regala Libri Acquaviva

regala Libri Acquaviva
CHARLES BUKOWSKI, Tubinga, MARC CHAGALL, Milano, ALDA MERINI, Grecia, Utopia, ROMANZI, Acquaviva delle Fonti, RACCONTI CONTADINI, America, POESIE, ERNST BLOCH, Sogni, Gatti Pazzi, Spinoza, FEDOR DOSTOEVSKIJ, ITALIA, New York, FEDERICO FELLINI, Poesie di Natale

domenica 4 ottobre 2015


LA VITA

vorrei smettere di scrivere
ma come si fa?
la bellezza è sempre di questo mondo,
non passa mai
è davvero una dea eterna.
la vita non la smetterà mai.
il grande romanzo di Dio bolle sempre
nella pentola infinita del cosmo intero.
GDA

ARINGA DOMENICALE

ARINGA DOMENICALE
                                                        a Frank

SI MANGIA, SI RIDE, SI PASSA IL TEMPO.
solite canzoni di zucchero e caramella alla radio,
ingiustizie, menzogne, ipocrisie, false felicità,
così stupide
"amami ancora sono sempre lo stesso".
settimana sbattuta via,
il problema è il nostro nulla
che s'è incrostato come ferro
sulla nostra vita.
ho 22 anni da 37 anni ormai.
sono contento in fin dei conti.
mi son mangiato un piatto di orecchiette
con pomodori freschi peperoncino aglio capperi e olio
una ricetta anomala che ho inventato io stesso.
un mezzo bicchieruccio di vino nero del mio paese,
un pezzo di carne a braciola che mi ha conservato
la mia bella.
sono contento in fondo.
vivo
e non è facile.
sono un uomo in bicicletta che va veloce
sulla ripa dei versi.
ho mangiato anche un culo di salsiccia piccante
avanzata a mio figlio.
il sole alla finestra
e la città zitta.
quasi un miracolo.
dovrei scrivere un nuovo romanzo
ma non mi guarda ancora in faccia.
dovrei vendere quello che ho appena scritto.
ma non è facile
in questo mondo di pervertiti
che va per la maggiore.
vivo, non mi lamento proprio.
si prendano pure le copertine della "repubblica"
tutti i grandi fantasmi che vogliono.
io non sono uno di quelli del coro,
e non canto neanche meglio.
solo rido un po' più di loro, 
non è facile.
non mi lamento,
ho per cena un'aringa,
non è certo male.
dovrei cominciare a scrivere il nuovo romanzo
ma non mi guarda ancora in faccia.
non è facile.
neanche di domenica.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

IN PIEDI DAVANTI ALL'ALBA


IN PIEDI DAVANTI ALL'ALBA

le idee originali che buttano pietre
sul sonno,
in piedi davanti all'alba
e le mani ferite dai misteri.
il cuore vuoto è un poliziotto
che vuole arrestare la follia,
ma i pazzi dirigono l'umanità
e il sogno anela al sole conoscente,
mentre la bicicletta va a tutta velocità
sulla ripa del paese,
e tu stenti a credere che sei il primo
sui venti solitari del canto,
mentre la ladra confessa
che ti ha rubato 120.000 osterie da un soldo l'una
e si meraviglia che tu sei ancora vivo.
e Dio guarda i pazzi criminali
che dirigono il mondo
e rimane indifferente nel suo oscuro volere.
GDA 

AUTORECENSIONE A CASINO PER "MILAN BLUS BANN" romanzone di 1000 pagine.

