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sabato 17 maggio 2014

PUNTATA SECCA SUL SOGNO



ho deciso di puntare tutto sul sogno
proprio ora che m'è venuto sonno,
e ho trovato enciclopedie di smorfie
per cacciare le vergogne
e vincere sicuro sulla ruota dello stupore.
per essere uno stravagante lo so d'avanzo
per destino, anima
e mancato mutamento,
son fortunato in amore
e così malnato in fatto di spiccioli,
ma verrà ancora il sogno, la lotta
e il cubo obliquo di quel che conobbi
e mai fui.
per vincere io ho già vinto
ma per cruda sfortuna tutti gli altri
sono altamente insaziabili,
e così perdo ancora
e torno felice a casa.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO 

venerdì 16 maggio 2014

L'AMORE A MILANO



è la volontà d'amore che mi tormenta
e mi fa tornare al canto
quasi a rammentarmi a forza
della mia follia per la bellezza,
questa santa irosa giovinezza
che trema come un giglio
e freme come una rosa.
che rigoglio di ingegno d'accatto
per arrivare a sera a bordo di una lambretta
con una tosa in fiore
e una voglia di fare arte.
siamo pazzi tutti,
non mentiamo, non prendiamoci a burla
per salvarci fino a notte
con una barzelletta
e tre ave maria.
chi piange e chi ride,
chi si fa male e chi gode.
è codesta questa famosa volontà d'amore
che ai luridi dà favori
agli onesti gran dolori.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

CARO DIO PAN



 CARO DIO PAN

si lascia una casa
per scegliersi una capanna,
un eremo in riva a un bosco
dove per mare ci prenda una distesa di fiori.
l'abbiamo dimenticata la campagna
per questo marmo incerto,
dove il rampante ci ruba il futuro e la comunità
e ci dà in cambio una lama arrugginita
e un pessimismo di verme,
l'uomo dei campi ha dimenticato la sua vita serena,
gli uccelli, la terra appena smossa,
la formica e la cicala.
l'Amore fa lo spazzino in città
e si accontenta di ogni rifiuto che trova,
forse anch'io avrò sentito parlare una volta
di quella furia contro il destino
che si chiamava rivoluzione,
ma gli strumenti oggigiorno sono sofisticati,
come si dice parecchio complessi.
ci han fregato ancora, caro dio Pan,
ci tocca correre dietro l'amore quasi fossimo criminali nudi,
col carretto delle arance buttato per aria,
a rincorrere anche noi i dolenti denari,
con i mostri dentro assetati di sangue
più che di gioia della vita.
caro dio Pan, che ne è stato di noi campagnoli?
GDA

AMBIGUITA' NON AMBIGUA DELL'AMORE


AMBIGUITA' NON AMBIGUA DELL'AMORE

Ci appare a ogni giorno quella certa meraviglia del giorno
dove noi poi ci scopriamo gambero matto,
sempre all'indietro alla ricerca del deserto sotto il mare.
Sul confine della spiaggia del tempo
a deciderci, non deciderci per l'amore.
Alla prima tempesta sott'acqua,
al primo sole con la bandiera al vento del cuore.
Siam fatti così,
ben sappiamo di cosa sia
ma non ne vogliamo sapere nulla di chi veramente si sia.
GDA

SULLA SALITA DEL LUNA PARK


SULLA SALITA DEL LUNA PARK

Raccontami almeno, oscura amica,
quella nuvola di meraviglia
che ti portò da me
e ti fece trovare così bella.
Che giunco d'azzardo trovasti mai in me?
In me che bazzicavo in quel tempo
malandrini presenti e profeti passati.
Cademmo lungo la salita del luna park del letto,
cademmo pure lungo la discesa del piacere.
Che strana storia mi raccontasti invece
con quel tuo lungo bacio,
capii tutto in un batter d'occhio,
tutto di quella tua lunghissima fame d'amore,
e così mi diedi alla fuga,
lungo il delirio incontrollabile
della mia nera chimera,
la mia smania di scommettere sempre sulle stelle,
sulle muse sempre invisibili.
GDA

IL LIBRO SEGRETO

c'è un libro 
dove è scritta tutta la nostra storia,
è il nostro viso,
che come richiesta agli altri
è stato strappato, bruciato,
scorticato in mille maniere diverse,
sempre uguali nella sostanza.
quelle labbra che hanno domandato così tanto
che più non ricordano
da dove l'ombra ha avuto inizio,
ma i nostri baci se li son presi,
oh, come se li son presi
senza mai pensare a restituirli,
e così son volati via i nostri amori,
i nostri beni,
tutta la polvere d'oro 
dei nostri sogni più cari.
e il libro così è diventato infine
il nostro stesso cammino,
la nostra strada infetta di gioia,
che agli altri dà sempre così fastidio.
il nostro libro è così diventato
il nostro specchio di casa
dove ancora di primo mattino
danza allegro il nostro fantasma
così matto, così litigioso,
così sempre logorroico.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO 

NOTTE INDIANA poesia di Roberto Longhi


NOTTE INDIANA

nell'asma sotterranea della luna
abbaiano e abbaiano i fratelli indiani.
la freschezza della notte 
non lenisce le ferite delle nostre lacrime.
insonne il vento scuote le porte delle mie paure
e parla una lingua dolce di cicale di antichi baci.
mai dimenticati gli amici,
in sogno tornano e sospirano come azzurri mari,
hanno negli occhi sabbia di comete
e nubi di dolore.
ROBERTO LONGHI