"La civiltà ha fatto l'uomo più spietato di quanto non lo fosse una volta".
DOSTOEVSKIJ
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Un capolavoro in miniatura del più grande Maestro della Narrativa occidentale: Fedor Dostoevskij.
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lunedì 30 maggio 2011
sabato 28 maggio 2011
UNA PICCOLA STORIA di gd angelillo
una casa piccola come una valigia, un piccolo barattolo di fagioli una scatola di tonno piccola e un pò di limone, un amore da barzelletta, una vita da cani. un piccolo bunker pieno di libri di cartacce e di scarafaggi (arrivati fin dalla cina), inutile dargli la caccia perchè come tutti gli scarafaggi sono più forti di te.
una metropoli gigantesca, uno degli stati più grossi e più ricchi del mondo (ahimè!), la tua utopia ciclopica a puttane, i tuoi maestri tutti morti di fame abbandonati e vilipesi da tutti, un futuro impiccato fin da ora a questo presente di merda.
hai ancora questo piccolo spazio di blog che ti dà internet e google, e allora ti dico questa piccola cosa: la tua piccola vita non è più piccola del re dell'inghilterra e dell'imperatore del giappone. la tua piccola vita forse non significa proprio niente ma è bella lo stesso, proprio come quella del re d'inghilterra e dell'imperatore del giappone, e allora alzati pure al mattino come si può alzare un leone. nessuno ti può bruciare come un piccolo pezzo di carta che non vale niente se tu non glielo permetti, e allora anche se sei solo non è proprio vero per niente che sei così piccolo, almeno non così piccolo come qualcuno che non esiste nemmeno a questo mondo così incredibilmente immenso per non avere un posto una dignità un futuro e una maledetta forza anche per te.
gd angelillo
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una metropoli gigantesca, uno degli stati più grossi e più ricchi del mondo (ahimè!), la tua utopia ciclopica a puttane, i tuoi maestri tutti morti di fame abbandonati e vilipesi da tutti, un futuro impiccato fin da ora a questo presente di merda.
hai ancora questo piccolo spazio di blog che ti dà internet e google, e allora ti dico questa piccola cosa: la tua piccola vita non è più piccola del re dell'inghilterra e dell'imperatore del giappone. la tua piccola vita forse non significa proprio niente ma è bella lo stesso, proprio come quella del re d'inghilterra e dell'imperatore del giappone, e allora alzati pure al mattino come si può alzare un leone. nessuno ti può bruciare come un piccolo pezzo di carta che non vale niente se tu non glielo permetti, e allora anche se sei solo non è proprio vero per niente che sei così piccolo, almeno non così piccolo come qualcuno che non esiste nemmeno a questo mondo così incredibilmente immenso per non avere un posto una dignità un futuro e una maledetta forza anche per te.
gd angelillo
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I NUOVI NOBILI MONDIALI E I GIOVANI DI SPAGNA (PER ORA) di gd angelillo
toccano tutto quello che gli piace perchè ci hanno la fortuna dalla loro, ci hanno lo stile dei vincenti, per loro è sempre superfluo quello che pensano gli altri, hanno in corso un'assicurazione direttamente con il direttore generale (Dio), il successo è il loro unico partito politico, ogni loro giorno è un romanzo di 100 pagine meritevole di 1000 interviste diverse, televisioni, convegni, pranzi di gala, le ossa del loro polli ci sono sempre 1000 cani che se le vogliono spolpare sotto a loro, le loro cravatte colorate sono totem di almeno una città di donne di fellini, sono semplicemente uomini padroni di 1000 castelli, mai nessuna battaglia combattuta nè per conquistarli nè per difenderli, sono i nuovi nobili mondiali, coloro che fanno soldi solo a chiacchere (ma per intanto i loro soldi sono veri, proprio quelli che mancano a noi), ridono quando milioni di uomini vengono colpiti dalla povertà o peggio dai loro terribili terremoti finanziari, questi sono uomini che non falliscono mai perchè sono loro la causa del fallimento di tutti gli altri, non producono nessun bene, loro semplicemente giocano a parole incrociate nelle borse di tutto il mondo, quando arrivano i guai loro semplicemente spariscono. ora vedo le piazze di spagna piene di giovani arrabbiati e indignati, loro sono nelle stesse piazze ma in forma di mosconi verdi e dicono indispettiti: "Ma come? Vi siete già stancati di farvi derubare? Eppure siete così giovani..."
gd angelillo
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gd angelillo
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mercoledì 25 maggio 2011
LA DICKINSON DI NEW YORK di gd angelillo
C'era la Dickinson una volta in una piccola libreria di New York, vicino al Madison Square Garden, che parlava con una sua amica, una certa Margaret.
"Si vive come in una specie di mistero troppo grande un pò per tutti", disse Emily.
"Sì, ma la maggior parte della gente non ci pensa neanche", disse Margaret.
"E' tutta gente che trascura all'inverosimile i propri segreti".
"E' sempre meglio vivere nella luce, non credi Emily?"
"Già, se non fosse che proprio la luce è il più grande enigma", disse la Dickinson e sorrise dolcemente.
GD ANGELILLO
la bottega di new york
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http://www.libriacquaviva.org/
http://www.books.google.com/
"Si vive come in una specie di mistero troppo grande un pò per tutti", disse Emily.
"Sì, ma la maggior parte della gente non ci pensa neanche", disse Margaret.
"E' tutta gente che trascura all'inverosimile i propri segreti".
"E' sempre meglio vivere nella luce, non credi Emily?"
"Già, se non fosse che proprio la luce è il più grande enigma", disse la Dickinson e sorrise dolcemente.
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CONVERSAZIONE ASSURDA NELLA SESTA AVENUE di gd angelillo
C'era una biblioteca a New York dove un tordo parlava con un leone.
"Sono più buoni i chicchi", diceva il tordo.
"No, sono più buoni i conigli, fidati", diceva il leone.
"Ti facevo più coraggioso", diceva il tordo.
"Cos'hai capito?"
"Che ti piace scappare".
"No, ti sbagli, mi piace mangiare".
"Anche a me, ma non faccio del male a nessuno, neanche ai conigli, anche se mi piacciono i chicchi".
GD ANGELILLO
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"Sono più buoni i chicchi", diceva il tordo.
"No, sono più buoni i conigli, fidati", diceva il leone.
"Ti facevo più coraggioso", diceva il tordo.
"Cos'hai capito?"
"Che ti piace scappare".
"No, ti sbagli, mi piace mangiare".
"Anche a me, ma non faccio del male a nessuno, neanche ai conigli, anche se mi piacciono i chicchi".
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lunedì 23 maggio 2011
I FRATELLI KARAMAZOV ERANO 4 poesia di gd angelillo
i fratelli karamazov erano 4
e uno di loro era il Merdoso,
il più piccolo era un santo destinato però
a un futuro delittuoso,
il secondo era un irascibile voluttuoso
ma ben cosciente dei suoi limiti
e delle sue miracolose possibilità,
il primo era un rancoroso
pieno di odio e di massiccio risentimento,
assolutamente incapace di far del male
a livello pratico,
il più pericoloso di tutti era però proprio lui
perchè aveva come amico fidato
nientemeno che il diavolo.
Anche il padre di tutti loro
era un loro fratello
ma nemico
perchè era solo
e non riconosciuto,
e seppure lurido d'anima
fu assassinato da una mano inconsapevole
e da una coscienza fin troppo razionale.
Tutto sommato conviene essere figli unici
di un monastero solitario e abbandonato
che lottare senza requie
in un manicomio di perfidie
di cui solo i fratelli ne conoscono
le segretissime nefaste alchimie.
GD ANGELILLO
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e uno di loro era il Merdoso,
il più piccolo era un santo destinato però
a un futuro delittuoso,
il secondo era un irascibile voluttuoso
ma ben cosciente dei suoi limiti
e delle sue miracolose possibilità,
il primo era un rancoroso
pieno di odio e di massiccio risentimento,
assolutamente incapace di far del male
a livello pratico,
il più pericoloso di tutti era però proprio lui
perchè aveva come amico fidato
nientemeno che il diavolo.
Anche il padre di tutti loro
era un loro fratello
ma nemico
perchè era solo
e non riconosciuto,
e seppure lurido d'anima
fu assassinato da una mano inconsapevole
e da una coscienza fin troppo razionale.
Tutto sommato conviene essere figli unici
di un monastero solitario e abbandonato
che lottare senza requie
in un manicomio di perfidie
di cui solo i fratelli ne conoscono
le segretissime nefaste alchimie.
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venerdì 20 maggio 2011
SPEDIZIONE poesia di gd angelillo
aaa cercasi ditta di spedizioni
che mi mandi sulla luna
alla ricerca disperata del senno degli uomini
che per troppo egoismo
sta finendo che dimenticano proprio se stessi,
perchè è chiaro: se son piantato troppo su me stesso
è proprio di me stesso che per primo me ne fotto.
siamo tutti marziani in viaggio su un'astronave
di nome Terra
ma invece di meravigliarci con gioia
del sommo miracolo
stiamo qui a sbavare sullo scialbo spettacolo
di noi stessi davanti allo specchio malato
e arrugginito della nostra ridicola vanità,
mentre là fuori furoreggiano le dee
gli eroi
le nuvole
le navi
le campagne
i mari
le città
i cieli
le sterminate grandezze
di questo mondo meraviglioso,
compreso noi stessi
che finalmente buttiamo via
(se ne siamo capaci)
questo io carogna
che è un autentico pezzo di merda...
gd angelillo
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che mi mandi sulla luna
alla ricerca disperata del senno degli uomini
che per troppo egoismo
sta finendo che dimenticano proprio se stessi,
perchè è chiaro: se son piantato troppo su me stesso
è proprio di me stesso che per primo me ne fotto.
siamo tutti marziani in viaggio su un'astronave
di nome Terra
ma invece di meravigliarci con gioia
del sommo miracolo
stiamo qui a sbavare sullo scialbo spettacolo
di noi stessi davanti allo specchio malato
e arrugginito della nostra ridicola vanità,
mentre là fuori furoreggiano le dee
gli eroi
le nuvole
le navi
le campagne
i mari
le città
i cieli
le sterminate grandezze
di questo mondo meraviglioso,
compreso noi stessi
che finalmente buttiamo via
(se ne siamo capaci)
questo io carogna
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