"Rivoluzione" è un romanzo iniziatico, un percorso di formazione. Il protagonista, Giuseppe, parte da un paese del Sud con la propria forza di volontà e il desiderio di scoprire e capire l'Italia e la sua società, scossa dalle battaglie degli anni Settanta. La sua ricerca non viene però influenzata dalle ideologie imperanti, bensì si caratterizza per essere diretta solo verso la comprensione del prossimo.
Ed attraverso la lente di quegli anni, del '77 in particolare, che l'io narrante vede gli eventi cruciali, gli scontri in piazza, gli amici politicizzati che combattono con violenza e furore per pricipi ai suoi occhi del tutto inutili. Quelle stesse idee che infiammano la società gli permettono di scorgere con lucido realismo chi davvero ci rimette; chi, sotto i colpi di una rivoluzione solo apparente, rimane realmente emarginato: gli ultimi.
E sono proprio queste figure che caratterizzano i punti focali del romanzo: persone che vivono ai margini ma che, seppure inconsapevolmente, mettono in atto, in maniera ben più convincente, i dettami dell' ugualianza marxista o della teologia evangelica. Come, ad esempio, un barbone che devolve tutto quanto ricava dalla carità ad una donna sola e abbandonata che deve allevare cinque figli.
Il romanzo di D'Ambrosio Angelillo, però, non è tanto un racconto di fatti marginali rispetto alla guerriglia di quegli anni, ai movimenti studenteschi e alle lotte di classe che di lì a poco si trasformeranno in terrorismo, ma è soprattutto una lunga analisi delle false promesse storiche, dove il nodo rimane sempre quello delle vere disugulianze, ben più concrete di quelle sbandierate con ipocrisia sulla base di puntelli ideologici.
"Rivoluzione" è scritto con uno stile crudo e diretto, in cui desiderio di raccontare assume la forma di energia verbale intensa, ma mai retorica. Il tema affrontato viene rivisto in una chiave minimalista, in cui le singole figure perseguono nel proprio micromondo valorin essenziali quali la solidarietà, l' impegno e interesse per le altrui vicende. Quegli elementi, cioè, che stanno all base di un'autentica convivenza civile.
Fulvio Caporale
pubblicato dalla rivista "L'Inchiostro", maggio 2008
martedì 2 dicembre 2008
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO, ROMANZIERE
Joseph K. è il più grande scrittore italiano a tutt'oggi in giro e altri mezzi uovi cotti davanti a lui stanno bene solo in un insalata insipida e insapore. Ce ne sono tanti che con la scusa della letteratura si tirano seghe a tutt' andare, ma il Nostro è un Maestro che darà lustro alla nostra sbiellata Italia negli anni a venire.
Sotto, ragazzi, comprate i suoi libri e leggeteli in gruppo. Fate campare questo genio, in questo mondo di rape perfette.
Shalom!
Davide Levi,
il Gatto Verde
Sotto, ragazzi, comprate i suoi libri e leggeteli in gruppo. Fate campare questo genio, in questo mondo di rape perfette.
Shalom!
Davide Levi,
il Gatto Verde
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO, AVVENTURIERO E ACROBATA DELL'ARTE DELLO SCRIVERE IN ITALIA
Avventuriero della scrittura automatica, dove la sua sconsiderata assoluta libertà lo porta a diventare un pioniere instancabile nell' arte del raccontare, e sfrontato interlocutore di qualsiasi personaggio reale metropolitano lo proietta in sempre nuovi sconclusionati potentissimi romanzi. Giuseppe D'Ambrosio Angelillo è uno dei più incredibili scrittori russi o americani o inglesi, ma non italiani, sì perchè lui punta davvero in alto e è molto ambizioso. Non punta all' Italia, e si capisce, l'Italia quasi lo rifiuta per la sua purezza e la sua profondità. Sperando che non se ne accorga mai, perchè quando lo scoprirà di certo lo combatterà. Il nostro è un Paese di buffoni e di aggiustaminestre, un personaggio vero è d'istinto che lo evita e lo ignora.
Comunque D'Ambrosio sarà scoperto molto presto da una casa editrice francese o tedesca. Da là ritornerà in Italia. C'è da dire che molti cervelli italiani non se ne vanno all' estero a cercare e trovare fortuna, molti se ne restano in Italia a lottare contro la sfortuna di appartenere a una Nazione che dileggia e trascura i suoi artisti migliori. D'Ambrosio è uno di loro.
D'Ambrosio è un narratore della Speranza, e lì è davvero imbattibile, in questo panorama letterario nostrano fatto solo di piagnoni, pregamorti, menagramo, sfigati di professione, opportunisti sfarfalloni di ogni specie.
Leggete anche solo il primo capitolo del suo "RIVOLUZIONE" o del "PROFESSORE DI FILOSOFIA" o del suo "MEDIANO NELLA BIRRA", vi accorgerete all' istante di avere a che fare con un vero acrobata della scrittura.
Adriano Lamanna
Comunque D'Ambrosio sarà scoperto molto presto da una casa editrice francese o tedesca. Da là ritornerà in Italia. C'è da dire che molti cervelli italiani non se ne vanno all' estero a cercare e trovare fortuna, molti se ne restano in Italia a lottare contro la sfortuna di appartenere a una Nazione che dileggia e trascura i suoi artisti migliori. D'Ambrosio è uno di loro.
D'Ambrosio è un narratore della Speranza, e lì è davvero imbattibile, in questo panorama letterario nostrano fatto solo di piagnoni, pregamorti, menagramo, sfigati di professione, opportunisti sfarfalloni di ogni specie.
Leggete anche solo il primo capitolo del suo "RIVOLUZIONE" o del "PROFESSORE DI FILOSOFIA" o del suo "MEDIANO NELLA BIRRA", vi accorgerete all' istante di avere a che fare con un vero acrobata della scrittura.
Adriano Lamanna
martedì 11 novembre 2008
SPERANZA
Io vivo di Speranza
pane più dolce della poesia
più carico di sapienza
è più nobile di paesaggio.
Con porti di querce
invisibili allo sguardo
e altezze imperscrutabili
come i tetti della Città di Dio.
Tutti ne mangiano
e diventano più forti,
pochi lo fanno questo santo pane,
ma tutti lo prendono
e lo portano via
ai loro cari,
per fare di ogni casa
un angolino di Paradiso.
pane più dolce della poesia
più carico di sapienza
è più nobile di paesaggio.
Con porti di querce
invisibili allo sguardo
e altezze imperscrutabili
come i tetti della Città di Dio.
Tutti ne mangiano
e diventano più forti,
pochi lo fanno questo santo pane,
ma tutti lo prendono
e lo portano via
ai loro cari,
per fare di ogni casa
un angolino di Paradiso.
martedì 21 ottobre 2008
Speranza
L'innamorato
L'uomo più buono di Acquaviva
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