regala Libri Acquaviva

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lunedì 16 gennaio 2017

A ANTONIO DI GIUSEPPE


A ANTONIO DI GIUSEPPE

amico, getta l'amo del tuo buonumore
nell'acqua profonda della curiosità del prossimo
e vedi che peschi sempre sogni,
venti di primavera,
vecchie scarpe gonfie di desideri...
nel quadro del tuo volto antico
c'è la lunga coda dei maghi di Milano,
la gente che sfoglia nei tarocchi la carta giusta
della buona fortuna.
tu sorridi e sboccia la rosa di un sorriso
per i bambini che ti chiedono:
"Babbo Natale! Babbo Natale, che porti nel sacco?"
"Tanti giocattoli di cartone tutti rotti!"
E di nuovo li fai ridere tutti...
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
a Antonio Di Giuseppe

A VITTORIO MORGAN



A VITTORIO MORGAN
Vittorio, che te ne vai in giro di notte
a fotografare Milano quando proprio per i vicoli oscuri
rimangono solo le luci a pensare alle stelle
e alle lische di pesce buttate alla rinfusa per terra
dopo le cene, i cenoni e i capodanni.
te ne vai a cavallo della tua certa solitudine
in cerca di quell'antica bellezza incorrotta
di questa antica città, che fa saltare tappi di spumante
a qualsiasi ora del giorno e della notte,
e tu sei lì, oltre la moda, la finanza e i grattacieli
a scattare ritratti alla vita vera che scivola in ciabatte
e coppole all'incontrario, come una volpe che la sa davvero lunga.
e tra gli altri sempre t'appare a un tratto
il vecchio Orfeo, che dopo la foto ti chiede un bicchierino,
perché la notte milanese è sempre dura e difficile e fredda
anche per chi se ne va con la sola chitarra
a riscaldarsi la testa e tutti i sogni al seguito,
come tanti barattoli rumorosi di un antico sposalizio d'amore.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
a Vittorio Morgan , fotografo notturno milanese
(questa foto è sua)

I LIBRI



I LIBRI
i libri sono dolci incantesimi
che escono da un paese pieno di fiducia nel mattino,
sbucano magari da una notte amara,
ma per strada si caricano di tanti bagagli di allegria,
di tante borse di bene vivo,
con un linguaggio franco e aperto,
che l'Amore sogna
e non teme confini,
e si porta la parola le rose e i venti di passaggio,
porta doni e canti,
e si esalta il cuore nel viaggio,
si parte con una luna e si arriva con l'alba,
la forza della poesia è pura e semplice
incontra ombre e miete liete spighe di luce.
la speranza è il mestiere dei libri,
incontrano un nemico e gli offrono un bicchiere di vino,
incontrano un povero in cammino
e gli danno una pagnotta di spirito.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
a Giada e Dario, con affetto e amicizia
(in foto con 2 miei libri:
Confessioni di un cane
Spinoza se ne va in Terra Santa,
romanzi che a me fanno sempre ridere,
anche se li ho scritti io stesso.
li potete vedere su Google Books:
https://play.google.com/store/search… )
grazie Giada! grazie Dario!

LA RICERCA DEL BENE



LA RICERCA DEL BENE

tu non ti ricordi mai granché
ma la ricerca del bene comincia sempre da niente,
c'è un chicco di sale, una briciola,
un goccio di vino in un ditale,
e accanto a te ti appare lei,
il tuo amore che ti canta in casa
e che ti sorride ogni volta che ti vede,
e senza che ancora te ne accorga del tutto
ti viene in casa un angelo, un nuovo amore, un nuovo sguardo,
un nuovo cuore,
che sempre dal niente ti veste di allegria la vita,
e tu che pensi di chissà cosa c'è bisogno
per tirare avanti nei giorni quando si arranca
e i ponti son chiusi e le carte volate,
ricordati allora che l'amore pure viene dal niente
ma ti porta tutto di quel che hai bisogno a questo duro mondo,
un grano di sale, un pezzo di pane,
e un bicchiere di vino,
e lei benedetta da Afrodite che ama solo te
e l'angelo che è già sapiente come un piccolo Budda,
sorride qualsiasi cosa veda e qualsiasi cosa gli dai,
perché sa per conto suo,
gliel'ha forse suggerito qualcuno là in alto
prima di venire,
che il vero bene è solo questo amore infinito.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
(foto di Duilio Piaggesi,
del "Corriere della Sera")
a Giovanni Fraccascia,
macchinista ferroviere
grande amico di tutti noi...
lì ad Acquaviva e fin dove lui col treno arrivava


io non sono dove voi mi credete,
io me ne sto a viaggiare dove voi non immaginate,
son rimasto solo in cabina e silenzioso,
non mi sentite più parlare
ma io vi parlo dolcemente
quando voi non sospettate,
io continuo a viaggiare dove voi non supponete,
quando senza badarci mi pensate
io son lì che vi penso anch'io
e ancora vi sorrido.
quando sentite un fischio di treno in lontananza
pensate che vi sto salutando io.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

eletto una volta dalla vita
non puoi che essere in una dimensione di luce, seppur minima,
non puoi abbatterti con poco prezzo
in una fede perduta,
la quercia brucia fin dalle sue più esili profonde radici,
per questo come ogni albero anela nell'alto
a cercar respiri nel cielo
tra i bagliori delle stelle,
tra i fulgori del sole,
che come un grande padre
ci racchiude tutti in un solo pugno.
il segreto di ogni poesia
è solo l'amore,
che dalla carezza di uno sguardo
arriva a concepire la potenza di un sorriso.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

lunedì 2 gennaio 2017

CARO ANNO NUOVO


CARO ANNO NUOVO

Caro Anno Nuovo,
vorrei dipingerti di bene
e mandarti avanti su un tappeto volante,
amarti e buttare all'aria tutti i miei silenzi
come coriandoli inutili e senza allegria,
vorrei blandire le tue paure, soprattutto le paure
che noi abbiamo senza motivo,
quel noi stessi segreto che trema di sé senza costrutto,
i figli crescono e vogliono sempre ridere invece,
ecco, farò ancora il padre sognatore
che suona la grancassa sul tavolo di cucina
con migliaia di favole piene di amore che fa ridere,
semplicemente parlando con parole astruse
di un dialetto contadino lontanissimo nel tempo,
quando per le povere strade del paese c'era fatica
ma pure un tripudio di canti, un carnevale di storie e storielline
e s'era allegri con la vita
perché un tappeto volante fatto tutto di sogni
ci faceva volare sugli anni
e sempre ci accompagnavano nel volo angeli monelli e dolci,
sbattendo furiosi e cari le loro ali felici,
nel cerchio magico di questo mondo
che è così pazzo scatenato pure lui...
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO