giovedì 13 novembre 2014
I VIOLINI DI CHAGALL
c'è bisogno di violini nella vita
altrimenti i muri rimangono secchi
a guardare la carta che si consuma.
violini da suonare con le unghie e con i denti
se si vuole remare su questa nave vecchia
piena di fantasmi.
tra queste ombre inconcludenti
che rimpiangono la vita per mestiere.
c'è bisogno di violini per cercare l'amore
anche nelle nostre tasche sfondate
di poeti perduti.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
da "CHAGALL", Acquaviva 2014
martedì 11 novembre 2014
IL NOSTRO LETTO, I NOSTRI SOGNI SENZA CUSCINI
il nostro letto è una zattera che naviga ai tropici,
piena di monti e di foreste,
animali strani che si meravigliano troppo,
finissimi pensieri che si strappano
appena sperati,
ci vuole niente a fare un sogno
ci vuole niente a realizzarlo,
basta pregare
ma molto dolcemente.
gda
il nostro letto è una zattera che naviga ai tropici,
piena di monti e di foreste,
animali strani che si meravigliano troppo,
finissimi pensieri che si strappano
appena sperati,
ci vuole niente a fare un sogno
ci vuole niente a realizzarlo,
basta pregare
ma molto dolcemente.
gda
CI SONO UOMINI
ci sono uomini
che corrono come coriandoli
dietro le bandiere delle loro mille sconfitte,
numeri di circo
che raccontano una vita,
un mistero incomprensibile
che ci pianta nel nostro destino.
le erme delle nostre storie
che si innalzano nelle isole fuori mano
di continenti fantastici.
testimonianze sovrumane
di complete assenze di senso,
ma pure la chimera ancora ci guida
lungo il cammino senza giudizi,
per sentimenti fuori porta
in vecchie osterie del cuore
dove i nostri spettri cuociono antichi piatti di dolore,
mentre il vicolo cieco è fatto
e noi non sappiamo minimamente
come mai ci siamo finiti dentro,
nonostante tutti i nostri studi
e la nostra intelligenza.
ma forse lo studio era sull'ignoranza
e l'intelligenza una grassa stupidità.
ma no, non siamo ancora morti,
un dio ci ha salvato ancora
tirandoci per i capelli da sotto il tram.
il colonnello aspetta ancora una lettera di speranza
dalle retrovie degli imboscati,
il gatto vecchio aspetta ancora il suo piatto di trippa.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

UNA PER IL GRANDE ANTONIO BONAVOGLIA
con Antonio Bonavoglia, allo stand "Cuore della Puglia"
in occasione dell'assemblea ANCI a Milano
Grande Antonio, con lui abbiamo versato da bere i vini e i liquori, dato pane con olio delle nostre terre, raccontato dei nostri contadini... dei buonissimi frutti delle nostre campagne, tra i migliori in Italia e nel mondo. Combattuto nella trincea per 3 giorni consecutivi, conosciuto persone importanti della nostra cara Italia, ci siamo fatti conoscere come lo stand più ospitale e generoso dell'intera assemblea nazionale. Erano lì tutti i sindaci d'Italia, molti Ministri della Repubblica. Ci hanno apprezzato tutti, tutti hanno avuto una parola di benevolenza e di simpatia nei nostri confronti. Rappresentavamo umilmente ma con estrema fierezza tutte le genti di Puglia. Il destino ha voluto così, io sulle prime non sapevo manco dove ero andato a finire, ma non ci siamo tirati indietro, ci siamo impegnati a fondo... Alla fine stanchi ed esausti ma contentissimi... (Ne racconterò più minutamente in altri luoghi di queste straordinarie giornate...) Con la grinta e la determinazione del sindaco di Acquaviva Davide Carlucci, che ringrazio di cuore per avermi invitato e avermi fatto avere questa grande esperienza di vita, i sindaci di Sannicandro, Adelfia, Bitetto, Bari, molti altri ancora, l'artista Carlo e sua moglie di Sannicandro, Yvette la moglie di Davide con la sua bambina Avril, io con il mio figliolo Angelico, anche lui a darsi da fare con entusiasmo per ben figurare davanti a tutta l'Italia... Io con i miei umili Libri Acquaviva, ne ho dati molti in regalo, per far capire a tanti che la Gente di Puglia non teme rivali in generosità e accoglienza, neanche in Italia, per tanti versi terra principe di accoglienza e generosità nel mondo intero...
giuseppe d'ambrosio angelillo
UNA PER IGNAZIO MARINO, SINDACO DI ROMA
Con il Sindaco di Roma Ignazio Marino, allo stand "Cuore della Puglia".
L'ho visto arrivare sorridente, da solo, verso lo stand, era un momento di stanca e non c'era quasi nessuno intorno, è venuto dritto verso di me.
"Qualcuno mi ha detto che lo stand della Puglia è il più ospitale di tutti e ha aggiunto che dovevo visitarlo quasi come un dovere, così sono venuto. Dovevo venire già ieri, ma poi m'è sfuggita l'occasione", mi ha detto.
"Grazie, Sindaco. Posso offrirti un bicchiere di vino primitivo delle nostre terre?", gli ho detto allora io.
"Ti ringrazio ma meglio che non beva".
Allora io ho preso un mio libro Acquaviva dal titolo "Italia" e gliel'ho dato.
"Sono favole contadine da tutte le terre d'Italia. Un dono per te da Acquaviva delle Fonti e tutt'intera la Puglia", gli ho detto.
Lui mi ha sorriso e ha guardato i miei libri.
"Mi dai anche i "Proverbi toscani"?". ha detto.
"Ma certo, Sindaco, ci mancherebbe!"
Poi gli ho chiesto una foto davanti allo stand per testimoniare la sua visita e ho chiamato: "Antonio! Antonio!". Ma il mio amico Antonio che fino a pochissimo prima stava affettando pane di Ginosa e grosse scamorze affumicate di Gioia del Colle non c'era più, chissà dov'era andato.
La foto allora l'ha fatta il mio figliolo Angelico, con il telefonino di suo fratello maggiore.
"Complimenti per il vostro gran "Cuore", mi ha detto andandosene, sempre in perfetta solitudine.
Il Sindaco Ignazio Marino, una persona dolce, con lo sguardo buono, aperto, con il sorriso sempre pronto...
Appena andato, qualcuno s'è avvicinato, chissà da dove.
"Era il sindaco di Roma, Ignazio Marino", gli ho detto.
"Già, ma quello non le paga mica le multe", mi ha sibilato con tono acido.
"Cos'è questa storia? Non ne so niente", ho detto io.
"Lo hanno scritto sui giornali. Ne parlano tutti.", ha confermato lui.
"I giornali? Per carità... Per me invece se lui ha avuto delle multe le ha pagate. Certo che le ha pagate", ho detto io.
"Ah, ho capito. Te sei uno che crede ancora alla luna"
"Tu invece credi ai giornali. Pensi davvero di essere messo meglio di me?", ho detto io.
Il tipo ha creduto opportuno di nemmeno replicare ed è telato via senza dire più niente. Ma a proposito da dove diavolo era uscito fuori?...
giuseppe d'ambrosio angelillo
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