mercoledì 21 settembre 2016
TUTTO QUELLO CHE C'E'
TUTTO QUELLO CHE C'E'
ma cosa c'è al mondo
oltre un po' d'amore,
un cesto quasi vuoto di rosse poesie,
un mezzo bicchiere di carta di vino allegrino?
per le scale scendendo si incontra un sorriso
e ci si sposa con il rossore del suo contento.
infine una qualche domanda,
una qualche risposta
che ci scordiamo quasi subito
sul davanzale della nostra fragilità.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
IL SUD
IL SUD
lo colorano da secoli il nostro sud
con le tinte di tutte le osterie fuori mano,
gli ubriachi vengono e si mangiano le allegrie più buone,
pagano con un soldo di comando
e poi se ne ritornano ai loro laghi col pelo di volpe.
con la poesia non campa nessuno,
ma questa è nostra
e noi ci tiriamo avanti,
alla meno peggio, è vero,
ma noi ci saziamo lo stesso,
anche solo con i profumi della nostra terra.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
LA CARRETTA DEI MIEI LIBRI
LA CARRETTA DEI MIEI LIBRI
me ne vado in giro tirandomi dietro
tutta quanta la mia città,
i miei feticci,
i miei alberi della cuccagna,
i miei alberelli ancora da piantare in piazza,
i miei libri con i capelli lunghi,
cento occhi di sconosciuti mi accompagnano,
con le loro borse della spesa vuote,
occhi annoiati e curiosi
di tutto quello che naviga per i marciapiedi
di questa metropoli acquosa che è Milano,
piena di tanta gente azzurra
che sembrano nuvole senza pensieri,
che vanno sulle ripe timorose,
che passi il tram baldanzoso
e di colpo li svegli...
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
martedì 20 settembre 2016
MILANO COSMOPOLITA
MILANO COSMOPOLITA
ci siamo ficcati in questo labirinto di voci
che ora è diventata Milano,
siamo rimasti spiazzati da queste grida in straniero
che pure capiamo molto bene,
lo sappiamo cosa chiedono questi occhietti di bimbi
che non hanno sedie in nessun cortile.
gracchia la radio
ragiona fino la tv,
invece di fumare
dovremmo raccogliere carte di diritti
che una volta piantammo come alberi fieri,
scoppiano a ridere,
non ce la fanno a capire,
i mondo s'è rivoltato all'ingiù
e ora il tempo ha ricominciato ad andare all'indietro.
Milano intanto assorbe, rimescola, rivolta,
la sua umanità si rimette in moto,
va avanti, si riassetta,
nessuno resterà indietro,
basterà riaprire qualche panificio,
qualche latteria,
qualche osteria per gente alla buona in periferia.
qualcuno si metterà a cantare per strada,
come al solito,
qualche altro a ballare lungo i marciapiedi...
il sudore della fatica sulla fronte farà andare a posto
lentamente tutte le cose, ancora una volta,
la libertà più vocabolari si porta a casa
e più la poesia concreta di Milano
costruirà nuovi ponti,
nuove piazze,
nuove dignità di uomini a portare i frutti del vasto mondo
a tutti noi...
"mi conosci?"
"sì, ci conosciamo un po' tutti su questa terra,
noi genti di buona volontà..."
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
ci siamo ficcati in questo labirinto di voci
che ora è diventata Milano,
siamo rimasti spiazzati da queste grida in straniero
che pure capiamo molto bene,
lo sappiamo cosa chiedono questi occhietti di bimbi
che non hanno sedie in nessun cortile.
gracchia la radio
ragiona fino la tv,
invece di fumare
dovremmo raccogliere carte di diritti
che una volta piantammo come alberi fieri,
scoppiano a ridere,
non ce la fanno a capire,
i mondo s'è rivoltato all'ingiù
e ora il tempo ha ricominciato ad andare all'indietro.
Milano intanto assorbe, rimescola, rivolta,
la sua umanità si rimette in moto,
va avanti, si riassetta,
nessuno resterà indietro,
basterà riaprire qualche panificio,
qualche latteria,
qualche osteria per gente alla buona in periferia.
qualcuno si metterà a cantare per strada,
come al solito,
qualche altro a ballare lungo i marciapiedi...
il sudore della fatica sulla fronte farà andare a posto
lentamente tutte le cose, ancora una volta,
la libertà più vocabolari si porta a casa
e più la poesia concreta di Milano
costruirà nuovi ponti,
nuove piazze,
nuove dignità di uomini a portare i frutti del vasto mondo
a tutti noi...
