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sabato 22 marzo 2014

UNA NAVE BIANCA


una nave bianca
che porta un carico di carbone,
una spada inglese
e una battuta di spirito viennese
oltre il mare verde
e la testa matta del suo comandante.
domani mattina saremo a San Francisco
a caricare carne in scatola per minatori
e licenze di uomini senza più controllo,
quando saremo in porto
porteremo i confini delle nostre chimere
fino al bar
e lì ci ubriacheremo di noi stessi
e finalmente ci metteremo a cantare.
la felicità dei vagabondi
è così contorta 
a decidersi finalmente a farsi vedere.
GIUSEPPE D'AMBROSIO

domenica 3 marzo 2013

SBARCO E FOTO AL VENTO

Sbarcai di pomeriggio tardi e c'era un vento della miseria, a tracolla la sacca di pezza cucita da mia madre. Nessuno stava ad aspettarmi, nessuno a chiedermi da dove venivo, dove me ne stavo mai andando, nè se era tardi nè se era presto. Nessuno mi diceva niente. 
    Io allora pensai: 
    "Si va e si viene e tutta la questione è qui".
    C'era un ragazzino che mi veniva incontro, io lo fermo e gli dico:
     "Mi fai una foto, per favore?"
     Lui mi dice sì. A Taranto sono sempre tutti molto gentili con i marinai.
     "Mi raccomando non farla venire mossa. Oggi torno a casa ed è gran sorpresa pure per me".
    Il ragazzino sorride, mi fa la foto con diligenza e poi mi ridà la macchina fotografica, comprata con i soldi della mia prima lezione di filosofia della mia vita, parecchi anni prima: 30.000 lire... Una lezione su Spinoza a una classe di liceali molto svogliati... Comunque tutti portati felicemente all'anno seguente... Ma ormai tutto così lontano come in una punta d'ago...
giuseppe d'ambrosio angelillo
www.books.google.com

martedì 4 settembre 2012

IL MARINAIO

ci pitturiamo tutti di solitudine
per poter dire ciao 
almeno all'inferno degli altri,
così ci chiamiamo in marina
per un lungo corso 
di autoilluminazione improvvisa
e continuare così a essere orgogliosi
davanti al grosso mento dell'attesa.
ma tra noi e l'osso del nulla
tutti scelgono il bacio dell'avventura,
al buio poi lanciamo la brutta lama
del nostro nome affilato.
disinvolti come sempre per pianure di mare
filiamo a trovare l'ovvio da strozzare,
la pronuncia perfetta londinese
del nostro continuo fallire.
g. d'ambrosio angelillo
www.books.google.com
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