regala Libri Acquaviva

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mercoledì 8 marzo 2017

LA DONNA



LA DONNA
Dio creò l'uomo
e vide che era solo,
così creò la donna
e gli diede la compagna.
l'uomo ci perse una costola
ma ci guadagnò l'amore,
a ogni giorno mezzo pane sulla tavola
e mezzo bicchieruccio di vino,
la più bella metà del cielo,
il paradiso in terra,
il sorriso della sua casa,
e se ne sta ancora lì a contare
tutto il resto delle fortune
che continuano a venirgliene...
e mica ancora finisce...
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO






martedì 7 marzo 2017





Carissime Amiche,
Carissimi Amici,
nella raccolta "UN UOMO INNAMORATO", ci sono perlopiù mie poesie pubblicate su questa mia pagina FB   e sul mio blog "SOLDATO ROCK"https://www.becrowdy.com/un-uomo-innamoratonegli ultimi 2 mesi, ci sono pure molte poesie nuove. Ringrazierò su una pagina dello stesso libro quanti mi aiuteranno, dedicandolo a tutti loro con firma autografa, e spedendovelo successivamente a casa vostra.
Dirò la verità: aiutandomi con questo libro con quel che potete, aiuterete tutta quanta la mia produzione e la mia scrittura di adesso.
A tutti voi un grazie di cuore, comunque.
sempre vostro
Giuseppe D'Ambrosio Angelillo

p.s. Se vi piace questo mio progetto:
condividete,
parlatene a voce con i vostri amici...
grazie a becrowdy.com
per l'oppurtunità

OGNUNO A SUO MODO E NOI AL NOSTRO


OGNUNO A SUO MODO
E NOI AL NOSTRO

ognuno prende la vita a modo suo,
non c'è proprio niente da fare,
qualcuno ti capisce all'incontrario,
qualche altro se ne infischia altamente di te,
non puoi mica rivoltare il mondo come una calzetta,
nemmeno attorno a te,
chi lo sostiene ne sa poco di uomini e di cose umane,
la verità è che passa il tempo
e sempre ti costringono a giustificarti
di qualsiasi cosa tu faccia in piena libertà,
è che sono superbi
e vogliono a ogni sera qualcuno da fissare aspramente
e da rimproverare qualsiasi cosa tu faccia,
anche se starnutisci per un improvviso raffreddore.
ma il tempo passa, amico mio,
e tu non stare lì a perderlo
spostando a ogni passo le stesse antiche montagne
che ti mettono davanti a ogni suonata di mandolino.
chi ti vuole bene
ti sorride,
si siede davanti a te,
e ti racconta una favola d'amore
solamente guardandoti dolcemente.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

divertiti con il pulviscolo d'oro
nel sole del pomeriggio
della tua vera esistenza,
goditi le corse del tuo cuore
nella notte scura,
lo scintillio strano del tuo sguardo
nel vento calmo del tuo entusiasmo.

che ci vuoi fare? 
il muro del silenzio,
scuro e superbo,
lo puoi scansare
semplicemente cambiando direzione.
dove vuoi andare se non dove ti chiama il sorriso?
cerca con la tua stessa mano
il tuo sempre benevolo,
non è mica difficile,
basta seguire la pagnotta del bene
e il tuo caro amico fornaio.
la devi nutrire la vita non incastrarla.
dove vuoi andare?
scegli comunque l'amore, è la via che ti conviene sempre.
se non lo trovi svolta ancora.
e anche se non lo trovi più
è comunque sempre a sorpresa che lo troverai.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

sabato 4 marzo 2017



la poesia non si vende,
questo è l'intoppo,
per questo non vale niente.
la poesia non si vende,
questo è il vantaggio,
nessuna città è inespugnabile
come questa.
piacere, denaro contante, nullaggine,
il genio della massa
non vede errori, non vede meriti,
sembra che il vino sia stato inventato per niente pure,
sembra che anche la favola non serva a granché.
amico mio, lava il parabrezza del tuo inconscio
e ascolta la bella canzone
che canta il tuo cuore.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

giovedì 2 marzo 2017

A PIAZZA DUOMO C'E' UN POETA








A PIAZZA DUOMO C'E' UN POETA

"A", moto a luogo, perchè è il poeta che va, è il poeta che cerca la piazza. 
Tra una chiacchiera e l'altra con qualche passante, interessato alle loro storie, poggia il corpo alla colonna, quasi a riposare il pensiero o le parole che incessanti fluiscono in lui. 
Se ne sta lì con il suo banchetto verde di speranza.
A volte guarda altrove, a volte il vuoto, a volte pensa. Tutti gli scorrono affianco, vicini, veloci, indaffarati e la calma del poeta non li invidia.
Ma il poeta poi chi è? Un artista?! Uno scrittore?!
Il poeta è un tuttofare. Si adatta e si abitua. Impara e insegna. Trova sempre un perchè, e se non lo trova lo cerca. Si fa compagnia da sè e se non lo vedi quasi un pò ti preoccupi. Ormai lui è lì, come quella colonna, come quel Duomo. Non lo schioderà l'incertezza o un pò di pioggia, perchè l'incertezza è il suo metro di poesia. Giuseppe D'Ambrosio Angelillo scrive, edita, pensa, ama la sua famiglia e la vita, a cui prima di chiedere dà, e ciò che arriva accetta, senza pretese o malumori. Fa tutto ciò che può sembrar normale, ma lo fa in modo diverso. Ha sempre un sorriso bonario e un'aria pacifica, quasi come se le parole scritte e pensate, i libri letti, le storie vissute, i personaggi conosciuti gli avessero cucito addosso la pace. Ma tormenti ne avrà, oh se ne avrà! Li annida forse nella sua folta barba, quasi a mascherare le paure.
Io, personalmente, a quest'uomo voglio riconoscere un merito, prima ancora che ogni servizio delle Iene o non, possa costruirgli intorno un cordone saldo di solidarietà e affetto; io gli riconosco la forte fermezza di quella colonna a cui ogni tanto si poggia, il coraggio di quella cattedrale gotica di innalzarsi con le sue parole scritte nei cuori e nelle menti senza paura di inettitutine, e lo ringrazio, dal basso della mia non ben identificata posizione, di aver creato in una piazza così grande, in una città così grande e ostica, seppur speciale, una faccia amica, una certezza delle tante passeggiate che non sai dove ti porteranno, ma che di sicuro un saluto al Signor Giuseppe te lo faranno dare.
Grazie a nome di una sua lettrice, perché le tante parole scritte con coraggio e fatica qualcosa l'hanno creato.
SOFIA COPPOLA

STRANA POESIA


STRANA POESIA

lo so, c'è gente che gli piace il lato oscuro del mondo,
della vita, delle cose,
e anch'io devo confessare che un po' ci sguazzo,
lo so che c'è certa gente che gli piace sporgersi
sul lato spinoso di una certa infelicità permanente,
arrivando pure a scansare volontariamente
certe occasioni di allegria,
e forse anch'io certe volte faccio così,
per ritornare veloce nei pantani degli errori
e delle disavventure,
per crogiolarsi perfino nella pura disfatta della vita,
per vendicarsi forse con se stesso di se stesso.
una certa strana vendetta proprio su di sé
per il semplice fatto che si è a questo mondo.

si buttano a carta macero i nostri canti d'amore,
e si va nella carreggiata opposta,
quella che porta fuori strada,
quasi a sbattere contro un muro,
che noi in partenza abbiamo deciso insormontabile.
si diventa d'un tratto freddi, insensibili, glaciali,
del tutto ghiacciati.
ognuno di noi porta di nascosto cassetti occulti
di oscuri dispiaceri
che fanno molto deboli le nostre gracili spalle,
un vento sordido di incubi ormai rinsecchiti 
e radicati profondi.
le parole d'amore ci diventano acide e perfino insopportabili.
la verità un'acqua torbida e parecchio infida.
troppi no ci hanno avvelenato ogni bicchiere di vino sincero,
troppi fatti maldestri e viscidi
ci hanno fatto affondare nel nostro stesso porto
che credevamo sicuro,
ma dimmi, mentiva forse la Musa
quando ci offriva il miele dell'infinito?
chi ingannava la vita a cercarci?
seduti su un tetto 
ci mangiavamo sempre pane, neve e felicità.
non ti rendi conto, amico,
che la vita non si sciupa mai?
non c'è altro modo di vivere che vivere.
la vita che stai vivendo non torna indietro,
nessuna ora, nessun giorno, nessun anno.
sei ben strano
se non vedi già in questo istante
tutto il bene possibile.
hai tempo allora di ritornare dovunque la tua stessa vita
ti ha fatto un giorno sorridere
e essere contento, sia pure per un solo attimo.
felice di te stesso solo perché vivo.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO