regala Libri Acquaviva

regala Libri Acquaviva
CHARLES BUKOWSKI, Tubinga, MARC CHAGALL, Milano, ALDA MERINI, Grecia, Utopia, ROMANZI, Acquaviva delle Fonti, RACCONTI CONTADINI, America, POESIE, ERNST BLOCH, Sogni, Gatti Pazzi, Spinoza, FEDOR DOSTOEVSKIJ, ITALIA, New York, FEDERICO FELLINI, Poesie di Natale

giovedì 25 dicembre 2008

Il Pragmatismo in sè.



"Sapere aude !
Abbi il coraggio di servirti
della tua propria intelligenza!"

Kant


L'Io che pensa è anche l'Io che fa.

Il maritozzo



"L'Amore è una follia

che ha ridotto sul lastrico

parecchi buontemponi..."
Alda Merini


Pantalone dei Bisognosi vorrebbe sposarsi la poetessa Alda Merini
ma a sapere quanto mangia cambia idea...



ALDA MERINI L'uomo che mangiava i poeti - poesie, racconti, aforismi ACQUAVIVA



"Sanguina, sanguina la mia voce
che gli altri credono immortale

e dicono che io fumo 2000 sigarette al giornoin realtà il pianto mi ha convertito la gola
in una fossa piena di leoni
e non vedono le continue lottedentro il mio corpo solo..."

Alda Merini

on www.books.google.com



LEONARDO DA VINCI Pensieri ACQUAVIVA



"Chi non stima la vita
non la merita."

Leonardo Da Vinci




La concezione dell'Uomo e dell'Arte
del più grande genio del Rinascimento Italiano: Leonardo da Vinci.

on www.books.google.com

Mistero buffo



"Troppi, troppi misteri
pesan sull'uomo
su quest terra"

Dostoevskij


Un'Opera Futurista che non teme giudizi
perchè gli uomini sempre sanno ridere
di ciò che non riescono mai a sapere.

La Strada



"L'Arte è un destino
dove non esiste altro che la Libertà."

Jack London




Un romanzo che è al fondamento di tutta la letteratura Nord Americana del '900.

Poeta a Nuova York



"Tutto il mondo
in una sola città."

O.Henry




Affari, uomini, grattacieli, nulla, dèi in terra, in una delle più belle raccolte del maestro Federico.

mercoledì 24 dicembre 2008

Il Canto di Natale



"Buon Natale a noi tutti, miei cari,
e che Dio ci benedica!"

Dickens




Uno dei più bei racconti mai scritti sul Natale in tutta la letteratura dell'Occidente.

Il Poeta vol. II



Il poeta
giornale di scritture.

Sommario
Charles Baudelaire - l'orologio - racconto
Giuseppe D'Ambrosio Angelillo - poesia
Chiara Tognetti - poesie
Francesco Zava - amaro amore di 'sti tempi
Massimiano Mutarelli - poesia delle cose
Marco Bin - baci di versi
Ilir Kolmarku - serata di freddo
Cristiano Sormani Valli - politica
Patrizia Bertipaglia - poesie
Amedeo Leni - L'ultimo viaggio
Mauro Sinigaglia - il domatore di aquiloni
Maria Cristina Casali - la siepe del poi
Marco Sambruna - la porta sul giardino
Roberto Longhi - il sindaco del nulla
Massimo Zarucco - ritratti
Marco Sambruna - preistoria di un pomeriggio
Giuseppe D'Ambrosio Angelillo - Fragile

Il Poeta vol. I



Il Poeta
giornale di scritture

Sommario

Giuseppe D'Ambrosio Angelillo - l'uomo che minacciò il Budda - racconto
Mauro Sinigaglia - atti dovuti - racconto
Roberto Longhi - come le foglie degli anni - poesie
Francesco Zava - comizio d'amore
Giuseppe D'Ambrosio Angelillo - il teatro della lotta e la strategiadella finzione - poesie
Francesco Zava - carne da romanzo - poesie
Icaro Ravasi - sopraluce - poesie
Marco Bin - due vergini - poesie
Walter Grassi - per essere possibili - poesie
A.D. - poesie
Giuseppe d'Ambrosio Agelillo - una di quelle sere - poesie
Fiabesco - ecco le poesie


2005


Il Paese delle Illusioni



"L'America è un grande paese
ma è come se il pane di casa non basti mai." O. Henry



Un grande Maestro americano, inarrivabile
nell'arte di scrivere racconti: O. Henry.



Immagine



"Io ho
quel che ho donato."

Gabriele D'Annunzio




Una raffinata e delicata raccolta di poesie
di Alba Bosi, ricercatrice di Genetica all'Università "La Sapienza" di Roma,
finalmente al microscopio della Vita con la lente del Cuore.

La Saggezza tragica



"Solo come fenomeno estetico
può giustificarsi eternamente
l'esistenza e il mondo."


Friederich Nietzsche,
da la nascita della tragedia





Narrazione della Vita e del Pensiero del giovane Friederich Nietzsche.

Il sogno anarchico



"La Libertà
è l'eterna gioventù delle nazioni."

Manuel Foy




Storia dei Sindacati Anarchici a Brcellona
negli anni della loro prima formazione: 1906-1915

martedì 23 dicembre 2008

Terra e Libertà



"La libertà è nell'essere padrone
della propria vita e del proprio lavoro."


Platone





Un Romanzo corale di quando i contadini decisero di prendersi Terra e Libertà


on www.books.google.com

ll fatto

lunedì 22 dicembre 2008

Natale



"Oh, generoso Natale di sempre!
Un mitico bambino
che viene qui nel mondo
e allarga le braccia
per il nostro dolore.
Non crescere bambino
generoso poeta
che un giorno tutti chiameranno Gesù.
Per ora sei soltanto
un magico bambino
che ride della vita
e non sa mentire."
Alda Merini

Poesie, pensieri, raccontini per il Santo Giorno di Natale

Poesie di Natale



"All'Amore basta una candela,
una fetta di pane,
un sorriso.
Un bacio."

Giuseppe D'Ambrosio Angelillo




venerdì 19 dicembre 2008

ALBA E AURORA

a Alba Bosi e sua sorella Aurora

Alba fa trambusto in cielo
ma il giorno ancora non c'é.
In compenso c'è la malignità, il peggio
e un esercito di bestie.
Comunque per combattere c'è ancora
l'intero firmamento polveroso di mondi infiniti,
e con l'infinito
ancora tutte le pazzie del cuore
e i voli imprevisti di ogni vero bene.
Che farci?
Questa è sempre la vita
che non insegna mai nulla a nessuno.
Infatti l'Alba e l'Aurora parlano
e la folla ride.
Intorno intanto gli avvisi di pagamento
di tutti i falsi amici traditori,
del gran parco carogne e affini.
QUALSIASI POESIA E' PERO' UNA VIA DI CAMMINO
per ogni nome di Speranza
ancora in transito.
La Bellezza anche se non all'ordine del giorno
del presente governo del tempo
non ne capisce proprio di arrendersi,
dopotutto sarebbero questi i nemici
degni della nostra nobilissima e sconclusionata lotta,
così ignoranti e così spregevoli
da non capire mai in modo categorico e assoluto
cosa mai voglia dire il buon augurio
e il caro buongiorno del bene?
Il regista è di là intanto
che si bacia la più bella attrice del Natale in arrivo.
Ma non per tutti.


GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO, UNA FOLLA DI SOLITUDINI poesie, inedita

mercoledì 3 dicembre 2008

I PENSIERI DI UN CANE VAGABONDO

Avventure oscene e disquisizioni allucinanti di un vero paranoico ma con uno sguardo lucidissimo sulla assurda realtà umana che lo circonda. Fin qui non ci sarebbe nulla di strano sennonchè il protagonista non fosse un cane. Sì un cane di nome Cane. E questo la dice già lunga su come sia trattato dai suoi simili e dai suoi amici padroni superuomini. I migliori amici dei cani.
    Un cane randagio che predica come un filosofo e pensa come un ribelle apocalittico. Ma lui è solo un cane e predilige gli ossi e l' intimità di cagne losche e inquietanti. Stranissimi sono gli incontri e le esperienze di questo strabiliante cane vagabondo che in solitudine estrema e maledetta povertà affronta tutto il mondo contro, avanzandogli il tempo perfino per misurarsi con i più alti temi dell' esistere e del vivere in questo ammasso di esseri che pullulano su questo pianeta, dove la fanno da padroni proprio gli uomini, inarrivabili per la loro intelligenza ma pure per la loro assurda follia. Le analisi del cane di strada spaccano in quattro la logica infallibile dell' uomo e con il favore delle tenebre e del silenzio trovano contraddizioni insanabili così potenti da far crollare la luna come un semplice birillo. Giuseppe D'Ambrosio Angelillo con questo suo originale romanzo "CONFESSIONI DI UN CANE", ci dice che la vita è una cosa sacra per tutti, anche per un cane pazzo abbandonato per strada e lasciato da solo a cavarsela in un mondo di malvagi e traditori. E che vivere è una gioia comunque, anche se piove e fa freddo da una settimana di seguito e non si ha altro rifugio che un cespuglio malmesso e sbrindellato di periferia dove ripararsi.


LEONA DE CARLO


romanzo on www.books.google.com

RACCONTI DAL SOTTOSUOLO DI GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

    Sottosuolo milanese. Bella scuola italiana di un Autore che intrattiene con la vita reale e la strada uno strano e coinvolgente rapporto sotto la diretta protezione di Numi tutelari che vanno da Chagall a Dostoevskij, da Bloch a Bukowski. Insomma un caleidoscopio di varia umanità a completo giro di radar. Coinvolgente, sfrontato, spaccone.
    Questi sono i racconti metropolitani di Giuseppe D'Ambrosio Angelillo, "BULLAZZE E MARMITTONI". Libro che meriterebbe senz' altro un successo editoriale di maggiore sostanza. Ma le piccole perle dell' editoria underground sta proprio nella singolare area di profonda passione che trovano la loro lucentezza migliore. L'arte è vera e l' ironia al confine della follia è davvero autentica.
    I personaggi sono tratteggiati con sicurezza e maestria davvero ammirevoli, tra il resto fa anche una grandiosa apparizione perfino Alda Merini, altra Divinità protettrice del nostro Autore. L'Università della Vita apre i suoi portoni a tutti con questo incredibile e allucinato libro. E non si paga biglietto d' ingresso nè tasse d' iscrizione. La Vita che aspetta solo di essere guardata per mostrare ai più la sua insopprimibile voglia d' amore e il suo stupore nobilissimo sia che piova sia che splenda il sole. Allegria e malinconia, nulla coglie mai impreparato il nostro imprevedibile e acuto Joseph K. Eros, occhio e filosofia. Questa strabiliante raccolta ci tocca l'anima e ci rende lettori devoti di questo strano scrittore del sottosuolo milanese.


