Andavo per la strada
per recarmi a una bottega
e comprarmi un pacco di latte
quando una donna si è avvicinata
e mi ha detto:
"Signore, perchè vivere?"
Io ho sorriso,
sembrava sapesse
che io sono in commercio quotidiano
con le faccende della filosofia
o forse si vede dalla mia faccia
e dal mio sguardo fin troppo bene,
e le ho risposto:
"Signora,
ma da quanto non si innamora?"
Lei è scoppiata a ridere
e ha esclamato:
"MISERICORDIA!
NON MI RICORDO NEMMENO PIU'!"
"Ecco, ho pensato allora io,
la grande ignoranza degli uomini
in fatto di vita
di sogni
di essere".
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
da "L'ARTE DI AMARE LA VITA" poesie di saggezza comune, Acquaviva, 2004
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venerdì 13 dicembre 2013
giovedì 12 dicembre 2013
NATALE A MILAN
nacque povero e freddo
per il nostro bene
chissà perchè,
così gli piacque
chissà perchè.
il Bimbo Santo
anche per noialtri a Milan
se ne venne
e più non se ne andò.
chissà dov'è ora,
dove per non disturbare
se n'è mai andato,
è qui con noi, questo è certo,
e nessuno sa dove mai
se ne sta,
ma nessuno si cura di cercarlo,
è certo anche questo,
nessuno si cura di trovarlo,
chissà perchè,
in quella rustica grotta
povero e freddo sempre,
al forte calore però dei suoi
dell'asino e del bove,
e di quei quattro pastori
raminghi e matti,
questo è pure certo,
ma felici e sempre sorridenti
perchè sempre sanno dov'è,
e non se lo scordano.
e a Natale ancora gli portano attorno
gli agnellini a belare.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
per il nostro bene
chissà perchè,
così gli piacque
chissà perchè.
il Bimbo Santo
anche per noialtri a Milan
se ne venne
e più non se ne andò.
chissà dov'è ora,
dove per non disturbare
se n'è mai andato,
è qui con noi, questo è certo,
e nessuno sa dove mai
se ne sta,
ma nessuno si cura di cercarlo,
è certo anche questo,
nessuno si cura di trovarlo,
chissà perchè,
in quella rustica grotta
povero e freddo sempre,
al forte calore però dei suoi
dell'asino e del bove,
e di quei quattro pastori
raminghi e matti,
questo è pure certo,
ma felici e sempre sorridenti
perchè sempre sanno dov'è,
e non se lo scordano.
e a Natale ancora gli portano attorno
gli agnellini a belare.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
ALDA MERINI Rose volanti poesie e racconti ACQUAVIVA
"La natura del volto del Poeta
non ha radici.
Adagio cigola la sua porta
al nuovo amico.
E non si sa chi sia".
ALDA MERINI
non ha radici.
Adagio cigola la sua porta
al nuovo amico.
E non si sa chi sia".
ALDA MERINI
martedì 10 dicembre 2013
domenica 23 settembre 2012
Giuseppe D'Ambrosio Angelillo NEVE DI NATALE poesie ACQUAVIVA
"Il paese ha 4 luci per speranze
ma a Natale si sveglia
anche il lume degli ultimi.
Anche l'asino anela alla sua stalla,
dove col Bambino
anche lui diventerà il centro del mondo.
Il castello è anche lui nel presepe
le pecore belano accanto al fiato di Maria,
il pastore è Giuseppe
che porta il pane
anche al cane.
G. D'AMBROSIO ANGELILLO
POESIE DI NATALE
a www.books.google.com
www.libriacquaviva.org
ma a Natale si sveglia
anche il lume degli ultimi.
Anche l'asino anela alla sua stalla,
dove col Bambino
anche lui diventerà il centro del mondo.
Il castello è anche lui nel presepe
le pecore belano accanto al fiato di Maria,
il pastore è Giuseppe
che porta il pane
anche al cane.
G. D'AMBROSIO ANGELILLO
POESIE DI NATALE
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domenica 22 aprile 2012
NEVE DI NATALE poesia di gd angelillo
Natale era pieno di sacerdoti
che andavano in cattedrale,
a costruire una stalla
come quelle delle nostre case,
e poi se ne andavano in giro a benedire
ogni cosa che si muovesse o dondolasse.
In casa si bollivano le galline vecchie
e si aspettava la neve
che avrebbe portato una nuova nascita,
santa come tutte le luci nel buio.
Noi si andava per la campagna ancora
prima di sera,
per raccogliere qualche altro sacco di olive,
prima di correre a casa
e farci trovare pronti
per il piatto
e il segno della croce.
Che ci benedisse pure a noi
la candida neve
che finalmente veniva giù
da quel cielo così oscuro.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
Poesie di Natale
http://www.libriacquaviva.org/
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che andavano in cattedrale,
a costruire una stalla
come quelle delle nostre case,
e poi se ne andavano in giro a benedire
ogni cosa che si muovesse o dondolasse.
In casa si bollivano le galline vecchie
e si aspettava la neve
che avrebbe portato una nuova nascita,
santa come tutte le luci nel buio.
Noi si andava per la campagna ancora
prima di sera,
per raccogliere qualche altro sacco di olive,
prima di correre a casa
e farci trovare pronti
per il piatto
e il segno della croce.
Che ci benedisse pure a noi
la candida neve
che finalmente veniva giù
da quel cielo così oscuro.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
Poesie di Natale
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venerdì 23 dicembre 2011
UNA ROSA PAZZA di gd angelillo
Sotto il ponte del tuo parlare
si scatenò la tempesta di neve
del nostro amore,
tra gli assalti dei cristalli ghiacciati
dei miei baci
e la parlantina veloce della tua paura.
Mi credevi un brigante e lo ero,
e allora per convincerti ti dissi
che era di metallo rovente
anche il mio coltello.
Tu ti lasciasti andare
come una rosa pazza
per voler fiorire
tra tutta quella neve.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
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si scatenò la tempesta di neve
del nostro amore,
tra gli assalti dei cristalli ghiacciati
dei miei baci
e la parlantina veloce della tua paura.
Mi credevi un brigante e lo ero,
e allora per convincerti ti dissi
che era di metallo rovente
anche il mio coltello.
Tu ti lasciasti andare
come una rosa pazza
per voler fiorire
tra tutta quella neve.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
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LE PAROLE DELLA NEVE di gd angelillo
Era caduta fitta la neve
sul nostro amore
e sulle stelle accese
del nostro vicino addio.
Tu mi parlavi in un dialetto tedesco antico
io ti rispondevo
con la lingua del gattone vagabondo.
Tu mi dicevi:
"Che angelo strano si affaccia dai tuoi occhi".
Io ti rispondevo: "Domani partirà un treno
che io non prenderò".
Ci capivamo perchè le parole della neve
le conoscono tutti gli innamorati.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
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sul nostro amore
e sulle stelle accese
del nostro vicino addio.
Tu mi parlavi in un dialetto tedesco antico
io ti rispondevo
con la lingua del gattone vagabondo.
Tu mi dicevi:
"Che angelo strano si affaccia dai tuoi occhi".
Io ti rispondevo: "Domani partirà un treno
che io non prenderò".
Ci capivamo perchè le parole della neve
le conoscono tutti gli innamorati.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
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L'AMORE E' UN GALLO PAZZO di gd angelillo
All'amore piace andar per chiese di neve
a pregare
come un gallo pazzo
nello stagno dei suoi mattini,
perchè la bramosia cerca un volto sacro
che gli dia la certezza di una musica fedele.
Ma la follia è dentro un libro
che parla di vagabondaggi
e se ne infischia di qualsiasi destino.
Perchè l'amore è una distesa di neve
con al centro una folla
di innamorati lapidati
come peccatori immotivati.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
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a pregare
come un gallo pazzo
nello stagno dei suoi mattini,
perchè la bramosia cerca un volto sacro
che gli dia la certezza di una musica fedele.
Ma la follia è dentro un libro
che parla di vagabondaggi
e se ne infischia di qualsiasi destino.
Perchè l'amore è una distesa di neve
con al centro una folla
di innamorati lapidati
come peccatori immotivati.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
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AMORE SOTTO LA NEVE di gd angelillo
Venni al tuo paese sulle vele del tuo pensarmi
che piantata era la tua timidezza
sul pennone più alto del castello,
dietro mi seguivano
le strane folle dei tuoi barconi,
carichi di dubbi,
di nascondimenti
e di altri ritagli di giornali.
Io ero l'uomo dal sogghigno certo
che non temeva l'oscura magia
dell'amore incerto,
perchè tanto avevo navigato
per finir sempre naufragato
nel segreto seme del silenzio finale.
Perchè sempre uguale è il richiamo dell'arte:
ti chiama angelicamente
per scaraventarti infine nel tetro inferno.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
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che piantata era la tua timidezza
sul pennone più alto del castello,
dietro mi seguivano
le strane folle dei tuoi barconi,
carichi di dubbi,
di nascondimenti
e di altri ritagli di giornali.
