venerdì 17 luglio 2015
IL SOGNATORE
il sognatore scava la terra
alla ricerca del suo tesoro perduto,
insiste nel cammino,
scuote l'anima sua e la incita.
ascolta il silenzio,
il brontolio della nuvola nel cielo,
il discorso perfetto dell'acqua che scorre in montagna.
il suo cuore ama qualcosa che quasi nessuno vede:
il piede di Dio che scosta la pietra d'intralcio
nella sua ricerca.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
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| giuseppe d'ambrosio angelillo a piazza diaz, Milano, con la sua bancarella di Libri Acquaviva, primavera 2015 |
IL BENE PORTA BENE
il bene porta bene,
il silenzio porta il sapere.
si corre alla carlona
in mezzo a tutta questa rissa di pensieri.
si fa grigio il giorno,
sorda la notte,
il vento fa fiorire tutte le nostre carte inquiete
sul nostro tavolinetto traballante,
passa un morto,
un criminale scappa,
sul ballatoio piange una moglie abbandonata,
da qualche parte nel vicinato si festeggia
l'andata in pensione
di un generale di corpo d'armata,
ma proprio qui dove siamo caduti tutti?
inutile protestare
inutile avere dubbi,
la fortuna è fortuna.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
L'ANIMA NON SI STANCA MAI
le profezie non ti stancano mai,
come la notte,
i sogni
e i frutti del peccato.
che sia consapevole o no l'anima
non si stufa mai di tutta la sua smisurata rindondanza.
si arriccia come vuole
e si fa cadere addosso
pure una casa piena di solitudine.
lei cerca il principio di tutte le cose
come può stancarsene?
riempie la sua borsa di fumo
e s'incammina.
se ne va da una donna,
in una libreria fuori mano,
nel truce inventario di riviste oscene o di cronaca quotidiana
di un giornalaio fuori zona.
cerca il cuore della vita,
i suoi capelli
le sue labbra,
il suo bel viso.
non trova mai nulla,
o poca roba d'altro.
un esempio,
un proverbio,
una storia contadina.
ma lei s'accontenta, raccatta tutto e porta a casa.
a casa mette tutto sul tavolo ed esclama:
"che spettacolo! che gran meraviglia!
ma chi l'almanacca tutto questo marciume?
tutta questa gran gioia di vivere?"
giuseppe d'ambrosio angelillo
IL BENE NON CONOSCE IL MALE
occasioni ne ho avute, non posso dire di no,
questo farmi vedere e poi sparire per un pò
in tutto questo frondame della vita,
di parole ne ho dette,
di libri ne ho scritti.
tutti di fantasia a fare il solletico sotto i piedi
al silenzio degli uomini tra di loro.
a questi pianeti assurdi che ci gravitano in testa
e poi ci precipitano sul naso.
di colpe che riguardano il male
francamente non ne ho,
se un prete mi confessa
non ha manco un pater noster da farmi dire
per penitenza.
la vita è una scuola
che prima o poi fa piangere tutti i suoi scolari,
io vado nella strada difronte
e sventolo il lenzuolo rappezzato dei miei miti.
il bene non conosce il male
e se ne va sempre tranquillo per i fatti suoi.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
IL CANTO DELLA STRADA
salta in aria spontaneo il canto per la strada,
offre un bicchier d'acqua
e saluta,
gli basta sognare il confine del bene
e non dice più niente.
il malvagio?
e chi lo conosce?
la vita ha una figura
che è proprio quella che vuole lei.
la fatica del poeta a volte è lieve,
carica il suo galeone
di tutto il dolore che trova
e allegramente lo fa affondare al largo,
con tutti i suoi tesori fasulli.
poi riguadagna la terra a nuoto
tra i pesci pazzi di tutti i mari
e si mette a cantare di nuovo
l'avventata vendemmia degli amori in città.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
L'INFINITO DELLA VITA
qui non canta il nulla
né il sofisma oscuro della vita
che s'imbroglia nei vuoti del passato,
e s'impiglia in tutte le parole
senza portare a compimento
nemmeno un giorno.
qui non c'è l'abisso
né il sonno del martire
che vuole solo essere ricordato per niente.
qui c'è solo una porta aperta,
un canto che conduce a un solco d'amore.
ecco: un respiro di bene
che ognuno ne fa quello che vuole.
la vita, a ben pensare, non è mai la stessa,
è davvero così infinita
che ci siamo qui pure noi.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
ALLEGRIA, BIMBO!
allegria, bimbo,
altrimenti ti toccherà berti il latte acido
di quella madre che t'ha scordato.
la vita non ha pietà,
e allora?
reimposta il vento del giorno
e metti la manopola
sulla collina degli ubriachi,
quelli che fanno di ogni lacrima
una assurda poesia!
che ti frega?
il dolore fallo piangere agli altri,
fatti compagno a quella tua intima risata
che ha ancora per miracolo
tutte le pagine così bianche.
non vedi?
il vento è già cambiato
e la manopola del destino
s'è girata per conto suo
su questa bella canzone rock
che sta mandando proprio ora la radio
per tutte le montagne coperte di neve!
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
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