BARBARA EPISCOPO



38 racconti underground on www.books.google.com

martedì 2 dicembre 2008

ROMANZI D'AMORE DI GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

Giuseppe D'Ambrosio Angelillo è uno scrittore d'amore. D'Amore per tutti i suoi lettori e le sue lettrici. Rammenda qualche pezza di speranza sui nostri tristi maglioni, ricama qualche scritta di bellezza sui nostri calzoni. A noi lettori che nemmeno lo conosciamo e mai abbiamo sentito parlare di lui. Ringraziando solo il cieco caso che ce l'ha fatto incontrare in qualche matta e forte libreria ( di solito le librerie alternative o le Feltrinelli, o Hoepli internet, o Bol.it, qualcosina ora anche alle Mondadori). Noi perfetti sconosciuti che mai ci incontreremo tra di noi, ma che pure con il nostro ricambio di amicizia silente e oscura, proviamo pure a far sopravvivere questo fratello minore di Dostoevskij.
D'Ambrosio è soprattutto un grande cuore prima di essere un grande scrittore. I suoi romanzi sono capolavori d'amore, prima di essere dei capolavori di scrittura.


Laura Fantoni

"RIVOLUZIONE", ROMANZO DI GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

"Rivoluzione" è un romanzo iniziatico, un percorso di formazione. Il protagonista, Giuseppe, parte da un paese del Sud con la propria forza di volontà e il desiderio di scoprire e capire l'Italia e la sua società, scossa dalle battaglie degli anni Settanta. La sua ricerca non viene però influenzata dalle ideologie imperanti, bensì si caratterizza per essere diretta solo verso la comprensione del prossimo.
Ed attraverso la lente di quegli anni, del '77 in particolare, che l'io narrante vede gli eventi cruciali, gli scontri in piazza, gli amici politicizzati che combattono con violenza e furore per pricipi ai suoi occhi del tutto inutili. Quelle stesse idee che infiammano la società gli permettono di scorgere con lucido realismo chi davvero ci rimette; chi, sotto i colpi di una rivoluzione solo apparente, rimane realmente emarginato: gli ultimi.
E sono proprio queste figure che caratterizzano i punti focali del romanzo: persone che vivono ai margini ma che, seppure inconsapevolmente, mettono in atto, in maniera ben più convincente, i dettami dell' ugualianza marxista o della teologia evangelica. Come, ad esempio, un barbone che devolve tutto quanto ricava dalla carità ad una donna sola e abbandonata che deve allevare cinque figli.
Il romanzo di D'Ambrosio Angelillo, però, non è tanto un racconto di fatti marginali rispetto alla guerriglia di quegli anni, ai movimenti studenteschi e alle lotte di classe che di lì a poco si trasformeranno in terrorismo, ma è soprattutto una lunga analisi delle false promesse storiche, dove il nodo rimane sempre quello delle vere disugulianze, ben più concrete di quelle sbandierate con ipocrisia sulla base di puntelli ideologici.
"Rivoluzione" è scritto con uno stile crudo e diretto, in cui desiderio di raccontare assume la forma di energia verbale intensa, ma mai retorica. Il tema affrontato viene rivisto in una chiave minimalista, in cui le singole figure perseguono nel proprio micromondo valorin essenziali quali la solidarietà, l' impegno e interesse per le altrui vicende. Quegli elementi, cioè, che stanno all base di un'autentica convivenza civile.


Fulvio Caporale

pubblicato dalla rivista "L'Inchiostro", maggio 2008

GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO, ROMANZIERE

Joseph K. è il più grande scrittore italiano a tutt'oggi in giro e altri mezzi uovi cotti davanti a lui stanno bene solo in un insalata insipida e insapore. Ce ne sono tanti che con la scusa della letteratura si tirano seghe a tutt' andare, ma il Nostro è un Maestro che darà lustro alla nostra sbiellata Italia negli anni a venire.
Sotto, ragazzi, comprate i suoi libri e leggeteli in gruppo. Fate campare questo genio, in questo mondo di rape perfette.
Shalom!


Davide Levi,
il Gatto Verde

GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO, AVVENTURIERO E ACROBATA DELL'ARTE DELLO SCRIVERE IN ITALIA

Avventuriero della scrittura automatica, dove la sua sconsiderata assoluta libertà lo porta a diventare un pioniere instancabile nell' arte del raccontare, e sfrontato interlocutore di qualsiasi personaggio reale metropolitano lo proietta in sempre nuovi sconclusionati potentissimi romanzi. Giuseppe D'Ambrosio Angelillo è uno dei più incredibili scrittori russi o americani o inglesi, ma non italiani, sì perchè lui punta davvero in alto e è molto ambizioso. Non punta all' Italia, e si capisce, l'Italia quasi lo rifiuta per la sua purezza e la sua profondità. Sperando che non se ne accorga mai, perchè quando lo scoprirà di certo lo combatterà. Il nostro è un Paese di buffoni e di aggiustaminestre, un personaggio vero è d'istinto che lo evita e lo ignora.
Comunque D'Ambrosio sarà scoperto molto presto da una casa editrice francese o tedesca. Da là ritornerà in Italia. C'è da dire che molti cervelli italiani non se ne vanno all' estero a cercare e trovare fortuna, molti se ne restano in Italia a lottare contro la sfortuna di appartenere a una Nazione che dileggia e trascura i suoi artisti migliori. D'Ambrosio è uno di loro.
D'Ambrosio è un narratore della Speranza, e lì è davvero imbattibile, in questo panorama letterario nostrano fatto solo di piagnoni, pregamorti, menagramo, sfigati di professione, opportunisti sfarfalloni di ogni specie.
Leggete anche solo il primo capitolo del suo "RIVOLUZIONE" o del "PROFESSORE DI FILOSOFIA" o del suo "MEDIANO NELLA BIRRA", vi accorgerete all' istante di avere a che fare con un vero acrobata della scrittura.


Adriano Lamanna

martedì 11 novembre 2008

SPERANZA

Io vivo di Speranza
pane più dolce della poesia
più carico di sapienza
è più nobile di paesaggio.
Con porti di querce
invisibili allo sguardo
e altezze imperscrutabili
come i tetti della Città di Dio.
Tutti ne mangiano
e diventano più forti,
pochi lo fanno questo santo pane,
ma tutti lo prendono
e lo portano via
ai loro cari,
per fare di ogni casa
un angolino di Paradiso.

martedì 21 ottobre 2008

Speranza


"Speranza è essere felici
aspettando la felicità."

Aristotele


Un sommario di piccoli segreti per cavarsela
con una parola di Speranza
nella Babilonia dei problemi quotidiani.

L'innamorato


"Perchè il miracolo della follia
è di trovare dolce
ogni veleno."

Alda Merini

Una raccolta di poesie inedite recenti che raccontano dell'Amore ,
dei Sogni, della generosità del più grande Poeta d'Italia: Alda Merini

L'uomo più buono di Acquaviva


"Basta che esista solo un uomo
veramente buono, perchè tutto il mondo
meriti di essere stato creato".

Talmud

Un poemetto che racconta come la Bontà sia l'anima stessa di qualsiasi vera amicizia.

lunedì 25 agosto 2008

Ogni cuore è un enigma




"... I Poeti vivono abbandonati

ai margini della strada su quei

loro letti di pietra accesa sempre

con le mani tese verso il dolce viso

della loro innamorata,

le pistole scariche a tracolla,

l'anima a mollo

sotto la perenne pioggia..."


G. D'Ambrosio Angelillo


La follia d'Amore si trova dappertutto

all'inferno, come in paradiso




Un Amore


"Il crudele amore? Una specie di tripudio di gratitudine.

Qualcosa che ti spinge nelle braccia dell'altro

qiuando tu sai che lì dentro morirai..."


Alda Merini


Uno struggente poemetto in prosa, quando si è capaci di affrontare qualsiasi dolore pur di non rinunciare al proprio Sogno d'Amore.

Poesie d' Amore


" O mia Aster,

che guardi le stelle,

potessi io diventare cielo

per poterti guardare

con così infiniti occhi."


Platone



Le rare poesie giovanili del grande filosofo ateniese, tramandateci dalla tradizione umanistica antica. Testo greco a fronte.

Il fantasma dell'Amore


"...Il fatto è che c'è un'altra persona nella mia stanza con me e non so chi è. Questo è il mio vero problema. Anzi so chi è, ma non lo voglio sapere così faccio finta di non sapere chi è. Una cosa complicata perfino a raccontarla ma in efetti è semlicissima. Con me nell'unica stanza che rappresenta l'intero mio appartamento, il cesso è di fuori in qualche punto della galassia oltre il mio ballatoio, c'è sempre una persona che non mi molla un'attimo e che in effetti sono completamente convinto che non esiste in nessun altro posto che nella mia fantasia..."

giovedì 14 agosto 2008

Giuseppe D'Ambrosio Angelillo La pagnotta dei sogni romanzo ACQUAVIVA


"Joseph Angelillo è un forte spirito.

Non star lì a mangiarti la foglia con altri marpioni.

Fatti un botto di allegria contadina e di pensieri al vetriolo con questo grande italiano,

mio amico lontano.

Non fare il fesso macarone, non urlare troppo come al solito.

Paga un cicchetto a Joseph il Sognatore e compra questo fottuto libro senza pensarci più sopra .

Lui, mi pagò una volta 24 birre, e ero solo come un cane quel dannato giorno.

Maledetto orgoglio della solitudine, paga tu ora.

Spocchia della malora, tira fuori quei quattro centesimi del cazzo.

Compra questa pagnotta dei sogni.

Joseph Angel fece ridere un genio ora non son molti anni.

Do you understand, Italy?"


Charles Bukowski


(edizione underground, illustrata)
ON www.books.google.com

Io canto me stesso


"Amico, questo non è un libro.

Chi volta le sue pagine tocca un uomo."


Walt Whitman



Una selezione originale della poesie del padre fondatore della letteratura americana:

Whalt Whitman.



(illustrato con cartoline in b\n e testo originale)

Ogniuno corre dietro alla sua pazzia


"Ognuno corre dietro alla sua pazzia

con la cravatta annodata perfetta.

Chi dietro alle donne

chi dietro al locale

chi dietro al bicchiere

chi dietro alla poesia

chi dietro al più matto se stesso

mai esistito a questo mondo..."



Poesie su questo mondo di matti. L'Amore è cieco e non conosce errori.


domenica 10 agosto 2008

Il Cuore Bambino


"Un iris

vicino alla mia capanna

mi ha inebriato."


Ryokan


Raccolta di poesie haiku del santo beniamino dei bimbi giapponesi: Ryokan

(traduzione di Kantaro Nishida e Giuseppe D'Ambrosio Angelillo)









Le Campane




"Ogni bambino che viene al mondo

è sempre il più bello di tutti."


Dickens


Nonostante l'enorme cumulo di rifiuti che questa stessa società è diventata

la Festa della Vita è sempre più forte di tutto.



