regala Libri Acquaviva

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venerdì 17 luglio 2015

Giuseppe D'Ambrosio Angelillo con la sua bancarella di Libri Acquaviva a Piazza Diaz, Milano, 2015

UN GATTO POETA L'AVETE MAI VISTO?

ti attraverso il passo
con il mio semplice sguardo di folle,
perché davvero rovente fu il mio abbandono.
e questo strano piacere delle lettere
che spedisco chissà dove
proprio a tutti.
sarà la nudità della mia anima
o questo sincero ravanio nei segreti vigliacchi,
ma davvero da bambino sognavo
di fare il poeta.
e a cominciare dai 17 anni l'ho fatto.
e come vedi ancora lo faccio
e allora cortesemente mi permetto
di attraversarti la via
con il mio semplice sguardo di gatto matto.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

LIBERTA' D'AMORE

pelle a pelle
io ti combatterò
con l'oscura presenza di questa vita
che vuole fare la stupita.
io ti farò uguale alla carne della natura
che se ne diventa divinità
per uno strano sbatter di ali.
di spiriti frenetici non ne vedo molti
ma con le parole le urla le bestemmie
 si può far molto
per uno spettacolo alquanto decente d'amore.
i capelli colorati d'oro come il grano,
la felicità fatta fresca come un oscuro limone
l'apertura calda come il miele
e le mani,
consultando i miei sogni
mi viene in mente Ulisse
quando si fa marinaio
e per incanto alza l'angelica vela 
dell'azzurrissima
libertà!
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

IL CAVALLO SUDATO DEL MONDO

cavalca il cavallo sudato
sulle false carte
che ormai non hanno più niente a cui pregare.
questi signori cupi
che decidono le forcine da mettere nei capelli.
questi bastonatori forti
che vendemmiano per tutto l'universo ormai
come per un'oscura magia.
questi proclamatori di guerre
che hanno sempre come assurdi fondali
la sconfitta di tutte le illusioni.
chi bestemmia e chi insulta.
la miseria il mondo non la vede,
e così freddo all'alba,
e nel giorno s'arroventa per così poco.
gli assassini sornioni scappano sempre
in mezzo a tutta quanta questa spenta confusione.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

SOLARIUM

il mattino
che ti porta l'annunzio della folla,
il tuo corpo dalla doppia vita,
la tua anima che recita a memoria il mantra confuso
dell'amore,
il fruscio dei sospiri che si immergono come palombari
nelle feconde profondità dei sogni.
la polvere della città che avvampa di calore.
fammi sapere più tardi
cosa t'è sfuggito dalle mani,
come mai per il diluvio di povertà
hai passato anni
a chiedere perdono di una colpa
di cui non ho mai saputo nulla.
dimmi almeno da dove devo cominciare.
l'angelo stamattina è venuto
con il suo solito coraggio
a portarmi il bene del giorno,
la colazione del destino
che invece sempre si scorda di me,
o si ricorda non so,
e mi salta sulla schiena come un pagliaccio
per farsi alla grande quattro risate
sul solito uomo così ridicolo,
così idiota.
giuseppe d'ambrosio angelillo

giuseppe d'ambrosio angelillo


LA FATICA DELL'ESSERE CHE VA AMATA

la fatica dell'essere che va amato
per pensarlo come l'anima reclama,
qualcosa che zappa sulle nuvole,
a distanza colossale,
come la poesia che ramazza il vento
e vede cosa può mai rimanerne
per dare voce decente ai nostri ricordi.
ma l'essere è strano
fà sempre quello che gli piace a lui,
quello che gli fa più comodo
nell'alto della sua rocca così piena di sogni,
così piena di passi senza senso.
l'amore a volte non ama,
e allora ecco che la fatica ottunde l'anima,
fa uscire fuori strada il suo cammino,
mentre l'operaio festeggia
il gesto latitante del suo brindisi.
l'uomo non sa dividere la pagnotta
che sempre questo vasto mondo ci regala
a prezzo del nostro sudore
ma sempre con amore.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO