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giovedì 9 febbraio 2017

LA CETRA DELL'AMORE


LA CETRA DELL'AMORE

ci vuole fortuna nella vita,
non lo metto in dubbio.
ci vuole dolcezza,
ce ne vuole davvero tanta,
ci vuole il grande seme della speranza
perché il tempo dell'attesa è molto lungo,
ma la cetra dell'amore è potente,
sfida ogni parola controversa e la vince,
sa decidere al crocicchio quale via intraprendere
su centomila disponibili,
perché l'istinto dell'anima è di essere felici,
e come l'antica fenice rinasce a ogni momento di bene,
nonostante questo mondo disastrato e crudele.
amici miei,
amare non è una faccenda astrusa impossibile,
amate con sincerità e sentimento,
non arricciate il naso,
non socchiudete gli occhi,
accanto a voi c'è la meraviglia del miracolo d'amore
che voi stessi siete,
che voi stessi avete tirato fuori
dalla vostra povera tasca sfondata.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO


MAESTRO PASTICCIERE EUSTACHIO


dolci di tutti i colori
ma il migliore
è proprio il suo cuore.
dolci per tutte le occasioni
ma il più buono
lui te lo regala.
dolci per ogni festa
ma la più bella
è quella d'amore.
Eustachio, Milano si ricorda ancora
le tue zollette di zucchero, crema e cioccolato
che tu offristi ai paesani e ai metropolitani,
e, tra tutte quelle squisite pasterelle,
quel tuo sguardo lontano
che non ha nessun segreto.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

(a Eustachio Sapone, maestro pasticciere di Acquaviva)

LA PIZZA


LA PIZZA

nel cerchio assoluto di una pizza ce ne sono di cose,
c'è la tavola dove ci si siede insieme,
c'è il sorriso degli amici che ti guardano benigni,
ci sono le risate di quando ricordi i colori strambi dei tuoi giorni,
c'è la presenza dell'allegria e della bella compagnia,
c'è l'infinito del bene di chi con fiducia ti si stringe intorno,
la grancassa della parola sincera che ti rimanda al franco dialogare,
il fior di farina che ti sboccia in mano,
la caraffa della birra col buco sotto,
la busta chiusa piena di nomi e di silenzio,
e ti pesa infine alzarti dalla sedia e lasciare
questa riunione di utopia,
che altri devono sedersi a queste panche della sera,
per cantare questi stornelli fatti di olive e pomodori,
di capperi e mozzarelle,
di bella gioventù e del sole caro di tanti anni fa.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO


(a tutti gli amici di Acquaviva che qualche giorno fa
hanno offerto una pizza "alle Quattro Stagioni"
a me e a Angelico)

CORTEMAGGIORE, LA SUA PIAZZA E' UN'UTOPIA

"Cortemaggiore, la sua piazza è un'utopia"

Vi aspettiamo domenica 5 febbraio dalle 15 a Cortemaggiore (Pc) all'incontro con lo scrittore Giuseppe D'Ambrosio Angelillo,

 amico della poetessa Alda Merini.
Saremo dalla mattina in Piazza Patrioti con i suoi libri e poi, in caso di maltempo, al Bar 29016, di fronte alla chiesa sul lato opposto

CORTEMAGGIORE


Cortemaggiore, un nido di anime
dove da tempo si cova a lungo il misterioso uovo della conoscenza,
dove si è sempre sulle tracce dell'orizzonte dell'intelligenza,
anche sotto una pioggia battente
c'è a Cortemaggiore la sirena nuda della pace
in cerca di un mondo molto migliore di questo.
il pane quotidiano di un forte gruppo di ragazzi
senza ombrelli e senza cappelli,
che sbandierano le belle bandiere della poesia,
e bevono vino nelle scodelle
perché per queste terre
anche il vino ha bisogno dell'aria allegra della vita,
proprio di tutta quella che ci vuole.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

(a tutti gli amici di Cortemaggiore,
è stata proprio una bellissima giornata...
anche perché forse pioveva, pioveva
che Dio la mandava...
grazie di cuore
a tutti voi!)

RITRATTO AMENO DI UN POETA SULLA SOGLIA DI UN ALTRO TRISTE COMPLEANNO



RITRATTO AMENO DI UN POETA
SULLA SOGLIA DI UN ALTRO TRISTE COMPLEANNO

ti curvi sulla sedia
e parti alla carlona,
ti mangi le cicorie amare
e le addolcisci solo con un po' di limone,
con un po' di olio verde del paese.
chiami la spada del sole,
il canto di Orfeo che sconfigge l'inferno,
e se aspetti con pazienza l'amore dei tuoi cari quando è sera,
le coppe piene di risate e di allegria dei figli
quando il tappo dello spumante schizza sul soffitto,
e mai che colpisca rimbalzando lo stesso posto.
sono in definitiva solo un'anima alquanto pazza,
con una sua propria volontà perennemente in tumulto,
una metafisica a tapparmi un buco inverecondo
sotto la scarpa polacca di pezza,
un autotreno senza quasi più nafta,
il carico perso,
l'indirizzo della destinazione dimenticato per grama pigrizia,
un cavo d'alta tensione tagliato di netto
da ladri pirati d'alto mare,
una primavera sconvolta di pieno rinascimento,
lenzuola sporche di caffè di un liceale tredicenne,
e per dirla tutta sono arrivato fin qui anch'io
sulla soglia del "non ne so nulla pure io".
i miei lunghi anni che non mi hanno salvato nemmeno un po'
né dai sogni
né dalla pesante idiozia dell'esser poeti
in questo nostro matto mondo,
tale e quale come me.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

una breve recensione di Nicola Vacca sulla mia bislacca poesia di umile romanziere itinerante di Milano...



una breve recensione di Nicola Vacca sulla mia bislacca poesia
di umile romanziere itinerante di Milano...

Che bella la poesia che si nutre delle parole della vita. Che meraviglia i poeti che non si prendono sul serio e a voce bassa filosofeggiano dell'esistere raccontando da uomini gli attraversamenti di cui sono fatti gli incontri quotidiani.
Giuseppe D'Ambrosio Angelillo 
piange e ride con le parole e allo stesso tempo le scrive sulla pagina senza mai chiudere gli occhi sulla realtà .
"Mastro Geppetto e il suo grandioso negozio di giocattoli andati a male" è un piccolo e prezioso scrigno di versi che custodisce la gioia delle piccole cose e quella sacrosanta umiltà del poco che rende necessaria quella sincera poesia di tutti i giorni con cui ognuno di noi dovrebbe sporcarsi le mani.
NICOLA VACCA