(illustrato con cartoline vintage.)

lunedì 28 luglio 2008

SUICIDIO DOPO DOPPIA BOCCIATURA IN QUARTA GINNASIO

Possono passare le vacanze tranquille
i professori di prima categoria di Fabio X
della quarta ginnasio del liceo Classico
Beccaria,
dei delitti e delle pene.
Il delitto di avere 16 anni
e la pena: la morte.
Ora capisco perché gli scrittori di gialli
di nuar
di triller,
hanno tanto successo al giorno d'oggi,
pieni di inganni e di omicidi
sempre alla ricerca degli assassini,
che bontá loro sono sempre gli altri,
i balordi
i malavitosi
gli sballati fuori di testa
e mai noi stessi, gente cosí per bene e regolare,
noi che facciamo sempre il nostro dovere,
anche a costo di uccidere.
Assassini della peggior specie pure noi.
Non si uccide sempre con la pistola
e il coltello, cari miei,
a me per esempio
hanno pure tentato di assassinarmi
con l'amicizia e l'amore,
e ci sono pure andati molto vicini.
Qualche volta hanno pure tentato di farmi la pelle
con la molletta e la clava,
ma non ho rischiato cosí tanto
come con i sublimi sentimenti.
Certo possono pure farti fuori
con la scuola,
e anche a me ci han provato,
non gli é andata bene.
Mi han dato anche la laurea
e pure con quella
mi volevano tirare al cuore.
Me la son cavata di striscio.
Ma non a tutti va bene come per me.
A Fabio X
l'hanno ucciso con due bocciature
in quarta ginnasio
del liceo Classico Beccaria,
dei delitti e delle pene.
Il delitto di tenerci alla scuola
la pena: la morte.
Non so niente di Fabio X,
dei suoi amici
della sua scuola
dei suoi professori,
quindi non posso dire niente.
Ma qualcosa degli uomini so,
e qualcosa di Aristotele
con i sillogismi
e i paralogismi la so pure,
quindi qualcosa la intuisco e la deduco
pure io
e di stare zitto non mi va proprio.
Oggi per tutto il giorno
dopo aver letto che Fabio X
per le due bocciature
in quarta ginnasio
del liceo Classico Beccaria,
dei delitti e delle pene...
io scrittore di quarta categoria
che mai capirá qualcosa dell'assurda protervia
delle teste di cazzo che credono di comandare
e invece non contano nemmeno piú del 2 di picche,
non son riuscito a combinar piú niente,
e son nervoso da tutto il giorno
da quando cioé ho letto
la notizia sul giornale
che Fabio X
s'é gettato dal balcone del sesto piano
di via Forze Armate N 0,
sfracellandosi al suolo come un cane.
Peggio di un cane.
Allora ho capito 2 cose:
che Fabio X amava alla follia la scuola
e in particolare il liceo classico.
Perché uno che se ne fotte
puó pure essere bocciato 400 volte
alla quarta ginnasio
e farsi lo stesso una pancia piena di risate
al bar con gli amici,
e non si butta dal sesto piano
neanche a spingerlo con un caterpillar.
Questa é la prima.
La seconda cosa che ho capito
che abitando in via Forze Armate N 0
era un ragazzo povero.
Infatti il suo funerale
si fará probabilmente giovedí
nella chiesa della Madonna dei Poveri
in zona Baggio.
Allora Fabio X
meritava la medaglia e la promozione
giá per il fatto stesso
di essere arrivato in quarta ginnasio
del liceo Classico Beccaria
dei delitti e delle pene.
Il delitto di non essere tosto come le pietre
la pena: la morte.
Ora so pure che il diploma
é una carta che non vale niente
peggio pure che il due di bastone,
la laurea addirittura
idem con patate.
E allora:
se dei professori hanno avuto il fegato
di bocciare per la seconda volta un ragazzo di 16 anni
per un corso di studio
che alla fine ti da un pezzo di carta
che é quasi una carta igienica,
... e... cosí... Fabio X... ... ...
dovrebbero avere anche il fegato
di considerarsi dei perfetti falliti
come professori
e quindi andarsene via dalla scuola,
che merita certo altri educatori
piú in gamba della carta del diploma
che alla fine si riesce a avere
(o non avere tanto é lo stesso).
Cosí possono passare le vacanze piú tranquille
almeno come assassini mancati
che mai nessuno scrittore di gialli
si metterá mai a dare la caccia.
Perché ognuno di noi
é un assassino
se invece di dare la mano
al prossimo, piú debole e bisognoso,
al contrario lo affossiamo,
cioé gli scaviamo la fossa.

Ecco: ho detto ció che avevo sul gozzo.
Ora vado farmi un caffé,
ma non lo berró.
Cacceró invece un urlo
fuori dal balcone.
Abito in un quartiere di matti,
nessuno chiamerá l'autombulanza
per cosí poco.

Santo cielo, Fabio!
Avessi almeno capito in tempo
che la piú bella quarta ginnasio
di qualsiasi liceo classico
é la VITA!
Altro che questo Beccaria
dei delitti e delle pene
di merda!

T'avessero almeno dato in tempo due ali di angelo
per volare
oltre questo fantasma di maturitá
che mai nessuno non riesce a vedere davvero
una volta per tutte...

Comunque sia, se non ci pensa nessuno
il diploma te lo regalo io, caro Fabio,
con questa poesia
di scrittore di quarta categoria...
che spareró sul blog dei blog di tutti blog
di questa maledetta rete della malora:
VITA
VITA
VITA
e tutto il resto pure come volete che sia...



G. D'AMBROSIO ANGELILLO

venerdì 25 luglio 2008

Il Professore di Filosofia


"Ottimo scrittore, ottimo filosofo, ottimo cittadino di una strana città di nome Utopia, vive nell'ombra dei suoi 1.ooo romanzi senza sperare un clamoroso successo...

Un uomo che vive in una Russia lontanissima, un umile Tolsoj italiano, un giovane patriarca, con mille anime al suo seguito che non ha mai comandato.

Vive in un limbo pieno di spettri vivacissimi e grandiosi. Pur avendo una massa sterminata di nostri fantasmi nella sua testa non è mai diventato un paranoico.

Anzi Angelillo è un contadino che cura con amore e passione la terra della sua arte in una metropoli assatanata, tra demonii e mascalzoni di tutte le specie.

