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martedì 10 agosto 2010

CARA MILANO poesia di d'ambrosio angelillo

Son rimasto solo
e non ho che te, cara Milano.
Come una cagna di voci
mi accompagni nelle mie passeggiate solitarie.
E mi piace vagare nel tuo pelo
di cagna stanca
di essere malmenata.
Quante ne abbiamo combinate insieme io e te.
Tutti quegli altri amici
chissà dove se ne sono andati ora.
Ormai quasi più nessuno capisce la tua bontà,
cara Milano mia.
Ma tu sei forte e sei ben piazzata.
Sono io invece a un passo dalla mia sconfitta.
Urlano i vincitori e le loro fiamme fatue,
io come al solito preferisco i poveri come me
e i pazzi.
Ormai dò voce a stupidi spettri.
Le parole degli altri mi minacciano ormai
o mi deridono.
Nel migliore dei casi mi ignorano.
Ma io ho te dalla mia parte, Milano mia,
ormai fatta solo di voci antiche
ma fedele,
non come questi barbari del deserto
che per un soldo
si vendono anche la tua luce,
che appartiene solo ai tuoi giorni
tutti fatti di care belle madonnine d'oro.
.
d'ambrosio angelillo

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