"mi conosci?"
"sì, ci conosciamo un po' tutti su questa terra,
noi genti di buona volontà..."
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
DISOCCUPATI
disoccupati
pannocchie di sole negli anfratti bui dei nostri mattini,
tra le nostre teste di legno
che stentano a ripartire,
ci ingannano tutti
è del tutto inutile cercare di cambiare padiglione.
i nostri nulla da dire
hanno le scarpe rotte,
i bottoni perduti,
la mente svanita.
si vive con le mani inchiodate
alla panca della polvere comune.
nessuno ha bisogno di noi,
è questa la verità,
ci guardano come malati di sfortuna,
e ci lasciano andare liberi a guardare i muri della città
senza più nessuna promessa certa per noi.
GIUSEPPE DìAMBROSIO ANGELILLO
pannocchie di sole negli anfratti bui dei nostri mattini,
tra le nostre teste di legno
che stentano a ripartire,
ci ingannano tutti
è del tutto inutile cercare di cambiare padiglione.
i nostri nulla da dire
hanno le scarpe rotte,
i bottoni perduti,
la mente svanita.
si vive con le mani inchiodate
alla panca della polvere comune.
nessuno ha bisogno di noi,
è questa la verità,
ci guardano come malati di sfortuna,
e ci lasciano andare liberi a guardare i muri della città
senza più nessuna promessa certa per noi.
GIUSEPPE DìAMBROSIO ANGELILLO
è grande Milano nelle sue mille dimensioni infinite,
in un quartiere c'è il paradiso
in un altro quartiere c'è l'inferno,
fate in colorati giardini del centro,
maledette megere dalle tristi corolle
in pezzi di deserto nelle periferie,
si vede che si vive un po' sconcertati da queste parti,
ma ogni tanto c'è un uscio che dà sull'amore
e ci salva alla buona tutti quanti,
ma la fatica è continua a Milano
anche se in giro vanno dicendo che ci si diverte sempre,
forse son le luci abbaglianti che inducono all'errore,
le coreografie fantasmagoriche,
una strana nostalgia che ci vuole comunque sognatori,
ma Milano è gentile e sempre generosa,
ti fa vivere da poeta
e poi ti sorride
regalandoti in ogni caso
una mezza pagnotta di bene quotidiano.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
lunedì 19 settembre 2016
AFORISMI NICHILISTI
AFORISMI NICHILISTI
se sei da solo sei perfetto
anche uno zero lo è.
il mondo non sta mica a pensare a te
e tu lo vuoi perfino migliorare.
se sei nessuno sei invisibile,
la gente passa attraverso di te
e non ti vede nemmeno.
non vedo la tv,
le puttanate della vita
me le invento da solo.
ho una faccia lunga,
ho sempre qualcosa da dire.
chi fallisce
sa sempre tutto
prima degli altri.
la solitudine è una forza,
farsi i fatti propri
è sempre un punto in più sugli altri.
se sei famoso
non hai bisogno di perdere tempo
con scempiaggini tipo dibattiti letterari.
il fasullo pensa sempre
di valere più degli altri.
sono a posto,
mangio, bevo
e russo.
troppi dicono che sono uno scrittore
che non vale niente,
ma io non ne sono affatto convinto.
qualsiasi mossa fai devi perdere,
perché sei un pedone
e non il re.
se uno scrittore scrive dei poveri
è forte di sicuro
perché dice la verità.
ormai gli scrittori
non valgono più niente,
ci sono mille altri che la danno gratis.
tutti gli scrittori
sono dei pazzi millantatori,
scrivono e si credono Napoleone.
Dio è affacciato alla finestra e guarda,
per questo gli è venuta una barba
così lunga.
l'inferno è un pentolone
dove ribolliscono
vecchi patatoni marci
che crepano di risate.
a Dio non ci credono manco i preti,
altrimenti non farebbero
tutte quelle baggianate
tali e quali a quelli che non ci credono.
gda
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