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domenica 6 luglio 2014

TECNICA VARIA PER PARARE I RIGORI (L'Olandese Volante e Van Goal)



 TECNICA VARIA PER PARARE I RIGORI
(L'Olandese Volante e Van Goal)


    Per tirare un rigore bisogna essere arrabbiati. Per parare un rigore bisogna essere molto più arrabbiati di colui che lo tira. Vince sempre il più arrabbiato. Però capita che il più arrabbiato riesce a nascondere tutta la sua rabbia e diventa così furbo come per incanto. E il furbo non lo batte nessuno perché il suo pensiero non lo mostra ad alcuno, nemmeno al diavolo che gli vuol sempre comprare l'anima.
    Così Van Goal, olandese volante, ha tirato fuori dal cilindro un portiere di nome Kul, altro olandese più volante ancora, con uno così non si può non vincere, a tresette, a poker, a ramino, e alla lotteria dei rigori alla fine di una partita del campionato del mondo di calcio a eliminazione diretta.
     Nevas, il montagnolo costaricano, continuava a buttare a terra i piatti e a sacramentare in spagnolo antico, ma non c'è stato niente da fare, tra Achille e Ulisse, vince sempre Ulisse 4 a 3.
    Il portiere non deve maledire deve parare. La rabbia scatena sempre tempeste di parole nere ma i fulmini delle bestemmie non hanno mai ucciso nessuno. Figuriamoci gli olandesi che vanno a tirare i rigori.
     Il Dio Pallone non vuole che ai suoi sacerdoti saltino i nervi. Altrimenti arriva il diavolo dell'ira e ti fa sbagliare 2 rigori. Proprio quello che basta al furbo per vincere la partita con il gran Kul, ma questo non è culo, è astuzia sopraffina da vecchie volpi di bordo campo.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

da  "LA PALLA E' ROTONDA" racconti, Acquaviva 2014
www.books.google.com

sabato 21 giugno 2014

SPINOZA BATTE GLI SPAGNOLI 5 A 1 (Sulla partita Olanda - Spagna)

Spinoza ritratto come Masaniello.

SPINOZA BATTE GLI SPAGNOLI 5 a 1
(Sulla partita Olanda – Spagna)

   L’esercito di Cortez si trovò davanti inopportunamente l’”Etica” di Spinoza e d’improvviso battè precipitosamente in ritirata. Senza nemmeno lasciare il tempo ai facchini di spedire una cartolina di saluti ai cugini, senza avere tempo nemmeno di mangiarsi una cioccolata, di pulirsi le scarpe e di vedere l’ultimo film tremulo di Almodovar. “La Gazzetta dello Sport” non ci credeva nemmeno lei a quel che era accaduto.
   I risultati delle partite del campionato del mondo in Brasile sembrava che avessero sballato tutte le loro righe per quel giorno.
   Spinoza si bevve il suo bravo bicchiere di latte spirituale senza zucchero con cui poteva campare ancora per altri 3000 anni.
   Poi si fece pure intervistare alla radio e alla televisione olandesi. Manco a credersi nemmeno gli inglesi avevano guadagnato manco mezzo scellino a tutte le scommesse di quella partita e questo la dice proprio lunga di come avevano tirato al pallone quel giorno gli arancioni. Da mandare all’aria tutte le scrivanie dei giornali sportivi di tutto il mondo.
   L’esercito di Cortez se ne sarebbe rimasto in ritirata per almeno quattro settimane ancora. Tutti  i gol di Spinoza saltarono da un angolo all’altro per tutto il mondo. Per secoli andranno ancora a quello stadio per farsi quattro risate sugli spagnoli vita natural durante. Onestamente moltissimi hanno goduto a più non posso.
   Il giorno dopo non fa venduto un solo giornale sportivo per tutta la Spagna. Ci incartarono solo il pesce i pescivendoli con la faccia stordita e arrabbiata. Solo Salvador Dalì non pianse ma rise di gusto:” Caproni, come avete potuto mettervi contro Spinoza senza manco aver letto un solo suo rigo?”, disse.

   Spinoza invece disse:” Io non giudico, capisco. E ve ne accorgerete quando tirerò l’ultimo calcio di rigore del campionato, quando la  commedia sarà finita anche qui in Brasile. Ma per dire la verità la commedia non finisce proprio mai!”
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

da "LA PALLA E' TONDA" racconti, Acquaviva 2014