FAVOLA DELLA PROSTITUTA MOROSA
C'era una volta a Milano una giovane prostituta che si era rinsavita e dopo qualche anno di bella vita decise di sposarsi a un ingegnere della provincia che non sapeva nulla di lei. Il giorno del suo sposalizio si presentò per caso, invitato da un conoscente dello sposo, un certo poeta metropolitano di nome Zullone, al ricevimento della festa, che subito la riconobbe, le si avvicinò e non visto le disse: "Mi devi 10 rapporti d'amore, è il prezzo del mio silenzio". La sposa, che l'aveva con raccapriccio riconosciuto come vecchio cliente, gli rispose: "Va bene, presentati a casa mia questa notte".
Quella notte, la prima del matrimonio, il poeta Zullone si presentò a casa della sposa. La sposa lo fece entrare, aveva drogato lo sposo, che ronfava beato sul primo letto di nozze, ed ebbe 9 rapporti d'amore con il poeta. Al decimo rapporto il poeta morì di crepacuore.
"Forse rimarrò morosa per il resto della mia vita, ma di questo son sicura che non ne farai parola mai con nessuno", disse la sposa prostituta e buttò fuori da casa sua il cadavere del poeta.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO
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