regala Libri Acquaviva

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venerdì 29 gennaio 2016

CONTADINI

quei pranzi di mattina presto
poco prima di partire per la campagna
a tutto il giorno a faticare.
le tazze di vino si appendevano ai muri,
che brillavano come scarabei greci
venuti dai millenni
a suonare la banda apposta apposta per noi.
io giocavo con le mandorle, con le olive
con i bei grappoli maturi di uva d'oro di sole
e nera d'inchiostro.
partivamo nelle tenebre
con la nostra nave già affondata da un pezzo,
campo dopo campo
arrivava poi tutta la nostra vita vuota,
mai che ci mettessimo un mezzo mobile sciancato,
un lampadino rotto
una sedia mezza rovinata.
solo alla finestra qualche volta
qualcuno si affacciava,
guardava cosa c'era di nuovo,
se arrivava un altro contadino
un altro messaggio dall'imperatore,
ma poi ritornava fiacco al suo lavoro,
con l'anima allagata
e la speranza già annegata.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

lunedì 2 marzo 2015


ATTRAVERSO I CAMPI

risorgere
rifarsi un'anima un viso un aereo tascabile
mentre la casa in paese me la vendono per 60 soldi
la mia casa piena di aringhe salate per passarci l'inverno
il chiavino appeso dietro la porta in mano a san Vito
chi ha visto il signor Charlot
mentre sul lato della fantasia ce ne stiamo abbastanza calmi
mio caro ee cummings...
numeri al lotto fasulli
50 galline che fanno sempre le stesse uova

aro
aro la terra
negro semen seminando
bianco campo arabando
fiumi di persone flussi eterni di folla sconosciuta
qui al margine del campo del marciapiede della piazza
Milano
vento freddo gente in pianto
chi ha chiuso tutte queste porte?
per favore proprio nessuno ha la chiave?
ma pensa te pensa te
i vecchi che vanno a gambe larghe sui viottoli
perchè piangete? perchè abbandonate le vostre anime 
così lontano dalla vostra infanzia?

il campo è grigio ma non piove
i buoi ricordano i loro giorni così spaventosamente
così uguali
giorni fatti di pezzi di terra da rivoltare
giorni fatti di zolle amare
giorni fatti di campagna calda come una donna in calore
i cani vagabondi lungo le linee di tutte le mattine
i ragazzini coi loro zufoli 
le cornacchie che si vogliono bene in cima agli alberi
mentre lontano il paese fumiga
con le sue antiche nuvole greche

i conigli corrono in mezzo ai fiori
i moccoli si son bruciati tutti nella notte
dove corro invece io?
i fiori si sbiancano nella luce grigia
in paese si sposano sempre
veli di luna e anelli di sole
fuochi accesi tra gli ulivi
mantelline di chiome autunnali
attraverso i campi va l'antica speranza italiana
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

mercoledì 17 dicembre 2014


NATALE IN CAMPAGNA

contadine che parlano con gli angeli
e mai ne fanno parola con nessuno,
gli esseri che vivono solo della bontà della natura
e mai si lamentano del nero dolore
che alberga nel loro cuore,
natività di campagna
dove ogni sentimento è puro
e per sapere si va sempre in gioventù,
quando la sapienza è piena
e non ascolta vili consigli.
campagna che si abbraccia sempre a chi la ama
e mai si perde un giorno
in promesse da nulla,
questa fatica che fa sudare
e che per dono ti dà il più bel cielo di Natale.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

venerdì 16 maggio 2014

CARO DIO PAN



 CARO DIO PAN

si lascia una casa
per scegliersi una capanna,
un eremo in riva a un bosco
dove per mare ci prenda una distesa di fiori.
l'abbiamo dimenticata la campagna
per questo marmo incerto,
dove il rampante ci ruba il futuro e la comunità
e ci dà in cambio una lama arrugginita
e un pessimismo di verme,
l'uomo dei campi ha dimenticato la sua vita serena,
gli uccelli, la terra appena smossa,
la formica e la cicala.
l'Amore fa lo spazzino in città
e si accontenta di ogni rifiuto che trova,
forse anch'io avrò sentito parlare una volta
di quella furia contro il destino
che si chiamava rivoluzione,
ma gli strumenti oggigiorno sono sofisticati,
come si dice parecchio complessi.
ci han fregato ancora, caro dio Pan,
ci tocca correre dietro l'amore quasi fossimo criminali nudi,
col carretto delle arance buttato per aria,
a rincorrere anche noi i dolenti denari,
con i mostri dentro assetati di sangue
più che di gioia della vita.
caro dio Pan, che ne è stato di noi campagnoli?
GDA

ESENIN Paese mio 10 poesie ACQUAVIVA


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