I ciliegi e i mandorli in fiore delle sue opere sono un miracolo del suo cuore insonne, amici angeli sottobanco gli passano poi il salario del Poeta:

l'Amore che mai smette di sognare il Paradiso. "

Alda Merini


Guai, gioie e avventure di un docente di Filosofia nella disastrata scuola secondaria di oggi.

Sogni e perfidie di un'Italia maldestra che sembra sempre fuggire da se stessa.


(illustrato con aquerelli a colori)


Una recensione Highway5:


Scheda di lettura di “Il professore di filosofia” di Giuseppe D’Ambrosio Angelillo, casa editrice Acquaviva, Milano, 2007

Se pensate che Giuseppe D’Ambrosio, alias Joseph K., “il monaco metropolitano con la paranoia per la filosofia”, con la scusa magari dell’autobiografia incominci a girare intorno al suo ombelico, be’ scordatevelo!
Qui si gioca il tutto per tutto e sempre a poste alte, sul filo dell’autoironia e la matassa si dipana senza il pericolo che si avvolga mai troppo su se stessa.
E così mettiamoci pure alle calcagna di questo professore di filosofia che si aggira come un semiclandestino, non solo nei quartieri di una Milano stravolta e irrequieta dove una signora per bene non si avventurerebbe mai, ma anche nelle sue incursioni all’interno delle vite marginali in cui s’imbatte dove non c’è mai squallore ma inaspettatamente luci e botti da Luna Park.
Amico lettore: è roba dura, testarda, è puro hardgroove e funk sparati in pista, a tutto volume, e – parola mia – qui nessuno muore soffocato dalla noia!
Giuseppe D’Ambrosio appartiene a pieno titolo a quella “generazione di furtivi” per cui un conto è il sentiero stabilito e un conto è quello destinato e potete scommetterci che è anche uno di quelli che – come direbbe Jack Kerouak – non sbadigliano mai e non dicono mai un luogo comune, ma bruciano, bruciano, bruciano…e cosa c’è di meglio in mezzo a tante mezze ombre?
L’intreccio della poco credibile carriera scolastica di questo insegnante che non studia ma sogna e per cui è proprio il sogno la vera e autentica filosofia è un plot davvero indiavolato dall’incontro con Falco Nero, il preside provocatore scolpito nella pietra che lo vuole morto ma viene rimandato all’inferno, fino al memorabile téte-à-téte con Lucifero in persona.
Ah, dimenticavo, le succose e parecchio sexy donnine da queste parti non mancano mai…
Con un libro così siamo in ballo e dobbiamo ballare fino in fondo, fino all’amen di questo iperbolico magnificat alla libertà che va sempre conquistata fosse anche nei termini estremi per cui per D’Ambrosio “l’uomo coraggioso è per strada a chiedere l’elemosina mentre il vigliacco è sulla poltrona di velluto rosso”.
A questo punto, siate sinceri, l’avreste mai pensato che la filosofia è un animale notturno? Lo avreste mai neanche lontanamente sospettato o vi avrebbe solo minimamente sfiorato l’idea? Per questo, leggendo lo straordinario e inaspettato romanzo di D’Ambrosio comincerete a capirne fino in fondo il perché, ma soprattutto capirete che – come direbbe Henry Miller – qui la vita ha sempre l’ultima parola.
Vi assicuro che è raro trovare uno scrittore così “contro”, nella fattispecie, contro tutti i sistemi, nessuno escluso e poi che sappia fare così il clown cucendo e ricucendo tante scene miste a sogni e fantasie a volte esilaranti a volte dolorose e tese come un pugno allo stomaco e sapendo alla fine mixare il tutto per sintonizzarsi sulla frequenza dell’uomo della strada.
Giuseppe D’Ambrosio non si smentisce mai, la sua è una ricerca costante, martellante della deriva attraverso quella di ogni personaggio e di ogni atmosfera, ci invita pagina dopo pagina a mescolarci all’incessante fluire, al movimento del suo pensiero senza fermarci a confrontare, analizzare o possedere, ci spinge a scorrere senza tregua attratti come da una calamita.
Ma penso che a questo punto siate pronti a capire la differenza tra i libri che sono buoni solo ad appannare gli occhi e quelli che servono a pulire, e bene, le vostre lenti, allora se così stanno le cose vuol dire che è venuto anche per voi il momento dell’incontro con questo meravigliosamente magnetico romanzo “out of everywhere” e con il suo imprevedibile autore: avete la mia parola, è una di quelle esperienze che ricorderete per un pezzo!


Maria Theresa Venezia


"Libro severamente vietato ai professori di Filosofia,

"tranne uno o due, naturalmente.)"

Prof. Joseph K.


Rivoluzione

Giuseppe D'Ambrosio Angelillo, a 17 anni

"Oh, amici miei... Non potete immaginare quale tristezza e quale rabbia invadano tutta la vostra anima, quando di una GRANDE IDEA, che voi venerate già da lungo tempo e come cosa santa, s'imadroniscono degli ignoranti e la trascinano sulla strada verso gente altrettanto stupida quanto essi stessi, e la incontriate improvvisamente al mercato degli stracci, irriconoscibile, nel fango, male esposta, di sbieco, senza proporzioni, senza armonia, zimbello dei fanciulli sciocchi! No! Ai nostri tempi non era così, e non era a questo che noi miravamo. No, no, assolutamente non a questo. Io non riconosco più nulla...




Il nostro tempo verrà di nuovo




e di nuovo avvierà su una strada sicura tutto ciò che oggi vacilla.




Altrimenti che sarà mai?"




Dostoevskij












ROMANZO SUL 1977








Sogni Utopie e grandi Speranze di un ventenne che credeva con tutto se stesso in un Mondo Migliore...




Guai, sconfitte e capitolazioni di una Meglio Gioventù che voleva portare la Fantasia al Potere...




e che invece se ne cadde a faccia a terra...








