patate di vita povera,
con storie arrotolate come gomitoli
sulla parca mensa
di gente come nessuno.
mentre altrove sono tutti in linea
con la disastrata stesura
della cacciata dell'arte
dal prossimo futuro.
G. D'AMBROSIO ANGELILLO
a www.books.google.com
www.libriacquaviva.org
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domenica 2 settembre 2012
mercoledì 28 marzo 2012
MILLE PASSI IN AVANTI
Siete innamorati,
siete ragazzi,
siete i padroni di miliardi di giorni a venire.
Sguainate, per Eracle,
il vostro primo racconto furioso
sul muso di questa maledetta città
che già sprofonda nel nulla.
GD ANGELILLO
http://www.libriacquaviva.org/
http://www.books.google.com/
siete ragazzi,
siete i padroni di miliardi di giorni a venire.
Sguainate, per Eracle,
il vostro primo racconto furioso
sul muso di questa maledetta città
che già sprofonda nel nulla.
GD ANGELILLO
http://www.libriacquaviva.org/
http://www.books.google.com/
venerdì 13 marzo 2009
SENZA PAURA poesia di giuseppe d'ambrosio angelillo
Cos'è il mio Cuore? E soprattutto chi è?
sono un pazzo e forse molto più che un pazzo.
sono sempre andato in cerca della benzina
dei segnali notturni della felicità
e dell'ufficio della gente di mare
che stacca grano e miliardi di stelle
da quello strano negozio di parrucchiera
dove ho lavorato la prima volta
con un certo stile come minatore d'oro.
ho raspato la polvere e bevuto la nuvola
sotto un impero di cielo che covava ribelli
e fantasmi sperduti a caccia di ragazze scollate.
ho volato e navigato. andato a piedi e sui treni
con la bandiera delle 7 vite e la trombetta
di quando ero bambino e poi diventato sognatore.
parcheggiato sempre sull'altro lato della strada.
ho sempre lisciato le femmine e i gatti
e calcolato tutto con il preciso compasso dei loro occhi.
ho assaggiato il vulcano e il ghiaccio dell'oceano a nord.
so perfettamente solo una cosa:
l'avanzare del mio piede in avanti.
giuseppe d'ambosio angelillo
sono un pazzo e forse molto più che un pazzo.
sono sempre andato in cerca della benzina
dei segnali notturni della felicità
e dell'ufficio della gente di mare
che stacca grano e miliardi di stelle
da quello strano negozio di parrucchiera
dove ho lavorato la prima volta
con un certo stile come minatore d'oro.
ho raspato la polvere e bevuto la nuvola
sotto un impero di cielo che covava ribelli
e fantasmi sperduti a caccia di ragazze scollate.
ho volato e navigato. andato a piedi e sui treni
con la bandiera delle 7 vite e la trombetta
di quando ero bambino e poi diventato sognatore.
parcheggiato sempre sull'altro lato della strada.
ho sempre lisciato le femmine e i gatti
e calcolato tutto con il preciso compasso dei loro occhi.
ho assaggiato il vulcano e il ghiaccio dell'oceano a nord.
so perfettamente solo una cosa:
l'avanzare del mio piede in avanti.
giuseppe d'ambosio angelillo
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