se hai il coraggio dell'amare
hai pure il coraggio della malinconia,
della solitudine.
di chi senza vergogna
se ne va a cinema a cercar se stesso
e trovare nell'intervallo
proprio quella vergogna
che credeva di non avere,
vanno bene le parole
pure per peccare,
per sbagliare senza pietà.
è inutile l'amicizia,
è inutile la bottiglia,
è inutile il giudizio.
una bella ragazza è solo un'apparenza
che ha il volto di lei.
l'amore ci fa vacui a volte
e allora preferiamo squagliarcela
da soli
in una trappola qualsiasi,
ma che ci prenda almeno.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
venerdì 14 marzo 2014
UNA IN RICORDO DI ALLEN GINSBERG
(a Allen Ginsberg)
la poesia la si porta in tasca
come un pacchetto di sigarette qualsiasi.
e non si ha paura di rimanere
senza manco un mozzicone
quando il vento soffia più freddo.
è l'avviso di un dio quello,
di non mettersi a scherzare troppo con le muse.
e se arriva qualcuno che vuole mettersi a litigare
bisogna pure essere pronti
a tirar fuori i denti e i pugni se necessario.
con le questioni di poesia
non si va mai leggeri,
si va invece di peso
come un albero pronto a cadere.
che ne sarà di noi poeti domani?
e chi lo sa?
ora s'annuvola
e mi sa che nevica pure,
eppure stamattina c'era il sole
e faceva pure un pò caldo.
comunque l'albero non è caduto,
e il pacchetto delle sigarette in tasca
è ancora abbastanza pieno.
ci sorridiamo,
ci fidiamo ancora.
stasera sotto il caldo della nostra finestra comunale
ci verrà ancora
da scrivere qualche verso.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
la poesia la si porta in tasca
come un pacchetto di sigarette qualsiasi.
e non si ha paura di rimanere
senza manco un mozzicone
quando il vento soffia più freddo.
è l'avviso di un dio quello,
di non mettersi a scherzare troppo con le muse.
e se arriva qualcuno che vuole mettersi a litigare
bisogna pure essere pronti
a tirar fuori i denti e i pugni se necessario.
con le questioni di poesia
non si va mai leggeri,
si va invece di peso
come un albero pronto a cadere.
che ne sarà di noi poeti domani?
e chi lo sa?
ora s'annuvola
e mi sa che nevica pure,
eppure stamattina c'era il sole
e faceva pure un pò caldo.
comunque l'albero non è caduto,
e il pacchetto delle sigarette in tasca
è ancora abbastanza pieno.
ci sorridiamo,
ci fidiamo ancora.
stasera sotto il caldo della nostra finestra comunale
ci verrà ancora
da scrivere qualche verso.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
mercoledì 12 marzo 2014
FELLINI (lettera a Bob Dylan)
Qualcuno confonde l'etica con il sesso, Dylan,
e così è certo che ci si deve difendere
da quel che chiamano falsa religione,
alcuni perfino ipocrita santità.
Siam stai anche noi a Londra
come a Berlino
e a Nuova York,
caduti nel fiume siam stati pure noi
con le nostre mani troppo sudate
per scapparcene così alla chetichella.
Siamo partiti anche noi sempre soli
e baciare quella ruota che ci portava,
via dalle memorie
e da quelle strade morte
che son sempre più numerose.
Fammi regalare confusione, Dylan,
perché non è ancora del tutto buio
e poi ci son stelle più grosse del sole
a saperle ben vedere
ma il peccato ci fa piccoli,
così piccoli che poi capiamo tutto,
non capiamo più niente,
non possiamo deporre i raggi della luce
proprio ora che ci stiamo per sposare.
L'Italia è un amore troppo grande
per chiudere gli occhi proprio ora.
Siamo stati pure noi a Milano
a Firenze
e a Agrigento.
Dammi quella chitarra, mio caro Dylan,
che mi voglio divertire anch'io piangendo un pò,
come faceva una volta Fellini
guardando i verdi limoni di Roma
così pieni di frutti d'oro.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
e così è certo che ci si deve difendere
da quel che chiamano falsa religione,
alcuni perfino ipocrita santità.
Siam stai anche noi a Londra
come a Berlino
e a Nuova York,
caduti nel fiume siam stati pure noi
con le nostre mani troppo sudate
per scapparcene così alla chetichella.
Siamo partiti anche noi sempre soli
e baciare quella ruota che ci portava,
via dalle memorie
e da quelle strade morte
che son sempre più numerose.
Fammi regalare confusione, Dylan,
perché non è ancora del tutto buio
e poi ci son stelle più grosse del sole
a saperle ben vedere
ma il peccato ci fa piccoli,
così piccoli che poi capiamo tutto,
non capiamo più niente,
non possiamo deporre i raggi della luce
proprio ora che ci stiamo per sposare.
L'Italia è un amore troppo grande
per chiudere gli occhi proprio ora.
Siamo stati pure noi a Milano
a Firenze
e a Agrigento.
Dammi quella chitarra, mio caro Dylan,
che mi voglio divertire anch'io piangendo un pò,
come faceva una volta Fellini
guardando i verdi limoni di Roma
così pieni di frutti d'oro.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
L'ORSA MAGGIORE
dammi visioni da cantare fino al mattino, orsa,
e di tutte quelle lacrime
che mi mostri in cielo
fammi dipingere solo i sorrisi,
che so da me che la vita è multicolore
e gli amori che do
e quelli che ricevo
son colonne di assoluto
che arrivano dal tuo lento andare
e da quei tuoi begli occhi
così pieni di commedie universali.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
e di tutte quelle lacrime
che mi mostri in cielo
fammi dipingere solo i sorrisi,
che so da me che la vita è multicolore
e gli amori che do
e quelli che ricevo
son colonne di assoluto
che arrivano dal tuo lento andare
e da quei tuoi begli occhi
così pieni di commedie universali.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
martedì 11 marzo 2014
L'INFINITO
ogni cosa ha un occhio dentro sé,
quasi non si nota
e se si nota sembra inutile
del tutto insignificante,
anche tutti gli uomini
hanno quell'occhio che non si nota
quasi inutile
quasi insignificante
eppure quello è l'occhio dell'infinito.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
quasi non si nota
e se si nota sembra inutile
del tutto insignificante,
anche tutti gli uomini
hanno quell'occhio che non si nota
quasi inutile
quasi insignificante
eppure quello è l'occhio dell'infinito.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
lunedì 3 marzo 2014
giuseppe d'ambrosio angelillo L'UOMO DI TERRA Acquaviva
Acquaviva, Milano, la terra, i contadini, la Metropoli, Alda Merini, la scrittura, i sogni, l'Utopia, Dostoevskij, gli anni '70, i Beat, la vita on the road, la Poesia, i Romanzi...
Giuseppe D'Ambrosio Angelillo
racconta la sua vita
a Maria Theresa Venezia...
on Google play
a lettura libera:
http://goo.gl/ijEPYK
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