AUTORECENSIONE A CASINO
PER "MILAN BLUS BANN" romanzone di 1000 pagine

   COmparI   CAmpari   CuMpà   LeTTofilI   LETTori
AmIS   TRadiTori   SCOnosciuTi   ODiatOri   SNOBBAtori   QUI  è "MILAN Blus BANN"    STorie a gratiCola   DAtemi addOSSo    se volete o non voletE    Tant'E' l'istess.
   DOpo di questO verrà "SPAGHETTI SCOTTI"   Un altrO romanzone da 4 soldi    Che ci vOletE fare?   Sono uN logorroicO    uno sparaStoriE   un affabuLatore.
   Ne ho pUre AltrI,   non Dico i TitoLi per scaraManzia e anche PerChè qualCHE buonTemponE tra di Voi non me lo copi   TuttA brava gente tra di voi, ma Qualcuno rubA,   noN so CHI,   non son CoMMIssaRio di pOliZIA,   ma riCOnosco chE ce ne son peGGio in Giro.
   TUttI RoMAnzi da 1000 PAginE,   VogliO far concoRRenzA a DICKENS Mica a Voi,   QUIndi staTEveNe Calmi.
   "Ma chi è sto minchione? Ma chi lo paga? Nessuno? Ma come fa? Dategli una botta in testa, che non rompa i coglioni a tutti quanti! Neh? Che libro a sciarraballa! Una pappardella unica! Una pasta scotta alla puttanesca! Balordo! Barbaro! Comunardo scaduto e ebreo! Anarchista fuori rango e negro imbiancato a calce di cattiva qualità!"
   Chi sono tutti questi goodfellas che mi danno addosso?
   E chi cazzo li conosce?
   MI snoBBaNo. 
   Ignoro il motivo, forse perchè son povero, e libero forse.
    IO mi facciO i cazzi miei intanto.
   Non SI sa mai.
  Nessuno mi passa un millino, nè un centino.
   Solo qualcuno un decino ogni tanto.
   I ladroni intanto mi rubano di Tutto.
    Ma io non li odio. Son seguace di Spinoza e di qualche altro mio vecchio amico ebreo che mai vi dirò chi è. Anche se qualche volta aprite molto distrattamente i suoi libri, o meglio i libri che hanno scritto su di lui. BON!
   Io per conto mio vado d'accordo anche con gli indiani, i giapponesi, e i brasiliani.
   Mi faccio i fatti miei e vado avanti.
   "Oh! Sta testa di cazzo insiste! Ma chi gliel'ha data la licenza elementare? Il lasciapassare di poeta? Si fa i libri da solo pure! E' proprio una vergogna! Non sa di grammatica né di sintassi e manco di analisi logica! Laureato pure? Sì, di pezze di cessi! Ah! No! Ma perché non si toglie dalle balle finalmente!?
Osa persino andarsene in piazza Duomo con le sue carabattole! Sto stronzo!"
   Per ora, poi si vedrà.
   Anche i direttori di librerie colossali mi snobbano, faccio loro concorrenza con le mie idee che poi i loro superiori mi rubano.
     E quell'altro mio amico, un autentico fetente, ragazzi fidatevi, che minchia di storie!
    "Eh! Ma che cazzo fai? Mi fai proprio schifo! Che superbia che sfoggi! Ma chi credi di essere? Sei un pezzente! Un fallito! Un perdente! Chiudi la bottega e vattene a fanculo!"
       Oh, cazzo, gli porterò "La Commedia Umana" un giorno di questi. Breton l'ho perso da anni ormai. O forse me l'hanno rubato anche quello, non so.
       Ma che fanno nella vita questi?
   Non ho proprio voglia di indagare. Né di litigare.
        Ma d'altronde ognuno se ne frega. Ognuno fa quello che vuole, soprattutto senza se stesso. Che gli frega di sé a tutti questi? Si fan comandare tutti e poi come scusa dicono che hanno perso se stessi. Andando a buttare la spazzatura. 
         Si accontentano di fare i delfini ammaestrati nella affollatissima piscina del padrone. Il mare mi sa che non l'hanno manco visto in cartolina.
                        RAGAZZI! Alla prossima!
                     Quale? Questa è MILAN BLUS BANN.
      POi viene SPAGHETTI SCOTTI!   POI,
cazzo no, lo dirò a suo tempo. Me li fottono pure i titoli! Cazzo ora che ci penso pure dopo che li ho stampati!
                        Non voglio proprio dirlo! Ma è così:
                    non c'è salvezza!
           AH! AH! AH! Cazzo, ma perché mi viene sempre da ridere? Non so, forse sono proprio io stesso che mi faccio ridere così tanto!
    Son forse proprio io l'idiota?
                 Non so.
                                    Alè!  Son lì, ragazzi!
                            Ci conto...

Giuseppe D'Ambrosio Angelillo

MILAN BLUS BANN
romanzo
ACQUAVIVA, 2015
1382 pagine
di puro sganasciamento
(decidete pure voi di cosa)

on Google Books:
https://books.google.it/books?id=TSyLCgAAQBAJ&dq=milan+blus+bann&hl=it&source=gbs_navlinks_s

on Amazon Libri:
http://www.amazon.ca/MILAN-BLUS-BANN-unico-romanzo-ebook/dp/B015D4NCGQ

mercoledì 30 settembre 2015

BLUES DEL RAGAZZO SEDUTO CON LA CHITARRA IN MANO


BLUES DEL RAGAZZO SEDUTO 
CON LA CHITARRA IN MANO

Se ne vanno gli amici
a uno a uno dietro lenti profane,
se ne vanno gli amici
ma non i ricordi e le memorie.
Milano, la campagna,
le vie degli artisti e della rivoluzione.
La fatica, i sacrifici, la fortuna
degli androni colmi d'amore.
Dove noi un giorno splendavamo tutti insieme
pieni di vita e di poesia.
Ma ce le abbiamo ancora strette tra le mani
le nostre giovani età,
le strampalate felicità,
i dolci romanzi,
così io sorrido ai ricordi,
qualcuno mi spinge piano sempre a ridere
per tutte quelle oscure passioni di bene santo
che non si perderanno mai.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

LA PRINCIPESSA


LA PRINCIPESSA

Ho visto una principessa
che splendeva come una figura di paradiso,
come un raccontino di fuoco
da incastrare in una stradina di periferia.
Una furia semplice e complicatissima
da appendere a una finestra di soffitta dell'ultimo piano.
Dove in una maniera abbastanza bizzarra
se ne sta un poeta molto strampalato
a riscattare quadri di antiche utopie d'amore.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

VENDEMMIA


VENDEMMIA

Occorre un grande vino
per sognare l'amore
e volare come un destino forse scritto in un romanzo,
a noi sconosciuto.
Occorre un orologio astruso
per salire nell'azzurro e mettersi a fare il cavallo pazzo.
Son grappoli stravaganti
che penzolano come galoppi d'oro
dalle nostre ali fatte solo di frasche verdi.
A sera quando la vendemmia è quasi fatta
ci viene in mente ancora il grande vino futuro
che ci inebria sempre di follia d'amore,
che solo con noi stessi sappiamo cosa significa
e solo con noi stessi sappiamo i segreti
su come è semplice e facile darlo agli altri.
Proprio come bersi un bicchiere di vino buono,
il più buono di tutti.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO