La città di notte ha tutte le anime buie,
le case hanno paura
anche sul lato delle luci accese.
Di notte ti può capitare
di incontrare il tempo in città,
tra un bar che chiude
e un uomo troppo ubriaco.
Lui ti guarda strano
e sembra come se cerchi qualcosa in te,
ma in te ci son cose
che si sono solo perdute.
E' un attimo,
sembra un debitore
che ti chiede conto
di una cambiale scaduta da molto,
un esteta che ti vuole consegnare
un telegramma urgente.
Tu allora ti affianchi a un muro
più buio degli altri
e vuoi scansare il suo sguardo allucinato
o le sue eventuali terribili domande.
E di solito,
quando proprio stai per soccombere,
ti salva una finestrina accesa
sul francobollo
dell'ultima lettera che hai spedito
a un giornale straniero,
chiedendogli come mai
ci mettono così tanto a risponderti
per il romanzo della tua stessa vita,
e che loro forse
non hanno nemmeno ricevuto...
g. d'ambrosio angelillo
a www.books.google.com
venerdì 8 febbraio 2013
giovedì 7 febbraio 2013
IN MARE APERTO
La terra s'è fatta scarsa,
e tutto un oceano di dubbi
ci circonda e ci affanna.
Che fare, maestro,
se l'inverno ci comanda?
Il viaggio è lungo
e la vita breve,
c'è poco da bere birra
e da fumare sigarette
se tutti noi sediamo in piedi
nell'ultima fila,
vicino la porta
del mai sapremo nulla.
g. d'ambrosio angelillo
a www.books.google.com
e tutto un oceano di dubbi
ci circonda e ci affanna.
Che fare, maestro,
se l'inverno ci comanda?
Il viaggio è lungo
e la vita breve,
c'è poco da bere birra
e da fumare sigarette
se tutti noi sediamo in piedi
nell'ultima fila,
vicino la porta
del mai sapremo nulla.
g. d'ambrosio angelillo
a www.books.google.com
COME UN FIOCCO DI NEVE NEL VENTO
Devi sempre andare a piedi
in un paese dove cade la neve,
nel settentrione,
e capire il perché molti non ti credono
quando dici la verità.
E' perché vogliono vivere al caldo,
in un paese del sud,
e vivere tranquilli in un castello
fatto di chiacchiere
che non diano troppo da pensare.
Ma se tu sei capace di volare
come un fiocco di neve nel vento
vedrai che qualsiasi gelo
non sarà mai capace di farti niente.
g. d'ambrosio angelillo
a www.books.google.com
in un paese dove cade la neve,
nel settentrione,
e capire il perché molti non ti credono
quando dici la verità.
E' perché vogliono vivere al caldo,
in un paese del sud,
e vivere tranquilli in un castello
fatto di chiacchiere
che non diano troppo da pensare.
Ma se tu sei capace di volare
come un fiocco di neve nel vento
vedrai che qualsiasi gelo
non sarà mai capace di farti niente.
g. d'ambrosio angelillo
a www.books.google.com
CAMPIONE DEL MONDO
Per un soldo scaduto,
dimmi, amico, se farò fortuna
o anche tu mi tradirai.
Io son qui nella metrò
che sogno un giorno
di diventare campione del mondo,
a dorso nudo davanti a tutto il mio paese.
Andrò all'attacco
con tutto il peso della mia follia,
sarò innocente
con tutta la leggerezza della mia gioventù.
Voglio ridere
quando tutti mi guarderanno
e diranno increduli:
"Ma chi? Quello lì?
E io che credevo che fosse solo
un mascalzone da 4 soldi!"
Il cielo pure si metterà a ridere,
ci puoi scommettere, amico mio.
g. d'ambrosio angelillo
a www.books.google.com
dimmi, amico, se farò fortuna
o anche tu mi tradirai.
Io son qui nella metrò
che sogno un giorno
di diventare campione del mondo,
a dorso nudo davanti a tutto il mio paese.
Andrò all'attacco
con tutto il peso della mia follia,
sarò innocente
con tutta la leggerezza della mia gioventù.
Voglio ridere
quando tutti mi guarderanno
e diranno increduli:
"Ma chi? Quello lì?
E io che credevo che fosse solo
un mascalzone da 4 soldi!"
Il cielo pure si metterà a ridere,
ci puoi scommettere, amico mio.
g. d'ambrosio angelillo
a www.books.google.com
martedì 5 febbraio 2013
TEMPI MODERNI
S'è scolato il tino
e soldi più non ce ne sono.
La valigia del banchiere
ha sparso soldi falsi
e gli occhi più non distinguono gli inganni
dalla carta.
Si spala ferro ora
come amanti gelosi
sul portone della bella sgualdrina,
si succhiano miliardi invisibili
con le idrovore di un incredibile ciarpame,
e il gran ladrone è lì
nello specchio di casa nostra.
Ci tasta il cuore
e ci sfila l'allegria.
Di certo neanch'io avrei mai creduto
che la verità non vale nulla
seppur al mercato dei mosconi parlanti.
Avanzano armate oscure in equilibrio
su ridicole sedie,
noi di sotto con il pensiero vuoto
senza più un'astuzia da alzare in alto
come uno scudo per parare i colpi.
g. d'ambrosio angelillo
a www.books.google.com
e soldi più non ce ne sono.
La valigia del banchiere
ha sparso soldi falsi
e gli occhi più non distinguono gli inganni
dalla carta.
Si spala ferro ora
come amanti gelosi
sul portone della bella sgualdrina,
si succhiano miliardi invisibili
con le idrovore di un incredibile ciarpame,
e il gran ladrone è lì
nello specchio di casa nostra.
Ci tasta il cuore
e ci sfila l'allegria.
Di certo neanch'io avrei mai creduto
che la verità non vale nulla
seppur al mercato dei mosconi parlanti.
Avanzano armate oscure in equilibrio
su ridicole sedie,
noi di sotto con il pensiero vuoto
senza più un'astuzia da alzare in alto
come uno scudo per parare i colpi.
g. d'ambrosio angelillo
a www.books.google.com
venerdì 1 febbraio 2013
IL VASAIO PAZZO
L'uomo impasta tutto con la terra multiforme, è davvero capace di creare dal nulla quasi ogni cosa di cui ha bisogno. Ogni specie di oggetti, ogni sorta di idee. Con la stessa terra fa le vasche che gli servono per lavarsi e tenersi pulito e innocente, e i pitali dove scaricare le sue più luride indecenze. Fa di tutto, allo stesso modo, senza limiti nè ordine. Ma questa sua capacità di fare molte volte lui la scambia per onnipotenza, e l'uso delle sue cose perdono ogni categoria e successione di competenza. E capita così che si lava nella sua stessa merda, e va a scaricarsi di lordura nei sacri lavacri della sua purezza.
Ora di punto in bianco s'è messo in testa di fabbricarsi da solo nientemeno che il suo dio creatore: il Denaro, una idea vana e fasulla come un'altra. Come fa infatti lui, con tutti i suoi limiti e difetti, a concepire di fare a meno della stessa natura e di manomettere la sua stessa anima dichiarandone addirittura un suo preteso prezzo di mercato. Non bada affatto di essere ancora un uomo, e come uomo di avere la sua misura nell'umano. No, s'è dato a costruire il divino e si mette in competizione nientemeno che con le galassie e gli universi, imita nientemeno Dio e già s'è messo al posto suo. Ha fabbricato il suo creatore, il Denaro, e dà le sue fasulle leggi a tutto il creato, e tutto questo lo chiama intelligenza e progresso.
Ma il suo cuore se n'è diventato falso, e l'inganno è il suo dettato. La sua aspettativa è la vigliaccheria. La sua vita uno spregevole teatro da 4 soldi di stupidi burattini senza più cervello.
Non riconosce più la potenza di Madre Natura, la bontà di Dio che gli soffiò un giorno l'anima, la vita e l'amore nella sua carne. Ma tutto il mondo è diventato per lui un campo di gioco, l'esistenza di tutti gli uomini e di tutti gli esseri un mercato senza vincoli dove lucrare a piacimento e speculare a volontà. Ha perso il senno il pazzo e vuol farsi pure padrone di tutti gli elementi dell'universo.
Egli pontifica come un maestro di farabutti:
"Da ogni cosa si deve trarre profitto, e anche se è male, basta gabellarlo per bene con l'aiuto dei migliori avvocati del globo".
S'è costruito il suo falso dio, il Denaro, e s'è scordato completamente che i suoi antichi sapienti han sempre chiamato il suo nuovo idolo: lo sterco del demonio.
C'è una misura in tutto, dicevano i nostri antichi padri i Greci, sia per le cose che sono in quanto sono, e sia per le cose che non sono in quanto non sono. E questa misura per noi uomini è solo l'uomo...
G. D'AMBROSIO ANGELILLO
a www.books.google.com
passaparola
Ora di punto in bianco s'è messo in testa di fabbricarsi da solo nientemeno che il suo dio creatore: il Denaro, una idea vana e fasulla come un'altra. Come fa infatti lui, con tutti i suoi limiti e difetti, a concepire di fare a meno della stessa natura e di manomettere la sua stessa anima dichiarandone addirittura un suo preteso prezzo di mercato. Non bada affatto di essere ancora un uomo, e come uomo di avere la sua misura nell'umano. No, s'è dato a costruire il divino e si mette in competizione nientemeno che con le galassie e gli universi, imita nientemeno Dio e già s'è messo al posto suo. Ha fabbricato il suo creatore, il Denaro, e dà le sue fasulle leggi a tutto il creato, e tutto questo lo chiama intelligenza e progresso.
Ma il suo cuore se n'è diventato falso, e l'inganno è il suo dettato. La sua aspettativa è la vigliaccheria. La sua vita uno spregevole teatro da 4 soldi di stupidi burattini senza più cervello.
Non riconosce più la potenza di Madre Natura, la bontà di Dio che gli soffiò un giorno l'anima, la vita e l'amore nella sua carne. Ma tutto il mondo è diventato per lui un campo di gioco, l'esistenza di tutti gli uomini e di tutti gli esseri un mercato senza vincoli dove lucrare a piacimento e speculare a volontà. Ha perso il senno il pazzo e vuol farsi pure padrone di tutti gli elementi dell'universo.
Egli pontifica come un maestro di farabutti:
"Da ogni cosa si deve trarre profitto, e anche se è male, basta gabellarlo per bene con l'aiuto dei migliori avvocati del globo".
S'è costruito il suo falso dio, il Denaro, e s'è scordato completamente che i suoi antichi sapienti han sempre chiamato il suo nuovo idolo: lo sterco del demonio.
C'è una misura in tutto, dicevano i nostri antichi padri i Greci, sia per le cose che sono in quanto sono, e sia per le cose che non sono in quanto non sono. E questa misura per noi uomini è solo l'uomo...
G. D'AMBROSIO ANGELILLO
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