(edizione illustrata).








Una recensione di Highway5:

“RIVOLUZIONE” DI GIUSEPPE D’AMBROSIO, EDIZIONI ACQUAVIVA, MILANO, OTTOBRE 2007.


A leggere “Rivoluzione” di Giuseppe D’Ambrosio si corre proprio il rischio di farsi travolgere da una grande ondata creativa, politica ed esistenziale, libera da qualsiasi schema, struttura, griglia semantica e interpretativa.
E il modo migliore per vivere questa esperienza in pieno è proprio lasciarsi andare e trasportare dal continuum, dal flusso del suo linguaggio corporeo, vivo, sensuale, pulsante.
La punta più aguzza e la cifra di “Rivoluzione” sta nel fatto che “la Gioventù sarà sempre più potente di tutte le antiche sapienze”, perché “Gioventù è lotta, sempre…è l’orgogliosa estasi di poter fare a meno di tutto e di tutti, anche di toccare la terra con i piedi”!
E l’autore, l’ultimo “cavaliere libero e selvaggio” nel nostro asfittico panorama letterario ci aggancia da subito con il racconto estremo e trasognato del suo viaggio personale di ragazzo del sud all’assalto di una Milano spossante e fumosa di asfalto e misteriosamente labirintica, per farci la Rivoluzione.
È in questo sfondo metropolitano con i suoi personaggi disperati e le sue donne ammaliatrici e irresistibili che incomincia la caccia furiosa all’abbattimento del limite, nonché la scalata al cielo di un ragazzo che “vuole tutto”.
In ogni incontro, in ogni esperienza il nostro protagonista è come se gustasse estatico e senza ritegno la felicità assoluta dell’estremismo, scatenato come un funambolo assolutamente incosciente che gioca in contemporanea sulle tre corde, le uniche sue coordinate di viaggio, la libertà, il sogno-utopia e la speranza.
E devo dire che, forse, senza rendermene conto questo è il libro che aspettavo da molto, perché tratta per noi, ragazzi del ’77, degli anni più belli che ci sia stato dato da vivere, della modifica radicale del nostro vissuto, dell’utopia, del bisogno di giustizia, della rivoluzione sessuale.
E la sfida avendo a che fare con questo “materiale” è quella di raccontare senza definire, senza cadere nelle trappole dell’ideologia, senza la costruzione di mappe e geometrie, in un territorio in cui i vecchi orientamenti non tengono e non devono tenere più.
Forse si tratta di narrare attraverso frammenti con una scrittura che tagli – cut up – circoscrivendo ogni frase, lasciando parlare il più possibile le differenze.
“Rivoluzione” non è propriamente una storia, ma un percorso, un continuo e pressante incitamento, sollecitazione a “perdersi”, a gustare con l’autore l’ebbrezza estatica, dionisiaca, la felicità e la ricchezza di quegli anni irripetibili per cercare anche di capire in questo modo così unico le ragioni di una lunga primavera di intelligenze.
Nello stesso tempo, il resoconto immaginifico delle battaglie sociali del proletariato è un contro canto incalzante al diffondersi di determinati spunti della libertà.
A Milano si svolge l’epopea alla scoperta dei meandri stranianti e sorprendenti della città vissuta parecchio di pancia, con tutti i 5 sensi ben accesi, senza perdere nessuna occasione di godimenti meravigliosamente reichiani, non tralasciando il racconto dell’oppressione capitalistica, della comunità resistente, della rivolta che serpeggia ed esplode, della controcultura inarrestabilmente underground.
Il parlato è essenziale continuamente rimixato con un ritmo a volte di puro rap antesignano, furibondo hip hop da marciapiede, il lavoro è di uno smontaggio e rimontaggio a combinazione dove il materiale verbale pre-esistente alla scrittura vera e propria è di una potenza emotiva ed autenticità di sapore inconfondibilmente dostoevskijano.
Eppure gli anni della Grande Rivolta, ciò che li rende così affascinanti è che sono come un tempo che non ci vuole lasciare, e quello che D’Ambrosio sperimenta fino in fondo nel suo romanzo è questa capacità, qualità speciale di permanenza di quel periodo per chi lo ha vissuto.
La sua scelta linguistica incisiva e coraggiosa arriva a conquistare una musicalità, una sonorità espressive immediatamente riconoscibili tramite l’utilizzo di codici diversi uniti dalla tensione interiore di questa epica fuori dai canoni del buonsenso e del senso comune.
La sua maniera è calda, forte, energetica, fisicamente spudorata.
Trovi premonizione, intuito, istinto, senso della corrente, lui è dentro al farsi stesso della corrente metropolitana, dove navigano a vista le sue donne un po’ puttane e i suoi re clochard bevitori impenitenti, lui è come un surfer che partecipa a ogni evento, a ogni scontro non restandosene mai fermo a guardare dalla spiaggia.
Ha questo fiuto quasi animalesco, senso della strada, istinto di riconoscere fra tutte le onde quella che fa per lui, la sua onda, quella assolutamente da cavalcare, lungo giornate vissute senza schemi, senza regole da rispettare, senza conti da far tornare, qui è tutto Rivoluzione, tutti i parametri non funzionano più, è un black-out generale, un tilt a ripetizione come gli orgasmi delle sue belle.
Siamo in una situazione di frontiera avanzata nella quale le mappe convenzionali non tengono più, non ci servono più a niente e vi consiglio anzi di buttarle, perché si tratta di sviluppare l’istinto del pioniere.
D’Ambrosio ha indubbiamente aperto con questo libro un grosso spazio comunicativo, di grande potente energia, mescolando azioni, gesti, oggetti, parole, pensieri e cose tutti insieme fino a produrre un’alchimia artistica sempre più esplosiva.
Ecco perché vi suggerisco di fare questa esperienza lasciandovi trascinare fino in fondo in questa grande, gioiosa, estatica Rivoluzione.

