regala Libri Acquaviva

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martedì 27 dicembre 2016


LA BENEDIZIONE DEL PANE E DEL VINO

anch'io certe volte mi arrabbio per niente
quando penso che ognuno di noi è diverso,
siamo tutti come sbuffi di fumo
che vengono fuori da un legno speciale che brucia
sotto i nostri piedi,
legna di bosco che se ne sta sempre lì nella notte
ad ascoltare la musica speciale delle stelle
nella notte nera,
che ognuno trasforma a modo suo
sotto la sua pelle,
dentro il suo stesso cuore
che ora dice una cosa
e dopo ne pensa un'altra.
siamo tutti monaci increduli
che sorridono alla luna,
mangiano un dolcetto
e sono stupidi come tutti i maldestri innamorati.
ubriachi di pregiudizi prendiamo in giro
altri ubriachi di etichette malmesse,
ci duole in un occhio una colomba
nell'altro sbatte le ali superbo lo sparviero,
ci rincorriamo tutti come gatti arrabbiati
e tutto quello che cerchiamo è un grazie recitato alla vita,
non siam capaci di nulla,
ci vergogniamo di dir una preghiera alla nostra povertà
e benedirci da soli
con il poco sale della nostra santa tavola.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

come facevo a non diventar poeta
dopo essere stato 18 anni
amico di Alda Merini?
come facevo a non accendermi di poesia
dopo che Alda mi ha accarezzato 10.000 volte
con i suoi occhi dolci,
con le sue mani
che avevano toccato
l'inferno e il paradiso
anno dopo anno?
ora son qui con te, Milano mia,
che guardo la Madonnina
con gli occhi umidi
di un intimo amico dell'antico Orfeo,
con l'anima pazza dell'antica Alda...
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

(foto di Giuliano Grittini)


a ogni sole che spunta
fioriscono poeti,
che prendono radici in città
e chiamano e richiamano le muse
a cantare la vita,
la triste vita dei poeti
che vivono di nulla
e pur sorridono a ogni giorno che arriva.
a ogni giorno che passa,
 e montano su anche di sera
il loro teatro universale
di bislacca allegria,
e gli anni della vita volano
ma ogni giorno è un universo compiuto,
una città piena d'amore
che s'invola dove capita,
ma s'invola sempre innamorata.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

Giuseppe con la sua bancarella di libri Acquaviva
in via Dante, Natale 2016
(foto di                )

il cammino certo dei giorni
che molti considerano breve,
ma forse son troppo basse le nostre verande,
dal respiro forte delle stelle forse vien fuori un altro responso,
forse quel nostro nome lungo quasi un anno,
quei nostri fiori che regaliamo a tutti
come misteri con i quali proprio non sappiamo come regolarci,
diamo quel che abbiamo
e in effetti alla fine solo quello possediamo,
quel che abbiamo amato, quel che abbiamo accarezzato,
il nostro inverosimile cammino
dove sempre ci battiamo come leoni,
non per vincere,
ma per continuare a voler bene...
io non mi vergogno dei miei sentimenti,
perché i sentimenti sono la parte migliore di me,
le emozioni che fanno lunghissimo ogni attimo,
ogni giorno, ogni anno,
e molto più alta la mia stramba finestra sulla via.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

lunedì 19 dicembre 2016



CORO DI BAMBINI

e va bene, avete ragione tutti quanti voi,
e così sia!
ma chi riempie di stampe di futuro
tutto quanto il cielo?
chi offre ritratti da colorare
a tutte le ombre del firmamento?
sul palco c'è un coro di bambini di quarta e di terza,
cantano in francese, in italiano e in latino maccheronico,
mia figlia è pure là in mezzo, la più alta di tutte
che mi chiede a gesti: "e mamma dov'è?"
"ora viene. ora viene", le dico a gesti pure io.
e così si rasserena nel porticato del teatro di periferia.
io vorrei proprio che il pozzo della pazienza
di tutti gli uomini non avesse mai fondo,
e che per tutti ci fossero gnocchi, pane e armonie infinite,
che tutti si benedissero in nome di tutti questi santi bambini,
che cantano al cielo che l'amore e l'amicizia
sono le cose più grandi di questo mondo,
nel coro ci sono bambini di quasi tutti i popoli della terra
e tutti cantano in francese, in italiano e latino maccheronico,
e si meravigliano loro stessi di saper cantare così bene,
di essere capaci e così bravi di benedire loro il mondo
con la loro canzone di pace
e di augurio di buona fortuna
nel nome di un Buon Natale
che non significhi altro che: vita, vita, vita...
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

domenica 18 dicembre 2016

LA VITA poesia di Giuseppe D'Ambrosio Angelillo



LA VITA
E' un Natale triste quest'anno,
il motivo lo sappiamo tutti
e non ce lo diciamo,
anche se ognuno di noi ci ha il suo.
vola su di noi un uccello strano
che ci fa sempre insicuri,
non si capisce per chi ci prende,
è come una cometa buia
che non si sa se ci porta dei doni
o un niente
da far stare quieto.
ma io vi posso dire
che se la chimera è oscura
noi vivi risplendiamo.
siamo fatti di amore,
di pietra,
di nulla,
di cuore.
siamo ancora un nome che ci regge,
un sorriso che ci porta.
Non è un Natale triste quest'anno,
è come sempre un Natale di festa,
checché ne possiamo mai dire.
il motivo lo sappiamo tutti,
anche se non ce lo diciamo,
anche se ognuno ci ha il suo.
un Angelo si farà vedere
come al solito alla mezzanotte,
e l'uccello strano sparirà
e quella cometa buia si illuminerà.
verrà un Angelo a dirci qualcosa,
a farci vedere ancora una volta a sorpresa
un Bambino Santo che ci sorriderà,
ma così vicino a noi
che non potremo proprio fare a meno
di accarezzarlo e di baciarlo
con tutto il bene della nostra anima...
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

giovedì 15 dicembre 2016



uomo che ami 
e ti sembra la vocazione di una vita.
che cerchi la carta
per colorare l'azzurro del cielo,
il fiore della terra,
il frutto del mare,
canta la donna che è la spiga di grano
della tua anima,
offri il tuo pane dorato
al puro motivo del mondo.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO