domenica 18 marzo 2012

LA MAGIA DEL ROMANZO

La magia del romanzo poggia essenzialmente sul fatto che un singolo autore riesce come per potere soprannaturale a creare dal nulla tutto un intero mondo. Un mondo dove vanno a riversarsi i ricordi, che narrati diventano inspiegabilmente precisi e circostanziati, i sogni, che anche questi narrati diventano anche loro inspiegabilmente come se fossero per davvero vissuti. E poi il presente, che, narrato, va a cristallizzarsi anche lui inspiegabilmente come qualcosa di perenne. Il romanzo unifica sogno e realtà e fa, come in una porta girevole, andare l'uno e l'altro da una dimensione all'altra, il sogno nella realtà e la realtà nel sogno, in un andirivieni vorticoso che può dare le vertigini solo a chi non è abituato alle cose stesse della vita.
Il romanzo cerca il senso di una vita e anche se non lo trova inspiegabilmente si accontenta di almeno cercarlo, e gli viene l'incredibile dubbio che proprio quello è il vero senso della vita di ognuno: questo folle cercarsi e non trovarsi, intuendo però misteriosamente che ciò che così furiosamente cerchiamo è già da bel fracco di tempo nelle nostre stesse mani.
Il romanzo insomma cerca sempre un inesprimibile che non si trova mai, ma nel frattempo trova un sacco di altre cose, in primo luogo un se stesso che cerca e che stranamente non si dà mai per vinto.
E se non si dà per vinto una certa qual vittoria segretamente lo soddisfa.
Il romanzo insomma spiega un mondo inspiegabile appunto non spiegandolo ma semplicemente raccontandolo.
Ecco proprio qui volevo arrivare: il romanzo è lui stesso il senso del mondo e quindi non ha bisogno in definitiva di cercare alcunchè.
Il mio romanzo personale per ora si intitola: "BETTY PAGE", PSICOROMANZO DI UN FOLLE.
G. D'AMBROSIO ANGELILLO
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FOLLIA

Follia,
che il tempo mostra come una tessera
al controllore del tram
per sincerarsi di essere sul treno giusto,
si pensa per nulla
come per cambiare musa
si agisce per tutto
come per cambiare via
ma il tempo è questo
e vende a tutti
la mela oscura della nostra stessa balordaggine...
Si pensa addirittura di buttar via il futuro
ma il presente è una carogna troppo ingombrante
da farsi seppellire così facilmente,
ed ecco allora la follia
che scherma almeno lo sguardo...
GD ANGELILLO
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sabato 17 marzo 2012

BETTY PAGE (tecnica di un romanzo)

Apro i miei cassetti stracolmi di carte
come se fossero gli archivi
di una intera America
che tu hai ammaliata e sedotta
e scorro all'impazzata
i turbinii misteriosi della tua vellutata bellezza.
E' inebriante correre a perdifiato
nei meandri nascosti
del tuo sacro mostrarti, non mostrarti.
Sono un folle, è chiaro,
ma la tecnica di un romanzo
è proprio questa:
volare come un falò
nella nerissima notte.
GD ANGELILLO
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BETTY PAGE

La bellezza è una nave segreta
che solca le acque di tutte le anime,
una nave da carico da 100.ooo sogni
che ci riducono a volte
a naufraghi di una sola parola,
amore.
GD ANGELILLO
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mercoledì 14 marzo 2012

IL SECOLO DEI GELATAI di gd angelillo

Il secolo dei gelatai affollato di bambini.
I fagioli crescono sul piatto
proprio sul frigorifero
e l'oste ti vende il vino che ha
e ti versa
nel pallone della tua squadra che sempre perde,
perchè nemmeno il diavolo è tuo
nè Dio
nè il cuore
nè il cane.
Il cervello è andato
e la luna gira il mondo
mentre in tasca si perdono soldi
l'amore
il mare delle magie.
Il gelataio ti tende lo zucchero ghiacciato
così leccando
puoi stare zitto per tutto il prossimo secolo,
nascosto come tutta la folla dei bambini.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
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lunedì 12 marzo 2012

LA NAVE DI FRANZ KAFKA di g. d'ambrosio angelillo

Una nave di ferro è una farfalla pesante
che se ne vola sulle onde
verso la primavera che se ne rimane pur sempre l'America,
come una sposa segreta di Franz Kafka
con gli occhi di vetro
e i piedi di diamanti
tra le luci intermittenti
di una notte oscura senza pace.
La gioia è in quella manovra azzardata in avanti
che ancora a cupide mani
si procede fino a tardi,
finchè è possibile e anche oltre.
L'America bella dei nostri vent'anni
che a bandiere tricolori
canta in California,
con i topi pazzi di Los Angeles
e quel caffè di silenzio senza zucchero
che ora l'Occidente
offre a tutti prima dell'alba,
prima che la nave arrivi alle piramidi
e svegli con il sole
tutta questa massa di eserciti di operai
ancora in attesa di capire
questi scherzi neri del diavolo dei soldi.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
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lunedì 5 marzo 2012

SIAMO TUTTI GIOCATORI D'AZZARDO NEL BENE E NEL MALE di g. d'ambrosio angelillo

Il gioco rullante del tamburo di guerra.
La notte ognuno si barrica in casa.
Il ribelle scommette la sua testa
sulla carta dell'artista
che fece il pazzo
tutte le notti della sua vita.
Il potente punta la sua posta di giorno
sui grovigli delle macchine
che prima stampano soldi
e poi li fanno sparire.
Dio è in perdita,
il diavolo guadagna sempre.
Se vi dico che l'Amore regge il mondo
già mettete mano al telefono
per chiamare la polizia,
e invece io sono solo a casa mia
che mi scolo la mia birra
che mi ha offerto la mia migliore amica:
la Poesia.
G. D'AMBROSIO ANGELILLO
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IL VERO RICCO S'ACCONTENTA IL FALSO MAI di g. d'ambrosio angelillo

Lasciatelo stare il futuro
perchè può essere nero e brutto a volte,
accontentatevi del presente
se almeno non portate la livrea del servo.
Un letto e un libro,
una cucina e un'idea
sono ancora cose ottime da possedere
anche se il rubinetto cola,
la finestra è rotta
e le bollette non le paghiamo mai in orario.
C'è di peggio che essere bocciato a scuola,
ci sono altre sciagure se ci fallisce
la bottega sotto casa,
un film clandestino io ve lo consiglierei
se almeno lì la vostra vita ha un lieto fine.
Di troppe speranze non è mai morto nessuno
anche se si vive in perdita,
di gelo nell'anima ne ho visti tanti invece
non arrivare nemmeno al prossimo angolo.
G. D'AMBROSIO ANGELILLO
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sabato 3 marzo 2012

RACCONTO IN BREVE DI UNA VITA di g. d'ambrosio angelillo

Chissà cosa è un nome
e a cosa vuole mai portare,
forse è solo un ricordo
che si porta perennemente nell'anima
per ricordarci che forse un giorno
qualcuno ci ha perduto.
Canzone d'amore,
ristorante di cani e di mosche,
bar di Polacchi
e poesie oscure
che nessuno ha mai voluto.
La vita è un silenzio
dove se c'è qualcuno che parla
quello è un pazzo che si gioca 3 numeri
visti in un sogno.
Un demonio con gli occhi chiusi.
Fughe mai portate a termine.
Anni buttati con vocabolari inutili.
Treni partiti per chissà dove.
Qualcuno ci aspetta in una radio
per regalarci una canzone.
Ma noi siamo così stupidi
che qualsiasi appuntamento
ci fa schifo.
G. D'AMBROSIO ANGELILLO
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mercoledì 29 febbraio 2012

MOLTA FOLLIA E' IL PIU' DIVINO SENSO di Emily Dickinson

Molta follia è il più divino senso
a un occhio che discerne,
molto senso la più vera pazzia.
E la maggioranza prevale in questo,
come in tutto.
Di' sì e tu sei sano,
nega e sei immediatamente pericoloso,
da tenere con una catena.
EMILY DICKINSON
(traduzione di Giuseppe D'Ambrosio Angelillo)
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