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sabato 6 dicembre 2014



VIGILIA DI NATALE A PIAZZA DEL DUOMO

Col cuore che mi s'è incarbugliato a cassone
mi ghiaccio le ossa a montrone
in questa santa piazza del Duomo.
E la superbia s'appizza nella sua borchia
come una barbafosca a cianfrusaglia in questo tempo triste,
con la brocca dell'acqua benedetta
a sciacquare la buatta di ogni portaincantina,
ubriachi fasciati a trippe d'oro ricopiate,
con l'occio a tramanar tra il bar e il camino,
con in corpo ancora fringuelli di chiodi antichi,
la vigilia di Natale è qui anche con noi.
che per strada si è in riva al fiume di tutta questa folla
che sciala, sciaborda, risacca,
la vigilia di Natale come sempre,
con così tanti ciarlatani che comiziano di nulla,
come sonnambuli al teatrino della parrocchia nazionale.
Gruppi di belle ragazze che ridacchiano in coro
davanti alle belle vetrine dei vestiti delle manichine,
tutto illuminato, tutto affollato
là, tutt'intorno in piazza e accanto al Duomo,
con stelle ingrandite,
gente tutta ossequiata.
E' Natale, è pure il tempo dei signori.
E' Natale anche qui, in candelora,
con quattro castagne attorno al fuoco.
Dolcetti, polpetti, e panettoni gialli,
dài, spendi pure tutto quello che hai in saccoccia.
Tanto a pregar stasera ci pensano le cape di pezza,
i martinitt, i monaci sgranarosari.
Che c'è da dire? Che c'è da raccontare?
E' nato il Bambino Gesù
tra il portico e la stalla dei portasu.
C'è la sarta a passeggiare, quella col rossetto che basta no,
l'edicolante musicista, che fischia nel clarino,
il figlio di nessuno, quello che hanno abbandonato
sul sagrato 44 anni fa.
Tra il portico e la Galleria,
come sciama la folla,
ci fossero ancora i Boccioni mangerebbero anche loro
la polenta bollente.
Conta su, trinca alla fiaschetta.
E' la vigilia di Natale,
in ogni casa ci sono tutte le candele accese.
E intanto l'ultimo povero
ride pure lui,
Gesù Bambino gli va nel cuore
per primo proprio a lui.
GIUSEPPE D'AMBROSIO ANGELILLO

da "POESIE DI NATALE", dicembre 2014
ACQUAVIVA

on www.books.google.com

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