venerdì 21 marzo 2014
ALDA MERINI Terra d'Amore poesie, racconti, aforismi ACQUAVIVA
La verità è sempre quella,
la cattiveria degli uomini
che ti abbassa
e ti costruisce un santuario di odio
dietro la porta socchiusa.
Ma l'amore della povera gente
brilla più di qualsiasi filosofia.
Un povero ti dà tutto
e non ti rinfaccia mai la tua vigliaccheria.
ALDA MERINI
ottobre 2003
ALDA MERINI Alla tua salute, amore mio poesie ACQUAVIVA
ALLA TUA SALUTE, AMORE MIO
Vino che dai luce alle stelle
riempi gli occhi di questo sole
che non tramonta mai.
Mi sono seduta in un'osteria
per ubriacarmi di lui
che non è presente.
Egli vive tra gli erbosi colli
della sua giovinezza
e non guarda le mie pendici,
ma quando mi riempio di vino rosso
l'immagine di lui colma tutti i bicchieri
e si addormentano gli dei.
ALDA MERINI
settembre 2005
domenica 16 marzo 2014
SPARTA RISCHIA LA GUERRA CON ATENE

Sparta rischia la guerra con Atene.
Sparta ha la forza, Atene il diritto.
Non stavano bene insieme
vivendo in pace e prosperità?
No, qualcuno ha voluto rompere
il patto millenario.
Ora tutti i Greci sono caduti nell'ambasce,
nel delirio,
quasi in una inutile follia.
I Barbari son lì, ringalluzziti,
che hanno alzato tutti la testa.
Qualcuno aveva nostalgia dei padroni stranieri
e li ha chiamati in gran fretta.
Arriveranno a folle,
senza soldi da dare
ma da prenderne a bizzeffe,
tutti quelli che possono.
Rischiano grosso ora i Greci,
sia con i Persiani
che con i Romani.
Non sanno più quale sarà il loro destino
e si riuniscono in assemblee
che non hanno più fine,
senza più nè capo nè coda.
L'amico non considera più amico
nemmeno il più vecchio e fidato amico.
In piazza vengono ormai a pisciare
tutti i cani che possono.
Sulle statue antiche degli eroi
vengono a defecare
tutti gli uccelli di passaggio.
Si stilano accordi segreti,
si propalano falsità a arte,
si fa ampia pubblicità
a ogni possibile inganno.
Le faccende più importanti di tutti i Greci
sono sui marciapiedi delle città
prese a calci da ogni ubriacone,
da ogni moccioso,
da ogni ciarlatano di scarto.
I Greci ormai non sanno più
a quale patria votarsi,
vogliono tutti emigrare come rondini inquiete
in paesi più caldi e ospitali.
Ma non c'è nessun paese più caldo e ospitale
della Grecia,
non esiste altra patria per ogni greco
che la Grecia.
Ma Atene rischia la guerra con Sparta
e la libertà di ogni greco
è ora inspiegabilmente in pericolo,
come per volere
di centomila demonii maligni.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
SCHOPENHAUER

alle 3 di mattina c'è poco da dire su Schopenhauer perché se davvero ti metti a parlare si può aprire una porta che dà direttamente sulla gran parte dell'ultimo orizzonte. ci sono dei piedi che muovono un corpo e se ascolti il polso di uno qualsiasi dei due bracci puoi sentire tranquillamente un TUM TUM TUM che è un cuore che batte. Chi batte e perchè? E' la volontà di vivere, amico, e batte semplicemente perchè vuole vivere, sempre, e così abbassa la cresta te perché tu non conti nulla e ti puoi al massimo bere una birra. "dannazione, ma tu non ti plachi mai?". lei è sempre lì, in camera tua, vestita di seta e circondata di volpi e pesci che si danno un gran da fare. tu prendi la bottiglia e bevi ancora un pò. "io sono l'unica e sola dea dei giochi", dice lei, "una cantante jazz di canzoni di fame d'amore". le sue gambe bellissime ti scaraventano al confine di tutte le cose e ti fanno cadere all'indietro, te e la tua bottiglia di birra della minchia. la volontà di vivere ha sempre le più belle gambe dell'universo. e l'attimo dopo tu stai già sognando di baciare i suoi profumati riccioli rossi così lunghi, così lunghi. le volpi e i pesci si danno sempre un gran da fare attorno a lei. e tu non ti senti estraneo per tutto l'infinito cosmo, perché tutti siamo fratelli, sia la formica che la stella, e tutti ci siamo incontrati almeno una volta negli ampi cortili di tutti i fatti che accadono. e per finire c'è poco da dire su Schopenhauer perché altrimenti davvero correresti il rischio di non finirla più.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
venerdì 14 marzo 2014
PROBLEMI D'AMORE
all'attaccapanni di un misero poemetto
ho appeso una corna di vacca,
nella mia casa di ebete
che se ne va in rovina
ci sono ancora le sue scarpette verdi
che luccicano anche di notte.
sono abituato a preoccuparmi,
sono abituato a fregarmene,
senza permesso m'invito da me
alla festa di tutti i sogni d'amore
senza mai voler fare i conti con l'oste.
fiori e vino
e tracce di vigliaccheria.
la donna è un pò più complessa
di un tacchino da combattimento.
ho le orecchie malate e non sento bene,
quando mi dicono: "vattene",
io le prendo per dichiarazioni d'amore
un pò incerte.
sono un selvatico e lo ammetto,
son tutto languido di sogni
e mi voglio annettere pure l'America.
mi innamoro sempre
e non per questo mi va
di cambiare pettinatura,
di appartenere a qualcuno
per così poco,
senza mai avere nulla in cambio.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
ho appeso una corna di vacca,
nella mia casa di ebete
che se ne va in rovina
ci sono ancora le sue scarpette verdi
che luccicano anche di notte.
sono abituato a preoccuparmi,
sono abituato a fregarmene,
senza permesso m'invito da me
alla festa di tutti i sogni d'amore
senza mai voler fare i conti con l'oste.
fiori e vino
e tracce di vigliaccheria.
la donna è un pò più complessa
di un tacchino da combattimento.
ho le orecchie malate e non sento bene,
quando mi dicono: "vattene",
io le prendo per dichiarazioni d'amore
un pò incerte.
sono un selvatico e lo ammetto,
son tutto languido di sogni
e mi voglio annettere pure l'America.
mi innamoro sempre
e non per questo mi va
di cambiare pettinatura,
di appartenere a qualcuno
per così poco,
senza mai avere nulla in cambio.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
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