Maria Theresa Venezia.












Amanti come tempeste


"...Sogna che ogni bambino

abbia almeno una persona

che gli voglia bene con tutto il suo cuore

Sogna di Gesù

che non viene crocefisso

sogna del Sole

che spende per tutti

Sogna dell'ombra

che nasconda ogniuno

al passaggio dl demonio

Sogna del monaco

che s'innamora di una bella ragazza

Sogna di una falena

che gli passa la voglia di andarsi a bruciare

sulla lampadina rovente

Sogna un giornalista di cronaca

che non abbia più a scrivere

di disgrazie e di sciagure

Sogna del pesce

senza più paura di essere pescato

Sogna dell'albero di città

senza più paura di essere abbattuto

Sogna di un mondo

senza più povertà..."



Uno spaccato della vita della metropoli contemporanea tra bene e malvagità, tra innocenza e peccato, tra arte e finzioni, tra superfemmine e televisioni, tra passioni e angosce : praticamente una tempesta continua di amanti folli in libertà.


(edizione illustrata a colori con pin ups)

Marilyn, Rockpopartopera


"Io voglio essere amata da Te.

Solo da Te.

Da nessun'altro che da Te."


Marilyn Monroe



La Bellezza, il Sorriso della Vita, la Seduzione, l'Eterno Sogno dell'Amore:

Marilyn come non l'avete mai vista.


(con intestazione poesia inedita di G.D. Angelillo).

Il Mediano nella birra


"L'uomo è una corda legata tra la bestia e il superuomo:

una corda su un abisso".

F. Nietzsche


Un ragazzo alla ricerca di se stesso

nella Brera Notturna degli artisti, dei pazzi, dei vagabondi, degli ubriaconi, dei delinquenti, dei genii dell'Italia del Sottosuolo di oggigiorno.

Tutto un universo di follie, tranne che l'Allegria...


(nuova edizione illustrata, con in più miniatura ad ogni Capitolo, edizione d'Arte)!

Bullazze e Marmittoni


"Ahi, che fatica mi costa

amarti come Ti amo."


Federico Garcìa Lorca


38 racconti metropolitani che narrano con forte e sana ironia la Milano che ama, si dispera, sorride, è felice, impazzisce di sacre maledette passioni amorose


(nuova edizione in volume unico illustrato a colori).

L'Anima in fiamme


"Dove la Speranza

prepara il Suo banchetto

tutti noi

ci accomodiamo

palpitando."


Marina Cvetaeva


Una raccolta in gran parte inedita di una delle grandi Maestre dela Poesia Russa: Marina Cvetaeva .
(Edizione illustrata, tradotta da Marija Antipova)

Poesia


"La Poesia

è una malattia del cervello."


A. De Vigny



Poeti dilettanti, editori mercenari, genialoidi appiedati, balordi rampanti, ibrattacarte vanagloriosi, segretarie avvenenti, fidanzate insopportabili, e dentro ancora bellissima la GRANDE POESIA della VITA ...
(con appendice a colori).

giovedì 24 luglio 2008

Ragazzi maledetti


"No, a diciessette anni non si può essere seri.

Una sera, al diavolo le limonate e le birre, e i caffè rumorosi,

e le luci splendenti!

Si va sotto i tigli verdi della passegiata."


Arthur Rimbaud


Squallore, violenza, vuoto: la condizione esistenziale della Gioventù d'oggi

nella cornice delle periferie delle moderne metropoli

che stentano a tenere in piedi un'idea di Futuro degno di questo nome.

Storia meravigliosa di Pietro Schlemihl


"L'Amore decide tutto

al mondo."


Chamisso


Un uomo vende la sua ombra al Diavolo in cambio della ricchezza,

ma la condanna è la solitudine e l'angoscia.

Anche i suoi servi saranno più felici di lui.

martedì 22 luglio 2008

Un Atto d'Amore


"Per avere un qualche successo

al mondo bisogna strozzare il proprio istinto."


O.Henry



Una storia delicata e inaspettata

nella giungla in guerra di una metropoli a labirinto

come New York.

Verità e menzogna


"Si guarisce da tutto

vincendo."


F. Nietzsche


La menzogna che se ne va a fuoco come un mucchio di paglia,

e la verità che taglia come una lama affilatissima.

Fogli di Poesia


"Una parola è morta

quando è detta

dicono alcuni.

Io dico

che comincia appena

a vivere

quel giorno."


Emily Dickinson



Un'originale raccolta di poesie

di una delle più grandi Maestre

della cultura occidentale.

Quasimodo


"L'Amore è quella divina follia

che ci rende tutti molto saggi."


Alda Merini





Una grande Storia d'Amore

sulla sottile linea di confine

che misteriosamente unifica Vita e Poesia.

Tre peli della barba del Diavolo


"La favola è ciò che nella realtà

mette l'anima dell uomo."


Pirandello



Quattro favole magistrali che insegnano

a mettersi in ogni caso

sulla tracce del Bene.

Netocka



"Amici miei, chiedete a Dio l'allegria.

Siate allegri come i bambini, come gli uccelli del cielo."


Dostoevskij






Realismo, profondità psicologica, grandi passioni romantiche in uno dei primi romanzi del genio del contemporaneo umanesimo occidentale: Fedor Dostoevskij.

Come far versi?




"Nei Poeti
sogna l'Umanità."

Hebbel

Un'agile e breve trattato sull'arte del comporre versi
del Maestro del Futurismo Russo: Vladimir Majakovskij.