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venerdì 8 maggio 2015

PIOVE, AMICO poesia di giuseppe d'ambrosio angelillo



PIOVE, AMICO

Piove, amico,
i fiori sono tutti contenti,
l'erba pure.
La terra sfoggia tutto il suo più profondo profumo.
Le strade sono deserte,
gli uomini curvi sotto la pioggia.
La città è tutto un lago.
I grattacieli sembrano montagne nella foschia umida,
i pazzi remigano lenti sulle loro barche senza pesci.
Alla fermata del tram
dondolano piano i solitari.
Il futuro prende un pò di fiato
e si ferma anche lui
al bordo della strada.
Piove, amico,
sui marciapiedi,
sugli abissi,
sulle case lungo gli argini,
sui mirtilli
e sulle fragole.
Sui passeri
e sui topi.
La pioggia batte sui vetri
facendo la felicità di qualcuno nel caldo dentro casa.
Piove,
qualcuno forse da qualche parte legge qualche poesia.
La città è solo dei pagliacci e dei vagabondi.
La gente per bene è tutta al riparo.
Piove, amico,
la città è calma e contenta.
Come i fiori,
come l'erba,
come gli alberi
che pensano già al futuro giorno di sole,
ben soddisfatti pure loro.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

lunedì 25 marzo 2013

PIOGGIA DI ALTRI TEMPI SUL NAVIGLIO A MILANO

PIOGGIA D'ALTRI TEMPI SUL NAVIGLIO A MILANO
il giorno ieri è caduto in 1000 piogge
parecchio avanti alla primavera,
anime silenti e affrante
nessuno nemmeno nei bar,
i salami appesi erano soli pure loro.
pochi turisti sul naviglio
e anche solo in cerca di pizze perfette.
tutti i librai con i loro libri sotto l'acqua
come su un'isola misteriosa
piena di vagoni in partenza
in sotterranea.
due amici che parlavano di assurdo
e di fuga del linguaggio,
una pozzanghera subdola
in cui per distrazione cadevano tutti
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

giovedì 23 giugno 2011

UNA NAVE NELLA PIOGGIA poesia di gd angelillo

Sui marciapiedi di una città,
di una città che posso dire di non conoscere per niente,
va il mio sogno d'amore,
immacolato come sempre:
sembra una luna bianchissima
su un mare nero come il petrolio:
la mia donna,
la mia bionda con i capelli splendenti
come l'estate
cominciata appena ieri.
In tram la seguono poi la massa delle stelle
con il furioso vorticare di tutte le comete
e dei pianeti variopinti.
La follia del traffico quotidiano
come al solito non si accorge mai di niente,
nemmeno se venisse di nuovo Dio
a portare la salvazione per tutti.
Tutti a comprare i giornali
per sapere se i servi fanno l'occhiolino al padrone
o se la cameriera straniera ha pulito alla perfezione
la tazza del thè,
ma lo spruzzo di luci dell'intera galassia
orna l'intero mio sognare
come il velo della mia sposa.
Io, come al solito da bambino,
mi porto di peso addosso il grande veliero delle mie visioni,
torno a riva come d'abitudine
a raccontare le fatiche dei miei violini insonni,
non sarò mai sul tetto a sognare un bosco nella mia vita,
io sono sempre per mare,
anche se piove soltanto.
Io sono sempre in viaggio
anche se sono costretto per forza di cose
a portarmi sulle spalle la bianca velatura
di questa mia bella nave d'amore,
bella come la luna
su questi marciapiedi ignoti
bagnati di freddo, di malinconia,
di ottuse coscienze che stanno in piedi soltanto a caffè.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
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