tuo sogno hai potere soltanto tu.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
LA DONNA DEL LUPO PAZZO
la donna del lupo pazzo
non ride a tutte le sere,
a volte piange
e il vello d'oro
glielo rubano anche a lei.
altri lupi,
altri pazzi.
i giocatori d'azzardo
non vestono sempre di velluto.
certe volte si profumano di giornate
appese alle finestre,
senza fiori,
senza panini.
con ben strani argomenti fasulli
a frullargli sempre nel cervello.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
non ride a tutte le sere,
a volte piange
e il vello d'oro
glielo rubano anche a lei.
altri lupi,
altri pazzi.
i giocatori d'azzardo
non vestono sempre di velluto.
certe volte si profumano di giornate
appese alle finestre,
senza fiori,
senza panini.
con ben strani argomenti fasulli
a frullargli sempre nel cervello.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
FIDATI
e vai per la strada del tuo sguardo,
vaga pure come un pensiero
per la via trasparente del sogno,
che ti spaventano forse le parole?
anche l'aria è fatta di vita,
anche il tuo giovane sorriso,
attraversa pure la linea della ferrovia,
punta alla gioia dell'amore deciso,
hai forse paura dell'inganno?
è più acuta la voragine della paranoia,
fidati.
l'inganno peggiore è sempre quello
che fai a te stesso,
fidati.
altrimenti ti metti a vagare a sproposito.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
SORRIDI, AMICO
Sorridi, amico,
è così dolce la vita,
come a una partita di calcio tra ragazzini
che si prende a calci un pallone
e la terra,
è lo stesso tocco d'oro,
che ci regala questo gran frutto
che è l'amore della nostra stessa esistenza.
Pensa a quelle favole che facevano i nostri discorsi
alla cara scuola delle nostre voci,
quando il sentimento ci faceva accapponare la pelle
e ci faceva accendere la radio,
e facevamo cadere a terra le nostre tristezze
e con voce dolce
ci decidevamo ad andare a chiamare i nostri amici,
e ce ne andavamo a tirare il pallone al cielo
per colpire la nuvola del nostro paradiso,
che come ora è sempre appresso a noi.
è così dolce la vita,
come a una partita di calcio tra ragazzini
che si prende a calci un pallone
e la terra,
è lo stesso tocco d'oro,
che ci regala questo gran frutto
che è l'amore della nostra stessa esistenza.
Pensa a quelle favole che facevano i nostri discorsi
alla cara scuola delle nostre voci,
quando il sentimento ci faceva accapponare la pelle
e ci faceva accendere la radio,
e facevamo cadere a terra le nostre tristezze
e con voce dolce
ci decidevamo ad andare a chiamare i nostri amici,
e ce ne andavamo a tirare il pallone al cielo
per colpire la nuvola del nostro paradiso,
che come ora è sempre appresso a noi.
COSA SONO GLI AMICI?
chi sono gli amici?
sono occhi che vogliono cibarsi del tuo spirito,
dissetarsi all'acqua pura
del tuo pozzo segreto.
profondi sospiri d'amore
che vogliono raccogliere rose rosse
dai tuoi capelli aggrovigliati,
che vivono come te
molto sacrificati
tra i battiti pallidi del loro cuore,
che vorrebbero racimolare qualche caro pensiero,
qualche minuscola felicità
nelle metropoli pericolanti dei poeti mezzi pazzi,
che faticano come te
a salire e scendere dai palazzi traballanti
della vita di città,
che vorrebbero magari sparire
ma resistono feriti sul fronte rovinoso
degli abbandoni insensati,
ma pure la compassione ha i suoi nemici,
e l'Angelico ragazzo
sorride a se stesso,
e intenerisce i fratelli di nuvole,
coloro che vestiti di nero
vengono a farti un film
per far commuovere di umili allegrie
anche i vertici dell'abisso.
Grazie, Amici,
per aver scelto questo mio ditale di vino rosso,
questa mia briciola di pane di mie antiche saggezze,
che vi regalo volentieri
dal fondo lacrimoso e malandrino
di questo mio povero cuore
di pazzo poeta di strada,
senza salotti e senza inganni.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
sono occhi che vogliono cibarsi del tuo spirito,
dissetarsi all'acqua pura
del tuo pozzo segreto.
profondi sospiri d'amore
che vogliono raccogliere rose rosse
dai tuoi capelli aggrovigliati,
che vivono come te
molto sacrificati
tra i battiti pallidi del loro cuore,
che vorrebbero racimolare qualche caro pensiero,
qualche minuscola felicità
nelle metropoli pericolanti dei poeti mezzi pazzi,
che faticano come te
a salire e scendere dai palazzi traballanti
della vita di città,
che vorrebbero magari sparire
ma resistono feriti sul fronte rovinoso
degli abbandoni insensati,
ma pure la compassione ha i suoi nemici,
e l'Angelico ragazzo
sorride a se stesso,
e intenerisce i fratelli di nuvole,
coloro che vestiti di nero
vengono a farti un film
per far commuovere di umili allegrie
anche i vertici dell'abisso.
Grazie, Amici,
per aver scelto questo mio ditale di vino rosso,
questa mia briciola di pane di mie antiche saggezze,
che vi regalo volentieri
dal fondo lacrimoso e malandrino
di questo mio povero cuore
di pazzo poeta di strada,
senza salotti e senza inganni.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
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