Io ero l'uomo dal sogghigno certo
che non temeva l'oscura magia
dell'amore incerto,
perchè tanto avevo navigato
per finir sempre naufragato
nel segreto seme del silenzio finale.
Perchè sempre uguale è il richiamo dell'arte:
ti chiama angelicamente
per scaraventarti infine nel tetro inferno.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
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LA LUCE DELLA NEVE di gd angelillo
Si spegne a un tratto
anche la più bella nevicata
ma rimane accesa quella voglia di sognare
che si è fermata nel nostro cuore.
Se il Natale durasse ancora
ci sarrebbe molto da capire
da questa neve che ci illumina gli occhi
e poi ci chiama perchè ci deve salutare
e andare via.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
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anche la più bella nevicata
ma rimane accesa quella voglia di sognare
che si è fermata nel nostro cuore.
Se il Natale durasse ancora
ci sarrebbe molto da capire
da questa neve che ci illumina gli occhi
e poi ci chiama perchè ci deve salutare
e andare via.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
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IL DESTINO DI OGNI FIOCCO DI NEVE di gd angelillo
La notte è tutto un fiorire di petali bianchi,
così come sei tu
che scavalchi i tetti
e ti appoggi alle nuvole,
come una musa alquanto distratta
che per cercare un paradiso
ha trovato un'oscura indecisione.
Ma per quanto indeciso
anche il randagio fiocco di neve
è costretto a scegliere il suo giorno
e questa prova astrusa del nulla
che è la discesa verso la vita vera,
dura come il selciato della strada
e come quello nero come la sorpresa
della natura maltrattata,
nero come la notte che distrattamente
l'ha lasciato andare.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
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così come sei tu
che scavalchi i tetti
e ti appoggi alle nuvole,
come una musa alquanto distratta
che per cercare un paradiso
ha trovato un'oscura indecisione.
Ma per quanto indeciso
anche il randagio fiocco di neve
è costretto a scegliere il suo giorno
e questa prova astrusa del nulla
che è la discesa verso la vita vera,
dura come il selciato della strada
e come quello nero come la sorpresa
della natura maltrattata,
nero come la notte che distrattamente
l'ha lasciato andare.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
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ANCHE IL NATALE PUO' ESSERE UNA FOLLIA di gd angelillo
Freddo, fretta, furia e regali.
A catapulta senza più ascoltare nessuno.
A passo di corsa tra le moltitudini
dalla vista molto corta
e dall'anima così breve da portare a capo,
mentre da qualche parte una cioccolata si sta raffreddando rapidamente per il tuo appuntamento mancato
che non t'ha portato da nessun'altro nome.
Anche il Natale può essere una follia
fatta di fantasmi e di bidoni atroci.
Qualcuno ti chiede un pò di bene
e tu gli dai, dopo il tuo numero di telefono fasullo,
il tuo mistero insolubile.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
martedì 20 dicembre 2011
UN GRANO DI FOLLIA di gd angelillo
Un grano di follia
ti dà un'armonia
che da un fiore ti porta a un'intera primavera,
un albero della vita
che da Apollo
ti porta al sole
e alla luce verdissima dei boschi
di tutti i tuoi intimi déi.
GD ANGELILLO
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ti dà un'armonia
che da un fiore ti porta a un'intera primavera,
un albero della vita
che da Apollo
ti porta al sole
e alla luce verdissima dei boschi
di tutti i tuoi intimi déi.
GD ANGELILLO
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VECCHIO GRAN PRANZO DI NATALE CONTADINO di gd angelillo
Vecchie tavole di contadini
dove si pranzava anche a Natale
con quattro lenticchie
e mezzo morso di pane,
quando si usava ringraziare Dio
e la terra
di quel poco
che si riusciva a riunire sulla tovaglia
anche in quel santo giorno.
Quando la famiglia si stringeva
su quell'unico piatto fumante di legumi
cucinati alla buona,
della polenta arrangiata,
di quelle mille verdure selvatiche
così sapientemente cotte con olio e lauro
e date sorridendo,
di quella mezza vecchia gallina arrostita
sui carboni del camino,
di quelle quattro polpette di pane dolce
fritte e condite con un pò di zucchero.
Un semplice lume bastava a illuminare
la grande sapienza
e la santa umiltà
della vita per davvero autentica
della campagna
tutta fatta di fatica, di spensieratezza,
di allegria, di povertà
e di un forte amore genuino,
tutto sincerità e scorza dura.
Ora che la generosità della natura
è dimenticata
e il vino saggio e potente
è abbandonato nei ricordi
che non valgono più niente per nessuno,
io mi accorgo delle osterie chiuse
della santa fratellanza
tra gli uomini di buona volontà
e dei grandi megastore della finta ricchezza
dove per un carattere d'oro di una parola falsa
sono in fila tutte le anime
per abboffarsi di tristezza
e continuare a rimanere digiuni
di pensieri profondi e di cose buone
perchè la lingua non sente più nulla
e il genio dell'uomo si è addormentato
nella pesantezza
di una continua ferale insipida ingozzatura,
anche nel santo giorno del Natale
di Nostro Signore Gesù Cristo.
GD ANGELILLO
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dove si pranzava anche a Natale
con quattro lenticchie
e mezzo morso di pane,
quando si usava ringraziare Dio
e la terra
di quel poco
che si riusciva a riunire sulla tovaglia
anche in quel santo giorno.
Quando la famiglia si stringeva
su quell'unico piatto fumante di legumi
cucinati alla buona,
della polenta arrangiata,
di quelle mille verdure selvatiche
così sapientemente cotte con olio e lauro
e date sorridendo,
di quella mezza vecchia gallina arrostita
sui carboni del camino,
di quelle quattro polpette di pane dolce
fritte e condite con un pò di zucchero.
Un semplice lume bastava a illuminare
la grande sapienza
e la santa umiltà
della vita per davvero autentica
della campagna
tutta fatta di fatica, di spensieratezza,
di allegria, di povertà
e di un forte amore genuino,
tutto sincerità e scorza dura.
Ora che la generosità della natura
è dimenticata
e il vino saggio e potente
è abbandonato nei ricordi
che non valgono più niente per nessuno,
io mi accorgo delle osterie chiuse
della santa fratellanza
tra gli uomini di buona volontà
e dei grandi megastore della finta ricchezza
dove per un carattere d'oro di una parola falsa
sono in fila tutte le anime
per abboffarsi di tristezza
e continuare a rimanere digiuni
di pensieri profondi e di cose buone
perchè la lingua non sente più nulla
e il genio dell'uomo si è addormentato
nella pesantezza
di una continua ferale insipida ingozzatura,
anche nel santo giorno del Natale
di Nostro Signore Gesù Cristo.
GD ANGELILLO
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IL POETA di gd angelillo
Il Poeta che sempre ama qualcuno
viene spesso condannato
per dubbia moralità.
GD ANGELILLO
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viene spesso condannato
per dubbia moralità.
GD ANGELILLO
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NATALE di gd angelillo
Natale, tremore bianco
di utopie coloratissime,
catturi tutti in una frenesia di anime vogliose
di tempo pitturato,
di pace,
di giorni luminosi.
Natale,
miracolo d'amore
che ciascuno si sforza di indossare
per difendersi da tutti questi corpi gelati
di uomini allo sbando.
GD ANGELILLO
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di utopie coloratissime,
catturi tutti in una frenesia di anime vogliose
di tempo pitturato,
di pace,
di giorni luminosi.
Natale,
miracolo d'amore
che ciascuno si sforza di indossare
per difendersi da tutti questi corpi gelati
di uomini allo sbando.
GD ANGELILLO
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lunedì 19 dicembre 2011
CAMMINATA E BOTTEGA di gd angelillo
Stai tranquillo anche a telefono, amico mio,
non serve aver bisogno degli altri
quando ti iniettano dolore puro
nelle vene.
Meglio andare
a farsi una camminata nei boschi
e mangiarsi una caramella
che inferocirsi per niente
e sforzarsi di capovolgere il mondo
con un urlo tagliato a metà tra te e me
lungo il filo del telefono.
Meglio andare in una bottega di paese
e comprarsi 6 uova
e una fetta di ricotta dolce
da mangiare a sera con la tua bella
appena ritorna dal lavoro.
Il mondo ormai
l'hanno prosciugato dalle dolcezze
per far posto
a tutto questo inverecondo urlare.
GD ANGELILLO
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non serve aver bisogno degli altri
quando ti iniettano dolore puro
nelle vene.
Meglio andare
a farsi una camminata nei boschi
e mangiarsi una caramella
che inferocirsi per niente
e sforzarsi di capovolgere il mondo
con un urlo tagliato a metà tra te e me
lungo il filo del telefono.
Meglio andare in una bottega di paese
e comprarsi 6 uova
e una fetta di ricotta dolce
da mangiare a sera con la tua bella
appena ritorna dal lavoro.
Il mondo ormai
l'hanno prosciugato dalle dolcezze
per far posto
a tutto questo inverecondo urlare.
GD ANGELILLO
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