regala Libri Acquaviva

regala Libri Acquaviva
CHARLES BUKOWSKI, Tubinga, MARC CHAGALL, Milano, ALDA MERINI, Grecia, Utopia, ROMANZI, Acquaviva delle Fonti, RACCONTI CONTADINI, America, POESIE, ERNST BLOCH, Sogni, Gatti Pazzi, Spinoza, FEDOR DOSTOEVSKIJ, ITALIA, New York, FEDERICO FELLINI, Poesie di Natale

sabato 30 luglio 2016

LUCI NOTTURNE



LUCI NOTTURNE

la notte è fitta di luci,
le stelle, piccole e lontanissime,
i corpi degli amanti che si abbracciano,
le candele dei poeti che malinconici amano il mondo,
gli occhi invisibili della natura che ci perdona tutto,
e tu che parli e parli e parli
senza concludere mai niente.
circhi pieni di pagliacci, spettacoli ricolmi di misteri,
con tavole imbandite con nessuna acqua della vita,
con bandiere colorate di oscure paure,
e il cuore che va nella tenebra come la nave più grande,
come un'enigmatica mongolfiera nel cosmo più completo,
come un principe rampante coi suoi mille pensieri,
e le mandrie intere delle costellazioni
guidate da un giovane pastore,
un re sognatore
quando prende un bicchiere di vino
e lo offre al suo amore,
quando davvero l'onore di ognuno è al suo culmine,
quando finalmente anche Dio
fa capolino fra tutti noi,
accarezza la sua irreale magnifica creatura
e piano sorride.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

FAVOLA TRISTE DELL'ODIERNA FILOSOFIA

filosofia, a volte fai piangere
a volte fai luce.
filosofia, a volte fai ridere
a volte ci porti nelle tenebre.
le anime sono ormai pazze,
le città in un unico trambusto.
i coraggiosi vogano a braccia,
i voraci saettano su mezzi d'acciaio.
le lontananze rimangono lontane,
ogni parola di chiara sapienza 
si becca la sua precisa ritorsione,
il sognatore ha sprecato ormai tutti i suoi sogni,
nell'antro oscuro di ogni filosofia
vagano sconsolate solo ombre rassegnate.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

FAVOLA DEI TEMPI MODERNI

chiamati a bollire le nostre stesse pietre
per ricavarci balzane preghiere
seminiamo altrui misteri,
scrivendo di spaghetti scotti
in cucine del tutto vuote,
accerchiati da folli capi col parrucchino colorato,
da agenti segreti ormai in pensione,
da pazzi idioti come noi stessi,
facciamo comizi all'umanità,
così satura di riscosse arenate,
di muri biblici, 
di cugini di terzo grado di profeti minori.
GDA

GESTI D'AMORE poesia di Giuseppe D'Ambrosio Angelillo

GESTI D'AMORE

son gesti che non costa per nulla fare,
una carezza,
un bacio sui capelli,
cercare la mano per stringerla piano camminando,
anche il cuore ha sempre fame,
ma chissà perché si pensa che sia sempre sazio,
che non ce ne sia bisogno, ormai si sa già tutto,
e invece è così bisognoso il sentimento
di queste piccole briciole,da niente,
che ci fanno bene a noi e ai nostri cari
quando si compiono,
gesti così leggeri, così naturali,
l'amore non è una parola,
è un fatto concreto che è il vero bene davvero reale,
così generoso, così spensierato, così semplice.
tenerezze che ci fanno sfiorare l'infinito
che tutti noi oscuramente siamo
o possiamo essere.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO



poesie di GDA
su Google Books:
https://play.google.com/store/search?q=g.%20d%27ambrosio%20angelillo



venerdì 29 luglio 2016


FAVOLA DEL TEMPO PRESENTE

spesso mi vado raccontando a me stesso
che il tempo è un globo,
una specie di pianeta immaginario che ci contiene,
navighiamo fluttuando tra vecchi ricordi,
tra gioventù remote
che forse abbiamo congetturato soltanto,
ma la vita è soprattutto fantasia
che ci scaglia nel cielo della mente,
e che di botto a volte ci fa precipitare nella minuscola ora
che adesso è qui attorno a noi,
questo attimo presente oscuro
che solo un faro lontano futuro riesce a illuminare d'incanto,
siam fatti di un niente e di un tutto
che si mescolano magicamente
in questa effimera realtà che ci circonda proprio qui e ora,
e che sempre riesce a confonderci.
ma anche l'illusione ha il concreto fondamento
che siamo noi stessi.
è sempre e comunque l'attimo presente
la nostra porta di entrata a questo mondo,
la nostra meraviglia irrinunciabile,
il nostro tesoro più prezioso.
il nostro infinito globo di tempo
che ci portiamo addosso come la nostra casa più bella,
dove contemporaneamente sono il nostro indefinito passato,
il nostro sognante futuro delle nostre più profonde speranze.
siamo così ricchi
che non osiamo manco pensarlo.
qui e ora,
sempre.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

SOGNO

ne ha di fiori il destino,
di colori,
in piccole stazioni fuori porta
abbiamo adagiato il nostro misero bagaglio,
tra i mille treni neri della notte
abbiamo perso i nostri amici,
trovati per ventura tra le porte girevoli dei giorni,
scorrendo veloci tra le nostre miserie,
le nostre cioccolate da due soldi,
caricando nelle bisacce dei ricordi
occhi blu più grandi del mare,
rivolte oscure,
visioni di navi luminose come città vagabonde.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

giovedì 28 luglio 2016


PESCI FLACCIDI 
E UCCELLACCI DEL MALAUGURIO

offendere i più è un brutto vizio,
piacere solo a due poche parole
è invece una grande vocazione,
correre dietro come un piacevole servo
alla massa della turba al completo
forse ti può fare pure primo della nazione,
ma con i pari non reggi
crolli a terra come un flaccido pesce qualsiasi,
così non ti rimane 
che farti vedere a tarda notte
come una stella fioca e ritardataria 
confusa
persa tra mille altre, 
primo la luce non è acqua
secondo te ne stai pur sempre lassù
a una bella altezza alquanto invidiabile.
in fondo piacere a tutti proprio non si può,
se caso mai qualcuno ti prenderà per pazzo
ti potrai sempre scusare del tuo manicomio
così scadente e poco frequentato,
e poi anche come stella parecchio ritardataria
da lassù, pur sempre così in alto,
potrai pure far loro una pernacchia
e dire che ti sei sbagliato,
così flaccidi e supercontenti tra di loro
e in famiglia,
è facilissimo confonderli
con tutto il resto 
degli uccellacci del malaugurio 
tristemente appiedati.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO