regala Libri Acquaviva

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lunedì 19 settembre 2016


in certi palazzi superiori bisogna consegnare l'anima all'entrata,
lasciarla all'usciere come un cappello ingombrante,
bisogna togliersela dalla tasca
come un amuleto importuno,
consegnarla al guardaroba
come un cappottone incomodo,
è che c'è bisogno di essere amorfi,
piattamente fatalisti, preferibilmente zitti,
senza sentimenti, quasi morti,
come un libro non scritto
che proprio per questo non interessa nessuno,
ma gli uomini ne hanno scritti di libri,
da qui fino alla luna e ritorno,
perfino Dio ne ha scritto uno bello grosso.
anche il nostro sguardo è un libro aperto lunghissimo...
da dove, dai nostri bassifondi più inferiori,
fa sempre e comunque capolino la nostra anima,
così debole, così squinternata, così oscuramente determinata...
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
Se pensate che la scuola costi troppo
e che c'è bisogno di risparmiare sull'educazione e la cultura,
provate a calcolare quanto costa una scuola che non funziona
o funziona male
e che prezzo carissimo ha l'incompetenza e la brutalità
nella nostra società oggigiorno.
GDA

continua a guardare il mondo
con gli occhi di un bambino,
perché davvero il mondo è una meraviglia continua,
se non ce la fai da solo
fatti aiutare dai tuoi figli
che guardano tutte le cose
come se davvero fosse la prima volta che le vedono,
fai volare ancora alto i tuoi aquiloni,
leggi ancora di sera l'antica favola della vita,
perché davvero la vita è una poesia senza tempo,
lascia stare quei libri che spiegano tutto
lasciandoti però un sapore amaro in bocca,
accarezza chi ami,
è proprio lì tutto il forziere intero dei tuoi sogni,
i maledetti e i foschi che sanno tutto
senza capire mai niente
salutali tanto, ma da molto lontano,
che non ti capiti mai
di dare la tua intima capacità di meraviglia
in pasto alle tigri del momento.
gli innocenti occhi dei bambini
reggono sempre i più profondi fondamenti del mondo.
i vecchi e gli onniscienti che sanno tutto
senza capire mai niente
salutali sempre, ma da molto lontano.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

ritorna, poesia,
dentro i nostri pensieri più veri
che dalla nostra anima non sei mai andata via,
perché nel vento la gente sempre ti ricorda
e in silenzio ti benedice,
ritorna, poesia,
che di nascosto almeno tutti ti vogliono bene,
e si specchiano splendenti in te,
come a scuola devoti i ragazzi
pendono tutti dalle labbra della maestra,
che dica qualcosa di giusto
o di selvaggio non importa,
ma sempre qualcosa di vero,
che ci riprenda volando tra i nostri sogni,
nei venti freschi della nostra giovinezza...
ritorna, poesia,
nel nostro paese
che sempre cara e benedetta
ti porta nel profondo del suo cuore,
innamorata comunque sia nella gioia che nel dolore.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

avevo qualcosa da dire prima che il sugo si mettesse a bollire,
prima che la mattina salisse così in fretta
su per il cielo così gonfio di nuvole, bianchissime e nerissime,
ma ora ho i miei venti inquieti
posati sotto il tavolo, tra i miei piedi nudi,
chi non si contenta del poco non si contenta di nulla,
prima che uscisse ho pettinato i capelli a mio figlio
alto 2 metri,
ho dovuto alzarmi sulle punta delle dita dei piedi,
ora vado a prendere mia figlia dai lunghissimi capelli di fata,
che esce dalla palestra
in questa domenica deserta di periferia,
chi si contenta non sa cos'è il vuoto del nulla
nè la fame di tutto,
guarda il cielo sbrindellato
e lo decora andando a piedi nudi
per le botteghe di altissima poesia
della vita quotidiana...
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
una povertà allegra il ciel l'aiuta
ma un ricco infelice davvero rischia di non aver più scampo
se tutto quel che sotto il sole riluce gli sembra oscuro,
vive nel terrore infatti 
che la sua stessa ombra gli rubi un giorno tutto.
ma è così la paura la più triste delle miserie,
vivi e lascia vivere,
dai e ricevi,
infatti mai si perde quel che si regala con il cuore.
sia benedetta la santa Natura
che a tutti ci dà da vivere con i frutti del vasto mondo,
ma a molti uomini la ricchezza gli serve solo
per dar dei gran guai al proprio prossimo,
sotto il sole non c'è mai niente di nuovo
c'è chi vive accontentandosi del necessario
riconoscendo che la frugalità è una delle più grandi saggezze
in questo mondo di avidi idioti
nemmeno soddisfatti di possedere l'oro
di tutta quanta la città...
e c'è chi vive facendo gran teatro
con tutti i nemici che si procura
in nome della sua gran cultura di soperchiatore...
onorate, amici, il bene
e tutti coloro che lo procurano,
e tutte le opere che lo accompagnano,
se davvero portano il bene,
gli ipocriti, i falsi e i malfattori,
mandategli tanti saluti con una cartolina
e scansateli pure come scansereste per strada
una turba di cani rabbiosi
con una gran fregola di attaccar rissa proprio con voi...
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

giovedì 15 settembre 2016

C'è chi predica il bene e poi fa tutto quello che gli pare,
e chi pratica il bene e non dice nemmeno una parola,
neanche a se stesso.
Una mollica di bene concreto
vale più di mille volumi di arte dialettica
a questo mondo,
di mille discussioni inutili,
di grida incomprensibili lanciate nel nulla,
perché se il cuore è giusto
anche il povero si mette a cantare contento
per quel poco che gli basta.
La logica non cercare
se tutti intorno a te hanno cattiva memoria,
e quasi sempre si perdono in un bicchier d'acqua,
non pensando mai
che la stessa vita è un grande onore
da mostrare fieri come la più bella delle bandiere.
Nell'ipocrisia stessa del malvagio taroccato
che si vanta della sua ingiustizia gabellandola per dura necessità
poi puoi trovare infine la prova più vera
della superiorità del buono
sul cattivo.
Segreti non ce ne sono,
chi vuole bene a qualcuno
gli fa del bene
e se ne sta zitto.
Al massimo gli sorride soltanto
e l'accarezza.
Le ciarle infinite nascondono solo una mala intenzione.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO