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martedì 27 giugno 2017



di vecchie pietre è bella Milano,
e di nuove solitudini per via,
che raccolgono vere andature di pianura
per reggersi ancora
su piene di donne
che cantano beate in un unico sentimento,
il sogno di una giovinezza
che vive sempre di un antico coraggio.
di quell'unico amore di primavera,
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

lunedì 26 giugno 2017

ANGELICO E L'ESAME DI TERZA MEDIA






ANGELICO E L'ESAME DI TERZA MEDIA

Figlio mio, il tuo sorriso ha vinto ancora,
coi tuoi capelli di angelo appena arrivato
a narrare ancora la sua favola perfetta.
Io che ti procuro sempre il piatto che preferisci
e ti dico sempre l'amore per il meglio.
Sulla bandiera dei tuoi sogni monelli
qualche volta non ti capiscono
ma la tua allegria è la lingua segreta
della nostra comune anima umana
e allora te la cavi sempre,
sempre col 6,
appena sufficiente,
sin dalla prima elementare sei stato sempre così,
e sempre te la cavi,
con il tuo sorriso, il tuo buonumore,
il tuo pelo di gattone ribelle.
Perché primeggiare?
Nella tua corsa per la città di ragazzo felice
che senso mai può avere essere primi?
Anche il gatto se ne va nella notte tranquillo e soddisfatto,
e manco si fa vedere da nessuno.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

domenica 25 giugno 2017

IL BENE CHE CI FA SEMPRE ALZARE


IL BENE CHE CI FA SEMPRE ALZARE

io vivo accanto a una innocenza
che mi sorprende sempre,
una specie di pittura
dove sempre vado a sedermi su una sedia
per farmi prendere per pazzo,
e vado a pensare che il divino e l'umano
condividono lo stesso bivacco della natura
e del mondo,
quando si fiorisce per una strana forza
che scorre nella stessa miccia,
nella stessa magia che fa muovere tutte le cose,
gli uomini,
i mondo,
le stelle,
le costellazioni,
le intere galassie.
questa terra di pianura che fugge sotto il mare,
si alza fino alla montagna più alta.
una benedetta primavera
accarezzata dai venti di tutti i nostri volti.
poesie chiacchierone che tutti noi ignoriamo,
per puntare inevitabilmente
al solo amore che ci fa vivere meglio.
il bene che ci fa alzare sempre
per servire i nostri arcangeli
che siedono alla nostra stessa tavola.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO 

UN PESCE IN CIELO


UN PESCE IN CIELO

io traduco in utopia
quel che gli uomini chiamano disperazione,
"ma come?, dico io,  avete pace,
e per il pianto di un giorno
mandate a carta macero la meraviglia del mondo?
l'amore, la vita, il fiore che voi stessi siete?"
ma poi il dannato per loro divento io,
come mi permetto con la mia maledetta speranza
di mettere in dubbio il dolore loro?
ma non si tratta di questo.
si tratta di vedere tutto,
non solo l'odio,
non solo la vendetta,
non solo il nulla,
ma anche se è possibile
pure il perdono,
la saggezza,
la vita.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO 

"ANGELILLO - La lieta vertigine dell'Utopia". film di Ricky Farina, filmmaker de "Il Fatto Quotidiano"

SUONANO LE CAMPANE DI SANTA MARIA DELLE GRAZIE SUL NAVIGLIO


SUONANO LE CAMPANE
DI SANTA MARIA DELLE GRAZIE SUL NAVIGLIO

suonano le campane 
di Santa Maria delle Grazie sul Naviglio,
rintocchi di vita
nella giornata di pioggia d'estate
ariosa e maleducata come un sospiro,
intrigante come un violino,
come una risata nel silenzio di un fiume meditabondo,
che è lento e chiama l'incantesimo,
solitario, padre severo di figli in fuga.
o nuvole veloci di strepitose fantasie,
che arrivate fin qui
per svegliarci e non ci riuscite,
stiamo ancora facendo l'amore 
con una fata bellissima,
lei, il nostro amore,
tira avanti una famiglia numerosa
con 4 bucce e 10 lire,
è una ragazza che viene dalla neve,
eppure non si trova male
in questo caldo che sa deserto,
ma io le do un'arancia di Puglia
e lei accende un piccolo lume infinito
sul soffitto della nostra piccola casa,
qui, sul confine col cielo estivo di Milano.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

O POETA BISLACCO


O POETA BISLACCO

o poeta bislacco,
che nasci come un angelo allegro
per festeggiare questo mondo
così pazzo e incredibile,
giovane per sempre
e sognatore inguaribile,
ridendo
servi sempre il piatto di fagioli quotidiano,
con un limone magico
plachi la sete d'infinito di tutti noi,
poi te ne vai per strada
e fai germogliare il fiore di cipolla
che sfama tutti noi poveri, 
di spirito e di saccoccia.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO