lunedì 28 luglio 2014
UNO SGUARDO SUL PORTO
uno sguardo sul porto.
piove
il citofono cade
"chi è?"
la porta si apre.
se hai sete
apri la bocca e guarda il cielo
berrai l'acqua degli angeli,
ti sazierai di sogni
a questo cinema,
una finestra sul porto
ti fa sempre i vestiti bagnati.
"chi sta dietro la porta?"
prova a sorridere
corri, banca, corri.
so tutto di te.
cerchiamo di sopravvivere.
non siamo nella nostra forma migliore.
cerchiamo di essere allegri,
abbiamo già sconfitto una volta
una porta senza nessuno dietro
che magari sono io.
uno sguardo sul porto
ti salva sempre,
in biblioteca ce ne sono a bizzeffe.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
CIPOLLE
"Vuoi spararla grossa?"
"Si capisce".
Datemi il vostro profilo, la vostra identità,
il vostro facebook
e vedrete che la passerò liscia
come se la passano liscia i cani
quando cagano per strada.
Se la prendono con il padrone mai con il cane,
ma in effetti la merda è sempre del cane,
il padrone è una persona molto pulita.
Fischiate e lanciatevi verso il successo
vedrete che qualcuno vi ascolterà.
O pinco o panca è la solita solfa,
son sempre gli stessi opportunisti: noi stessi.
Ha fegato il paese
a correre ancora in bicicletta.
In Francia è meglio,
ci son più castelli
e vacche libere nella brughiera,
in mezzo a mille campi di girasoli tristi.
"Volete compagnia?"
"Si capisce".
"Potresti prendere fino a 10 anni di galera".
"No, l'amore è clemente,
ti lascia andare
se offri alla persona giusta la birra giusta".
"E il coltello del pagliaccio?"
"Non mi piacciono le cipolle,
fanno piangere troppo".
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
on www.books.google.com
PARLA PER TE, INGLESE
"Ci siamo allenati parecchio con i sogni".
"Tentiamoci ancora.
Mi sembra che sia mille volte meglio
che mettersi ad ammazzare la gente".
Il dialogo era fatto da voci composite,
tranquille, affatto nervose.
Con una sottile venatura d'umorismo.
Dal cesso veniva un forte odore di merda.
I bambini giocavano. La televisione cantava.
Il portinaio teneva in ordine il cortile.
I ladri comunque aumentavano,
l'ipocrisia faceva comizi pure in cattedrale.
Il sole era pesante e c'era un'afa insopportabile,
all'orizzonte nubi di temporali a 100 bombe d'acqua.
Non si capisce più niente, e al limite molto poco.
Tu vuoi fare l'offeso con tutti
intanto gli altri se hanno da umiliarti
ti umiliano alla grande lo stesso. Vero, Inglese?
Tanti cari saluti da Milano,
comunque sempre fuori dalla Cerchia dei Navigli.
L'orgoglio,
ci tieni tanto vero?
E allora mangiati quello,
e fatti buttare pure dalla tromba delle scale.
Paura e Speranza,
e la folla degli omicidi dietro la porta.
Dopotutto tutti campano di chiacchiere
e pochi, pochissimi passano davvero ai fatti.
E così siamo a posto. Tutta fortuna.
"Hai fatto bene".
"Cosa?"
"A non alzare un dito".
Fiducia al ladro
fiducia al lupo
fiducia all'uomo.
"La verità è una bella cosa".
"Ma che capisce l'uomo della verità?
Se è con l'inganno che campa?
Di' il vero e ti massacreranno,
tanto poi non sanno manco cos'è la verità.
Tanto mentono sempre".
"La bellezza".
"Lascia perdere.
E' buona solo per farsi un buon sonno,
non altro".
"Ma che meraviglia quel sonno!"
"Di notte preferibilmente.
Di giorno chi vuoi che s'accontenti?
Siamo tutti una massa di balordi, dopotutto".
"Parla per te, Inglese".
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
on www.books.google.com
domenica 27 luglio 2014
CI SALVA IL MARE (E LA BELLEZZA DI UNA VITA)
CI SALVA IL MARE
se il mare fa da teatro
la commedia barcolla di sicuro,
perchè tutto fluttua come il destino
con l'amore sempre a fare da clandestino.
e la bufera ci segue,
pochi secondi dopo
che abbiamo scoperto la bellezza,
e così che ci facciamo romanzo,
libro,
poesia sbattuta da ogni vento,
e le pagine raccolgono fiori,
risate,
lacrime,
copie di bambini che ci portiamo sempre nel cuore.
azzurro il cielo
azzurro il colore del nostro pensiero.
l'uomo non va pregato,
è crudele di sua natura,
cartoni di parole matte,
veniamo dai pesci,
in riva al mare manco ce lo ricordiamo,
ci mangiamo l'un l'altro,
i profeti parlano nel ventre di una balena,
siamo crudi di questo mondo,
ci salva il mare
che ci accarezza tutti.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
LA TRISTEZZA DI UNA VITA
LA TRISTEZZA DI UNA VITA
la tristezza di una vita
una lettera la recupera,
c'è sempre un'utopia nascosta
nella parte più remota di noi stessi,
e da lì trova forza la nostra stessa tristezza,
la risata liberatoria è invece parte
della nostra tensione all'arte,
che sempre ci salva
e ci riproietta all'inverosimile
all'avanti.
non date retta ai corvi alle cornacchie
e nemmeno ai merli:
date retta sempre all'artista dentro voi stessi,
è lui il vostro salvatore
in tutte le occasioni della vita,
nessun'altro,
nemmeno il papa che vi benedice
dall'alto del suo scranno da Roma,
il Dio ha per te la sua più bella cattedrale
dentro il tuo cuore.
da nessun'altra parte nel mondo.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
DUE PENSIERI DI FEDERICO FELLINI
DUE PENSIERI DI FEDERICO FELLINI
"Un linguaggio diverso
è una diversa visione della vita".
"L'unico vero realista
è il visionario".
FEDERICO FELLINI
"FELLINI", Acquaviva 2014
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